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27 ottobre 2017 5 27 /10 /ottobre /2017 05:00

1883: Lione, il primo processo spettacolo all'anarchismo

Kropotkin al processo

Dall'8 al 28 gennaio 1883 si svolge a Lione il processo di 66 anarchici. Il loro crimine? "Essere (...) affiliati o fatto atto di affiliazione a una società internazionale, avente come scopo di provocare la sospensione del lavoro, l'abolizione del diritto di proprietà, della famiglia, della patria, della religione, e di aver commesso anche un attentato contro la quiete pubblica". È uno dei primi "processi spettacolo" della giustizia borghese contro l'anarchismo, annunciatore di una repressione senza pari.

La città di Lione conosce presto, tramite diversi movimenti, un'effervescenza sociale molto intensa, che si tratti durante la celebre rivolta dei canuts negli anni 30 del XIX secolo o durante la Comune di Lione nel 1870, facendo della città una delle pioniere delle rivolte operaie in Francia. All'inizio del 1881 si forma la Federazione rivoluzionaria della regione dell'Est, che raggruppava i militanti rivoluzionari di questa regione. Gli anarchici dominano molto ampiamente questa Federazione, che tenta di partecipare alla ricostruzione di una Internazionale indebolita in seguito alle prime scissioni del movimento operaio internazionale [1].

Nella regione  lionese, il movimento anarchico nascente usufruì di uno sviluppo molto importante. Si vennero a creare dei gruppi e nacquero molte riviste anarchiche all'inizio degli anni 80: Le Droit social, L’Étendard révolutionnaire, La Lutte, ecc [2].

Nello stesso periodo, nella regione mineraria di Montceau-les-Mines, si formano dei movimenti operai molto duri, che sfociano in un sollevamento generalizzato verso la metà di agosto 1882. queste sommosse e azioni violente, condotte in parte dal gruppo anarchico La Bande noire [La Banda nera], hanno una risonanza considerabile in tutto il paese.

Gli anarchici di Lione sostengono incondizionatamente questo movimento attraverso la loro stampa e delle riunioni di sostegno. La censura dei giornali, molto dura, non riesce a far tacere la solidarietà. Così, il governo borghese, repubblicano moderato, adotterà una nuova tattica per attaccare il movimento libertario. Gli avvenimenti di Montceau hanno infatti lasciato capire al governo che il “complotto” dell'Internazionale detta “antiautoritaria” non si era spento con la legge del 1872 che proibiva l'adesione a un'organizzazione internazionale e che si doveva farla finita con i militanti e la “dottrina” anarchica e internazionalista.

 

Dalle perquisizioni agli arresti

Agli inizi del mese di ottobre 1882, la repressione contro i militanti anarchici viene scatenata. Delle perquisizioni hanno luogo alla sede di alcuni giornali. Dei militanti vengono arrestati a Parigi e a Lione naturalmente. È soprattutto il caso di Toussaint Bordat e di Émile Gautier. Ma lungi dal nuocere alla propaganda anarchica, imprigionando questi oratori e imbavagliandone la sua espressione, la repressione non fa che rafforzare le convinzioni dei militanti. Nella notte dal 22 al 23 ottobre esplode una bomba nel ristorante L’Assommoir dove “si riunisce la crema della borghesia, per crogiolarsi nelle più luride orge[3]. Il giorno seguente dei candelotti di dinamite vengono lanciati contro un ufficio di reclutamento. Il panico nei ranghi della borghesia si fa sentire. Questa ondata di attentati non farà altro che accentuare la repressione poliziesca ed è l'anarchico Cyvoct che pagherà caramente questo uso della propaganda con il fatto. Benché proclami la sua innocenza è condannato a morte nel dicembre 1882, la sua pena è commutata nel 1884 ai lavori forzati al bagno penale da cui sarà liberato nel 1898.

Gli arresti si moltiplicano negli ambienti anarchici della regione di Lione. In totale saranno 52 gli anarchici che saranno arrestati, tra cui il teorico dell'anarco-comunismo, il “Principe” Petr Kropotkin, residente a Thonon dal 1881 e che ha moltiplicato le sue conferenze nell'Est della Francia in questo periodo.L'agitazione è sempre più forte nella regione. Louise Michel accorre per moltiplicare le conferenze a favore dei militanti arrestati, anche invano per lanciare una sollevazione, essa finisce con l'essere espulsa dalla città di Lione. Élisée Reclus, che non fa parte degli accusati, fa domanda ufficiale per essere anch'egli indagato in quanto appartenente anch'egli all'Internazionale.Il processo inizia infine l'8 gennaio 1883, mettendo in stato d'accusa 66 persone, di cui 14 fuggite.

Un processo come tribuna

Molto presto gli anarchici hanno considerato che era possibile trarre profitto da un tale processo utilizzandolo come mezzo di propaganda e di pubblicità. Un pubblico considerevole e numerosi giornalisti si accalcarono per assistere alle udienze. Gli incriminati faranno addirittura avere una dichiarazione al presidente del tribunale protestando contro il numero di poliziotti presenti intorno al tribunale, che impedivano al pubblico di poter ascoltare gli intervenuti degli incriminati. Giungeranno persino a scrivere che “quando un potere si decide a perseguitare tanti accusati in una sola volta, si deve per lo meno che si arrangi per far sì che la gestione del locale non privi la difesa la più necessaria delle sue garanzie: l'assoluta pubblicità dei dibattimenti” [4].

La lettura del resoconto del processo dimostra l'eloquenza dei dirigenti del “partito anarchico”. L'interrogatorio9 “pittoresco del principe Kropotkin[5] che spinge il procuratore e il presidente nelle loro ultime trincee. Ma ben più di Kropotkin, è il militante Émile Gautier che impressiona l'uditorio e gli osservatori per la sua eloquenza. Uno dei procuratori segnala al ministro di Giustizia che “la prolusione di Émile Gaultier, è stata, secondo molte persone autorevoli ritenuta notevole, e con il prestigio del talento, si era quasi impadronito dell'uditorio[6].

Rinchiudere il pericolo anarchico

Malgrado una difesa eloquente addirittura brillante, molte dure condanne verranno pronunciate contro gli incolpati: quattro anni di prigione per gli “istigatori”, come Kropotkin, Emile Gautier, Joseph Bernard, Pierre Martin, Toussaint Bordat, e da sei mesi a tre anni per 39 altri compagni. In appello, le condanne saranno mantenute. Oltre le condanne dei militanti anarchici, il processo permette di porre in luce il ruolo svolto da un agente provocatore, Georges Garraud, negli avvenimenti, soprattutto in quanto “eccitatore”. Questa spia ha pure svolto un ruolo importante nella condanna di Cyvoct [7].

Il processo di Lione è uno dei primi processi di vasta portata contro il movimento anarchico nascente, se si eccettua il processo dei comunardi che non posso essere identificati come degli anarchici. Esso inaugura una serie di arresti e di processi molto mediatizzati all'epoca: Émile Pouget, Louise Michel sono accusati di essere gli istigatori del saccheggio effettuato da dei “senza lavoro” a Parigi nel marzo 1883. Sono giudicati colpevoli e condannati a sei anni di reclusione per Louise Michel e otto anni per Pouget. È soltanto grazie all'armistizio degli ultimi prigionieri di Lione, Kropotkin e Brossat nel 1886, che essi riusciranno a ritrovare la loro libertà.

La dura repressione subita dal movimento anarchico, in particolare questi principali teorici e propagandisti, segna senza alcun dubbio l'impegno del governo borghese a non far sviluppare un movimento in piena espansione. Ma sarebbe erroneo credere che l'imprigionamento dei militanti mette un termine alla loro militanza. Se si esclude il notevole volta faccia di Émile Gautier, che diventerà un giornalista della stampa borghese, l'insieme dei militanti più coinvolti non rinunceranno alla loro lotta rivoluzionaria per l'emancipazione dei lavoratori e delle lavoratrici.

Guillermo (AL Angers)

[Traduzione di Ario Libert] 

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Published by Ario Libert
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