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12 agosto 2011 5 12 /08 /agosto /2011 05:00

Ideologia e semantica:


CMRS_1989_3-4.jpeg

il vocabolario politico degli anarchici russi

 

 

 

di Michael Confino

 

"...Ma essi ponevano, al posto dei fatti noti e comprensibili, delle parole incomprensibili e nebulose che non spiegavano assolutamente nulla”.

P. Kropotkin, La scienza moderna e l'anarchia.

 

I

 

I gruppi sociali, politici, professionali e confessionali che raggiungono un certo grado di omogeneità ed ottengono un'identità distinta, tendono a creare, in margine al linguaggio usuale, un vocabolario che è loro specifico, sia forgiando parole nuove, sia attribuendo a parole correnti un nuovo significato per via di risemantizzazione [1]. Accade la stessa cosa, ad esempio, con le classi d'età, i corpi professionali, gli addetti a diversi sport e soprattutto dei gruppi marginali- le sette, l'“ambiente”, i criminali e la popolazione penitenziaria, infine i membri di alcune “subculture”. Questo fatto è ben noto e non esige dettagliate dimostrazioni; allo stesso modo, si sa che l'incomprensione dei termini di gergo può sempre aggravare la confusione delle nozioni, così diffuse, ahimè, e che colpisce ai giorni nostri non soltanto i profani, ma anche dei ricercatori qualificati, compresi storici e linguisti [2]. Due esempi basteranno per illustrare questa affermazione.


confino_gulag_urss.jpg 

 

Quando le prime opere di scrittori ritornati dal Gulag– come, ad esempio, Odin den' Ivana Denisovič  [Una giornata di Ivan Denisovic]- appaiono in Occidente, numerosi lettori furono sorpresi nel constatare che malgrado la loro buona (a volte anche eccellente) conoscenza del russo, numerose parole ed espressioni erano loro sconosciute ed inintelligibili. Ciò è dovuto al fatto che i personaggi di queste opere si esprimono nel gergo che, per i non iniziati, è, come si è soliti dire, arabo. Infatti, come sapere (a meno di aver soggiornato nell'arcipelago) che kum non designa né un padrino (d'altronde, senso caduto in disuso nell'URSS) né un compare, ma un responsabile della sicurezza in un campo? Allo stesso modo, lapaè un mancia e non una semplice zampa, e jazyčnik non ha nulla a che fare con un pagano, ma significa una persona incarcerata za jazyk (letteralmente: per la lingua), cioè per “propaganda anto-sovietica” (confermando così il proverbio ancestrale: “troppo parlare nuoce”). Ad un certo punto, per colmare questo bisogno e soddisfare la domanda, apparvero dei dizionari specializzati che posero alla portata dei lettori (ed anche, bisogna dirlo, dei traduttori) i segreti di questo gergo che il mondo penitenziario sovietico- sia politico sia di diritto comune (blatnoy) aveva elaborato in lunghi anni nei campi e nelle prigioni [3].


una_giornata_di_ivan_denisovic.jpg

confino_trepper.jpgIl secondo esempio riguarda un altro ambiente, un altro luogo. In un'opera sull'occupazione tedesca durante la Seconda Guerra mondiale ed il cui titolo mi sfugge (si tratta forse di Il grande gioco di Léopold Trepper oppure di L'orchestra rossa di Gilles Perrault? Opere indimenticabili, ma di cui un dettaglio qui o là si cancellano già nella memoria con il tempo), un inquisitore della Gestapo afferma di essere capace di stabilire l'affiliazione politica dei resistenti arrestati da parole o espressioni da essi impiegate nella loro conversazione o durante gli interrogatori. In una certa misura ciò potrebbe essere probabile e vi sono senz'altro alcuni termini distinti, suscettibili di “tradire” un'affiliazione, di segnalare delle particolarità del linguaggio ordinario di comunisti, socialisti, cattolici praticanti, ecc.; bisognerebbe anche aggiungere che il genere di “conversazione” tra interrogato ed interrogante (a meno che quest'ultimo non sia estremamente abile) non verte in genere su argomenti in cui simili differenze si rivelano. Inoltre, l'impiego dei termini “distintivi” dipende anche (tra altri fattori) dalla durata dell'affiliazione politica dell'interrogato: infatti, più quest'ultima è breve, meno i termini del “gergo del partito” (o del movimento) saranno stati assimilati ed incorporati nella parlata quotidiana del resistente. Ciò non impedisce che attraverso quest'espediente abbastanza bizzarro, si ha un'illustrazione interessante dell'esistenza di questi gerghi peculiari a questi o quegli ambienti sociali, politici o altri.

confino_l-orchestra_rossa.jpgI gruppi ed i movimenti rivoluzionari russi prima del 1917- e tra di loro gli anarchici ed i bolscevichi, ad esempio- non sfuggono a questa regola di formazione di parole o espressioni, e di creazione di un vocabolario che sia loro peculiare. Sotto questo rapporto la grande differenza, senz'altro, tra anarchici e bolscevichi è che il gergo dei primi cadde in disuso dopo il 1917 perché essi furono nel numero dei vinti dalla storia” (per impiegare questo stereotipo comodo ed ingannevole), mentre quello degli altri si diffuse in URSS, ed anche oltre le sue frontiere, perché essi furono i vincitori, presero il potere, diffusero le loro idee e le parole che le veicolavano, stamparono i loro scritti in milioni di copie. È così che si spiega ad esempio, il fatto che un termine del gergo bolscevico come “centralismo democratico”, che esisteva già verso il 1905 (e denotava una pratica organizzativa che era centralista, e che non aveva nulla di democratico), è sempre in uso nei partiti comunisti di numerosi paesi del mondo. Vinti, gli anarchici furono liquidati in Russia ed il loro vocabolario non sopravvisse che in alcuni periodici oscuri, pubblicati in Occidente da una manciata di anarchici russi emigrati. Non avendo suscitato alcun interesse particolare né presso i lessicografi né presso gli storici, merita che vi si soffermi brevemente, non fosse altro che per attirare l'attenzione sulla sua esistenza, senza pretendere di offrirne un esame sistematico o uno studio esaustivo.

confino le libertaire

Infatti, un tale studio è un vasto soggetto che supera il quadro di un articolo e mi limiterò, di conseguenza, a presentare soltanto alcuni aspetti di questo vocabolario in quattro campi precisi: innanzitutto, alcune riflessioni sui modi di formazione di questo vocabolario; in secondo luogo, i termini impiegati nelle polemiche degli anarchici con i socialdemocratici; in terzo luogo, le parole generate dall'attività terrorista e le espropriazioni; e in quarto luogo, l'impiego della “metafora guerriera” di questo vocabolario. Le fonti utilizzate in questa ricerca comprendono: innanzitutto, delle lettere di anarchici, inedite o pubblicate [4]; in seguito, dei periodici anarchici pubblicati in Occidente e dei manifesti, volantini, pubblicazioni episodiche stampate illegalmente in Russia [5]; infine, dei rapporti di agenti segreti dell'Okhrana che citavano dei discorsi di anarchici (essenzialmente nel corso delle loro riunioni) e soprattutto i “rapporti-pappagalli” che riportavano verbatim tali discorsi [6].

confino_le_revolte_svizzera.jpg

In ragione del gran numero di termini citati, ho scelto- per non appesantire oltre misura- di non dare che uno o due riferimenti soltanto per ogni termine, i quali in regola generale permettono al lettore che lo volesse di consultare la fonte ed un contesto rappresentativo dell'impiego del termine. Per ogni caso in cui ciò mi è sembrato utile, ho indicato la distinzione tra il significato denotativo e connotativo dei termini ed espressioni in questione. Ho tentato anche di tradurli o di renderli in francese ogni volta che ciò mi è parso possibile. Tuttavia, dato che si tratta di un gergo molto originale, ho dovuto alcune volte rinunciarvi, sia perché la traduzione letterale ne deformava il senso, sia in mancanza di espressioni equivalenti. Nella mia ricerca di tali espressioni ho consultato anche dei periodici anarchici di lingua francese dell'epoca, partendo dall'ipotesi che dei bisogni ideologici-semantici simili potrebbero condurre a delle formazioni di termini paralleli [7].


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Questa ricerca non si è rivelata inutile; i casi di assenza di equivalenti mi sono sembrati provenire da tre cause principali. Innanzitutto, il vocabolario anarchico francese si era elaborato nel corso di un periodo relativamente lungo: da Proudhon sino alla fine del secolo, e recava così l'impronta dei diversi stadi ideologici-semantici che si succedettero in Francia durante l'arco di un mezzo secolo di evoluzione sociale e politica; per contro, il vocabolario anarchico in russo si era forgiato durante un periodo relativamente breve da quindici a venti anni tra il 1890 ed il 1910. successivamente, il vocabolario anarchico francese recava l'impronta distinta di un'influenza sindacalista con tutto ciò che essa comportava dal punto di vista dell'ideologia e della mentalità politica che gli erano sottese; nel vocabolario anarchico russo l'ethossindacalista è impercettibile e ciò che si percepisce è una certa influenza populista che aveva lasciato il segno nel vocabolario politico rivoluzionario nel corso degli anni 1870-1880. Infine, la terza causa di differenze tra i vocabolari anarchici francese e russo è che quest'ultimo si formava non soltanto lottando (nel movimento rivoluzionario) contro il marxismo- tratto che esso condivideva con l'anarchismo francese-, ma contro il marxismo così come esso si esprimeva nel partito socialdemocratico russo (bolscevichi e menscevichi) che gli anarchici consideravano come il loro principale avversario nella sinistra (di fatto, dal loro punto di vista, alla loro destra), e che era molto diverso dal suo omologo in Francia.

 

 

Michael Confino

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

 

NOTE

 

[1] Con “linguaggio ordinario” intendiamo qui, ad esempio la lingua italiana così come essa deve essere parlata e scritta (le altre parlate degli Italiani sono dei dialetti o dei gerghi); l'equivalente in russo è literaturniyi jazik e, più raramente, standartnyi jazik di provenienza inglese: standart language, ed il suo corollario – i non standarts varieties. Vi sono anche, come è noto, un super italiano (che dà, ad esempio: “Il decentramento regionale si traduce con una riattivazione dei sistemi di condizionamento interni”), come vi è un italiano della marchesa ed un italiano del calzolaio. Il russo “del calzolaio” è chiamato dai linguisti e lessicografi sovietici prostorečie (linguaggio popolare: colloquial language).

[2] Per un esempio notevole (tra i tanti) in cui una confusione di termini conduce ad un'incoerenza sistematica degli argomenti e delle idee, vedere E. Nolte, Marxismus, Fascismus, Kalter Krieg.Vorträge und Aufsätze, 1964-1976, Stoccarda, 1977. Nelle sue fallaci comparazioni tra il fascismo ed il “marxismo”, quest'autore considera quest'ultimo termine come comprendente: la dottrina ufficiale in Unione sovietica, il trotskismo, l'austro-marxismo ed altri “marxismi”, il che rende il termine privo di senso, e la comparazione- senza oggetto. Allo stesso modo, Nolte confronta la storiografia “borghese” alla storiografia “marxista” includendo in quest'ultima sia la storiografia sovietica sia quella degli storici marxisti in Occidente, amalgama che produce un termine incoerente ed ingannevole, ma apparentemente “normale”.

Per un altro esempio di confusione di termini che conduce a dei sofismi puri e semplici, vedere Noam Chomsky, The Culture of terrorism, Monréal, 1987 in cui il contro-impiego comincia con i termini stessi di “cultura” e di “terrorismo”. L'autore di un resoconto di questo libro scrive molto a proposito: “Here we really come up against the limits of English vocabulary, and one can sympathize with [Chomsky's] frustration (like that of many anarchists before him) at the inbuilt ideological loading of language”, ed aggiunge che la “selezione” dei termini da parte di Chomsky “does not seem altogether honest intellectually or useful analytically” (C. Townshend, “In the name of liberty”, The Times Literary Supplement (Londra), 450, 15-21 luglio 1988, p. 777).

[3] Nel numero di questi dizionari menzioniamo qui a titolo di indicazione: M. M. e B. P. Krestinskie, Kratkij slovar' sovremennogo russkogo zargona (Dizionario conciso del gergo contemporaneo russo), Francoforte sul Meno, 1965; A. Flegon, Za predelami russkih slovarej (Oltre i dizionari russi), Londra, 1973; M. Galler, Soviet prison camp speech. A survivors glossary supplement, (I discorsi dei campi di prigionia sovietico. Un supplemento di glossario dei superstiti), Hayward (California), 1977; V. Čalidze, Ugolovnaja Rossija (Il mondo criminale in Russia), New York, 1977; B. Ben-Jakov, Slovar' argo Gulaga (Dizionario del gergo del Gulag), Francoforte sul Meno, 1982; J. Rossi, Spravočnik po Gulagu: Istoričeskij slovar' sovetskih penitencjarnyh institucij i terminov, svjazannyh s prinuditelnym trudom (Guida del Gulag: Dizionario storico delle istituzioni penitenziarie sovietiche e dei termini legati al lavoro forzato), Londra, 1987.

[4] Le lettere inedite (originali o copiate dal servizio della perljustracija dell'Okhrana) si trovano negli Archivi della Hoover Institution on War, Revolution and Peace, Università di Stanford. Ho utilizzato anche più di 350 lettere in russo di Pëtr Kropotkin a Marie Golsmith, scritte tra il 1897 e il 1917, depositate alla Bibliothèque Nationale di Parigi; una parte di queste lettere sono state da me pubblicate nei Cahier di Monde Russe et Sovietique (CMRS).

[5] I periodici consultati, pubblicati in Occidente comprendono: Hleb i volja, Londra, poi Ginevra, 1903-1905; Beznačalie, Parigi, 1905; Černoe znamja, Ginevra, 1905; Listki hleb i volja, Londra, 1906-1907; Buntar', Parigi, poi Ginevra, 1906-1909; Burevestnik, Parigi, 1906-1910; Anarhist, Ginevra, 1907-1909; Bez rulja, Parigi, 1908; Rabocij mir, Zurigo, 1912-1914; Nabat, Parigi poi Ginevra, 1914-1916.

[6] Conservati anch'essi negli Archivi dell'Okhrana, alla Hoover Institution.

[7]  Ho consultato a questo scopo i seguenti periodici:

- pubblicati in Francia: Le Révolté, 1884-87; La Révolte, 1887-94; Le Drapeau noir, 1883; L'Émeute, 1883-84; L'Alarme, 1884;

Terre et Liberté, 1885; Le Libertaire, 1895-1914; Les Temps nouveaux, 1895-1914; L'Anarchie, 1905-1914; 

 - pubblicati in Belgio: L'Insurgé, 1885; La Liberté, 1886-87; L'Anarchiste, 1886; La Guerre sociale, 1885; 

 - pubblicato in Svizzera: Le Révolté, 1879-1885.

Aggiungo che l'opera magistrale di Jean Maitron, Histoire du mouvement anarchiste en France (1880-1914), Parigi, 1955, mi è stato di inestimabile aiuto.
confino maitron


LINK al saggio originale:

Idéologie et sémantique: Le vocabulaire politique des anarchistes russes 

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Published by Ario Libert - in Approfondimenti
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