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4 settembre 2010 6 04 /09 /settembre /2010 20:55

FRANZ JUNG

 

Franz_Jung.jpg

Franz Jung

 

 

 

"È la contraddizione che costituisce la vera forza della pretesa degli esseri umani alla vita".

 

 

Otto-Gross.jpg
Otto Gross

La Germania dal 1900 al 1945 ha vissuto tra i conflitti, le rivoluzioni ed i rovesci economici. Fu con l'Austria un crogiolo di idee e di uomini straordinari. Franz Jung ne è un esempio. Leggere la sua biografia, è percorrere l'Europa e rivivere la stoiria di mezzo secolo. Franz Jung era ovunque e la sua vitalità non si è mai affievolita. Questo amico di Otto Gross ha avuto una vita molto tumultuosa ed ha sostenuto numerose persone del mondo intellettuale e politico. Egli ammirava Otto Gross e fu, anch'egli, un grande contestatore di quest'inizio secolo. Jung e Gross erano due personaggi molto diversi con un'educazione, degli studi e delle attività che non dovevano avvicinarli. Adolescente, Gross non ha mai conosciuto la fame, la miseria e dover lottare per vivere come Franz Jung.

Famiglia-di-Franz-Jung.jpg
La famiglia di Franz Jung

Franz Jung è stato attirato da Gross dalla sua teoria della psicanalisi e dalla sua volontà di cambiare il mondo. Otto Gross catturava, ma indubbiamente, non era attaccato ai suoi amici, né alle sue mogli ed ai suoi figli. Otto Gross amava convincere, parlare e cosa più importante per lui era quella di far circolare le sue idee. Nel suo libro "Der Weg nach Unten" [La strada verso verso il basso], Franz Jung ci racconta la sua vita, una vita attaccata a nulla e fatta di numerose avventure. Franz Jung ha sempre voluto ricercare l'ideale attraverso i suoi incontri ed i suoi impegni, un ideale di voler far cambiare la vita. Vediamo in questo inizio secolo il lancio di numerose correnti di idee e l'apparizione dei primi partiti politici. Franz Jung partecipò a numerose pubblicazioni impegnate politicamente in Germania. Fu militante del movimento Spartakus e fu uno dei primi membri del KPD (Partito comunista tedesco). Infine fu uno dei creatori del movimento Dada di Berlino. Alla morte di Otto Gross, Franz Jung rimpiangerà più tardi di non averlo aiutato di più. Jung terminò dicendo che non fu, senza dubbio, che un pedone sulla scacchiera delle combinazioni intellettuali di Gross.

 

Die Aktion, Pfemfer
Die Aktion, la rivista espressionista fondata da Franz Pfemfert

Legato ai movimenti anarchici, lavorò alle riviste "Der Sturm" e "Die Aktion". "Der Sturm" la cui figura di punta era Herwarth Walden, scrittore e mercante di quadri, era la rivista degli espressioniti. "Die Aktion", fondata a Franz Pfemfert, militò contro la guerra e gli scrittori e poeti che si facevano i cantori del patriottismo. In die Aktion, troviamo Richard Öhring e Ludwig Rubiner, scrittore espressionista e futuro fervente comunista. Karl Otten, Kurt Hiller, Carl Einstein e alcuni editori come Fischer, Wolff e Rowohlt. Questa rivista era molto attiva nel campo dell'arte espressionista.

Dadaista con Georges Grosz, essa darà a questo movimento di rivolta artistica una svolta sempre più rivoluzionaria. Grosz lo descrive come un personaggio alla Rimbaud, come un avventuriero che non indietreggiava davanti a nulla e con il suo carattere propriamente tirannico. Era un grande bevitore e la sua ora di gloria fu quando dirottò un cargo in pieno mare Baltico, costringendo l'equipaggio a far rotta per Leningrado. Offrì la nave ai Russi. Grosz racconta che Jung era sempre circondato da una milizia di uomini che gli avevano giurato fedeltà in vita e in morte: "Quando era ubriaco, ci sparava addosso con il suo revolver come i cow boy sugli indiani. Era uno degli uomini più intelligenti che abbia mai incontrato, ma anche uno dei più sfortunati".

 

 

 

 

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  Manifesto dada del 1918

Il Manifesto Dada dell'aprile 1918 fu firmato da Jung con Tristan Tzara, Georges Grosz, Marcel Janco, Richard Huelsenbeck, Gerhard Preisz e Raoul Hausmann. Quest'ultimo ricorda nel suo libro Courrier Dada la sua amicizia per Franz Jung. Essi fondarono con Otto Gross e Richard Öhring "Die Freie Strasse" nel 1915-1916, rivista gratuita per divulgare una psicanalisi nuova formulata da Otto Gross. Queste idee erano basate su di una psicanalisi non freudiana e contro Carl Gustav Jung. Questa rivista era finanziata all'inizio da Franz Jung poi da Hausmann. Solatanto dieci numero apparvero, i numeri 9 e 10 sotto la direzione di Hausmann. Essa scomparve nel 1920 alla morte di Otto Gross. In queste riviste furono pubblicati i primi testi ed incisioni Dada. Nel marzo 1918, egli organizzò nella propria abitazione il Club dada di Berlino. Organizzò dodici serate e mattinate. Hülsenbeck publicò presso le edizioni Freie Strasse Club Dada. Questo club raggruppava Hülsenbeck, Hausmann poi Grosz, Heartfield, Mehring, Baader e Golyscheff.

Gustav_Landauer.jpgNella sua biografia, Franz Jung ci racconta i suoi anni giovanili nel suo villaggio natale di Neisse nell'Alta Slesia  ed i suoi anni rossi sulla strada verso la Russia. Bisogna leggerlo questo libro perché sono rimasto colpito dalla vita di un tale uomo. È sin dalla sua più giovane età, una rivolta permanente contro la civiltà tradizionale. La materialità non contò nella sua vita, la convinzione delle sue idee gli faranno percorrere il mondo in condizioni spesso dure. Giunto nel 1911 a Monaco, conobbe la Schwabing. Otto Gross era partito per Ascona con i suoi adepti Leonhard Frank, Karl Otten e Edouard Schiemann. Durante il soggiorno a Monaco, Gross e Jung si incontrarono. Gross progettava di fondare un'università libera a partire dalla quale avrebbero condotto l'attacco contro la civiltà attuale che fa sì che ognuno per sopravvivere  sia obbligato di vivere a spese dell'altro.

musham.jpgLe idee comuniste iniziavano il loro cammino negli spiriti di Gross e di Jung. Costoro credevano che il solo modo per dare felicità all'uomo fosse costruire una nuova civiltà. Questo periodo fra le due guerre fu oggetto di grandi movimenti di idee che spesso condussero questi uomini ad adottare le tesi comuniste e molti si ritrovarono successivamente in Russia o nella Germania dell'Est come Johannes R. Becher che fu Ministro della Cultura nella RDT nel 1954 e Schiemann che Franz Jung ritrovò a Mosca. Franz Jung fece parte del gruppo d'azione TAT con Gustav Landauer e l'anarchico Erich Mühsam. Psicologia ed anarchismo furono due temi maggiori che animarono e riunirono la maggior parte dei personaggi che ho evocato.

 

 

Franz Jung lancia una campagna per liberare Otto Gross

 

Jung--Revolution.jpgFranz Jung svolse un grande ruolo nella campagna per la liberazione di Otto Gross nel 1913. Nella rivista "Die Revolution" del 20 dicembre, scrisse un articolo sul padre di Otto: Der bekannte Kriminalprofessor Hans Gross. Numerose altre testimonianze manifestano un sostegno quasi europeo a Otto Gross: Ludwig Rubiner, Blaise Cendrars, Erich Mühsam, Simon Guttmann, Johannes R. Becher, Ernst Blass, Jakob von Hoddis, Alfred Lichtenstein, René Schickele, Peter Baum, Else Lasker-Schüler, Erich Unger eRichard Hülsenbeck.

Jung--Hans_Gross.jpgIl 9 novembre 1913, Otto Gross era stato arrestato a Berlino al domicilio di Franz Jung e portato da tre poliziotti in un manicomio austriaco. Quest'arresto era sicuramente opera di suo padre. Quest'ultimo sperava ancora di ricondurre suo figlio sulla strada dell'ortodossia paterna. Fu l'inizio del profondo laceramento tra padre e figlio, tutto stava per essere distrutto. Il padre, non sapendo cosa fare, applicò i temi che aveva insegnato e senza un briciolo di sentimento, ordinò il collocamento di Otto in un manicomio per esservi definitivamente internato.

Jung-Franz.jpgSuo padre ragionava in quanto giudice istruttorio e non più padre. Per contro, cercò di salvare la famiglia di Otto. Otto era stato accolto da Franz, e così sua moglie e la madre di quest'ultima. Senza aiuti economici, Otto voleva rifarsi una nuova vita come medico e ricercatore scientifico. Scriveva molti articolli per riviste. Franz Jung poté contrattaccare dimostrando che Hans Gross, autriaco, aveva fatto appello all'apparato poliziesco di Stato per risolvere un conflitto privato: quali sono i diritti degli stranieri nella Germania prussiana? Ecco della benzina gettata sul fuoco e Franz Jung si conquistò la fiducia di numerosi editorialisti dei grandi giornali. Otto Gross fu condotto al manicomio di Troppau in Silesia.

Hans Gross passò per un uomo che doveva, più di suo figlio, seguire una seduta di psicanalisi. Franz Jung andò molto a fondo nella sua offensiva perché spedì mille numeri della rivista a Graz conquistando persone ed ambienti che potevano contribuire alla rovina dell'impresa di Hans Gross. La stampa si allineò ed hans Gross indietreggiò annunciando che suo figlio era andato a fare una cura di disintossicazione e che poteva uscirne quando lo desiderava. Franz Jung andò a Troppau nel maggio del 1914 e vi fu rivevuto, come dice egli stesso come un ministro. Ricondusse Gross a Berlino. Egli scrisse allora il suo romanzo Kamaraden.

 

Il caso Otto Gross dalle memorie di Franz Jung

 

Ecco ciò che Franz  Jung scrisse nella sua biografia sulla sua azione nella campagna di liberazione di Otto Gross:

 

Jung--cover.jpg"È nel corso di quest'ultimo anno prima della guerra che organizzai la campagna per la liberazione di Otto Gross. Il padre di Gross, professore all'università di Graz ed autore di un Manuale del Giudice Istruttore diventato un'opera classica di fama internazionale, si era messo in testa di ricondurre suo figlio sulla strada di un'esistenza borghese: sarebbe diventato un professore all'università e con la forza se necessario. So poche cose sui fatti antecedenti, Otto Gross stesso aveva l'abitudine di non parlarne che in modo molto generico ed ampio come di rapporti conflittuali tra padre e figlio. Un articolo sulla figura del padre, che si riproponeva di pubblicare in una rivista di psicanalisi, sembra essere stata la scintilla che diede fuoco alle polveri: partendo da un'analisi del sadismo nella funzione sociale del giudice istruttore, egli procedeva a delle associazioni con l'autore del libro succitato ed i riflessi sadici corrispondenti nel suo atteggiamento verso la famiglia e suo figlio. Il manoscritto cadde casualmente tra le mani del padre di Gross oppure si fece in modo che gli giungesse, secondo la versione di Otto, che nutriva sospetti nei confronti delle persone del suo ambiente.

Jung--Der-Sprung-aus-der-Welt.jpgÈ su questo sfondo di reciprova avversione latente che si produsse la rottura completa. Il padre, che non aspettava forse che un pretesto di questo genere, usò dell'autorità di cui dispone un professore di diritto famoso, nell'intenzione di spezzare definitivamente suo figlio. Aveva chiesto in precedenza, ad un altro discepolo eretico di Freud, lo Zurighese Carl Gustav Jung, di effettuare una valutazione medica, nella quale quest'ultimo avrebbe caratterizzato il suo collega Otto Gross come pericoloso psicopatico. E, appoggiandosi su di essa, il professore aveva sollecitato dalle autorità della polizia berlinesi l'arresto di Gross ed il suo trasferimento alla frontiera austriaca dove sarebbe stato accolto dagli sbirri che egli aveva mobilitato.

Jung--Die-Rotewoche.jpgGiunto da poco a Berlino in cui, non potendo più contare su di un aiuto finanziario della sua famiglia, voleva cominciare una nuova vita, Otto Gross viveva presso di noi, Margot e sua madre, che si occupavano della casa, si dedicavano a lui ed è proprio qui che lo arrestarono nel novembre del 1913. Non avevo sino ad allora accordato una grande attenzione ai suoi contrasti con suo padre e la sua famiglia. Pensavo dapprima di aiutarlo a rimettersi in piedi e a procurarsi poco a poco una clientela poi incoraggiarlo nella redazione dei lavori scientifici per i quali avevamo già trovato un editore. "Die Aktion" pubblicò anch'esso diversi articoli che egli aveva scritto per Pfemfert. Sembrava risalire lentamente la china e si stava facendo nuovi amici. Per superare le profonde depressioni nelle quali egli ricadeva di tanto in tanto, occorreva della comprensione e della simpatia, della disponibilità ed una grande pazienza: ora, un numero sorprendente di persone gravitavano intorno alla rivista anche tra coloro che si erano sino ad allora tenuti abbastanza distanti da essa, si mostravano disposti a testimoniare.

Jung--Die-Technik-des-Glucks.jpgIl brutale attacco di suo padre mi aveva anche allarmato su tutto un altro piano. Quest'ultimo aveva infatti dichiarato, per dare maggior peso alla sua richiesta di espulsione presso la polizia berlinese, che suo figlio si trovava tra le mani di pericolosi elementi anarchici, verosimilmente di una banda di imbroglioni decisi ad utilizzare antiche ricerche di Otto sull'omosessualità per sottarargli del denaro a lui, il padre. Menziono tutto ciò in modo  un po' più dettagliato per mostrare che ero ancora capace, all'epoca, di replicare e di impiegare a questo scopo tutti i mezzi possibili e che mi sembravano appropriati. Questo semplice fatto mi ha dato una certa sicurezza che ho custodito a lungo e questa campagna può in una certa misura essere considerata come una svolta che esercitò un'influenza determinante sugli anni successivi della mia vita.

Jung--Saul.jpgIl metodo scelto dal padre di Gross offriva una buona possibilità di contrattacco. Infatti, la domanda di espulsione rappresentava un incongruo tentativo per influenzare le autorità poliziesche di un paese straniero, legalmente tenute a seguire la procedura determinata preliminare per ogni misura di questo genere. Forte della sua autorità, il professore credeva di poterla ignorare e la polizia prussiana l'aveva confermato nella sua supposizione. Non occoreva nient'altro per fare di questo caso una questione fondamentale di politica interna: quali sono i diritti degli stranieri nella Germania prussiana? Aggiungete a ciò che i sospetti invocati dal professore Gross erano molto vaghi e che egli non si era nemmeno dato la pena di provarli, non fosse che per un gesto qualsiasi.Jung--Die-Rotewoche--front.jpg

 Guadagnai alla mia causa, con questo diversivo nel campo della politica interna e delle relazioni giuridiche tra l'Austria e la Prussia, gli editorialisti dei grandi giornali borghesi, che presero presto l'affare in mano. La campagna si trasformò in un avalanga e si estese alle riviste che misero in risalto i rapporti tra padre e figlio e la manifesta volontà del primo di regolare un conflitto privato, limitato al quadro famigliare facendo appello all'apparato poliziesco dello Stato. L'evocazione della psicanalisi infine, che cominciava appena ad acquistare un diritto di cittadinanza a quest'epoca, contribuì a versare benzina sul fuoco. Il professore fu presto presentato da ogni parte come un personaggio che aveva senz'altro più bisogno di suo figlio di essere trattato da uno psicanalista, nell'interesse della sicurezza pubblica. In quanto a quest'ultimo, lo si era nel frattempo rinchiuso in un ospedale psichiatrico a Troppau.

Jung--Sophie.jpgAvevo ottenuto a mio favore da J. R. Becher che egli mettesse a mia disposizione la rivista Révolution, che egli stampava a Monaco con Bachmair. La riempii di indirizzi e di contributi di poeti e scrittori del mondo intero in favore del diritto dell'individuo ad una vita personale, contro la pericolosa ostinazione dell'autorità paterna. Si contestava al professore la capacità di insegnare, si denunciava la vergogna che ciò rappresentava per la scienza del diritto sul piano internazionale e si invitavano gli studenti delle università austriache a manifestare. Feci di più: avendo accumulato centinaia di indirizzi dall'elenco di Graz, così come in quelli dei caffè di questa città e di Vienna, delle università, delle biblioteche e delle librerie, spedii più di mille esemplari del n° 1 di Révolution, cercando di attaccare e rovinare il professore sul suo stesso terreno. Quando la campagna fu ripresa tra l'opinione pubblica austriaca e che la Neue Freie Presse se la prese in un editoriale con il professore Gross, quest'ultimo ammainò la bandiera. Fece sapere che si trattava di un malinteso, che Otto Gross si era recato di buon grado all'ospedale psichiatrico per sottoporsi ad una cura di disintossicazione e che poteva uscirne quando avesse voluto. Un telegramma dell'ospedale mi invitò a recarmi  a Troppau-vi andai, fui ricevuto come un ministro del governo di Vienna in visita di ispezione e portai via Otto Gross, che era nel frattempo passato dalla categoria di incurabile a quella di interno trattante.

Jung_Proletarier_Cover.jpgNon mi dilungherò più su questo caso. Nel corso degli anni di guerra che seguirono e durante i quali Otto Gross fu mobilitato come medico, militare, la nostra amicizia si smussò e finì con lo spezzarsi completamente on seguito ad una serie di circostanze esterne. È con lui che ho fatto per la prima volta in vita mia l'esperienza di un agrande e profonda amicizia e mi sarei sacrificato senza esitare per lui. Tuttavia, non eravamo probabilmente che esteriormente e, strettamente parlando, nemmeno particolarmente vicini l'uno all'altro. Vi era da parte mia quel mmisto di rispetto e fede, quel bisogno di credere e di venerare, di ricevere e di elaborare che non cessava di inculcarci. Per lui in compenso, non ero forse molto più di un pedone che egli poteva spostare sulla scacchiera delle sue combinazioni intellettuali. Inoltre, non era facile, in particolare nel quadro di una vita in comune, seguire il corso delle sue idee, sulle quali gli effetti nocivi della sua dipendenza dall'oppio e dalla cocaina proiettavano la loro ombra. Occorreva un po' di immaginazione per aiutare Gross e non è senza un amaro senso di colpevolezza che ho riconosciuto più tardi che non era stato possibile aiutarlo.

Jung--Proletarier--front.jpgOtto Gross è, letteralmente, morto di fame sulla strada, nei primi mesi caotici che seguirono alla guerra. I vostri amici possono penetrare una o forse due volte di notte in una farmacia, pistola alla mano, per prelevarne dell'oppio, ma ciò non può diventare la regola. Gross si è sentito abbandonato e non ha più avuto la forza di cercare qualcuno presso cui avrebbe potuto rifugiarsi per un po' di tempo. Si trascino una notte in un passaggio condannato che portava ad un deposito e vi rimase steso al suolo. Fu ritrovato due giorni dopo; non era più possibile curare la polmonite che aveva contratto, aggravata da una sotto alimentazione totale, e morì il giorno dopo. È così che esplose, si spense e sparì la stella di un grande avversario dell'ordine sociale... I tempi non erano maturi, la canaglia dei satolli era ancora troppo numerosa. L'individuo è, ancora per il momento, impotente contro il suo destino".

  

Cläre Jung racconta:

 

JUng-Clare.jpgQuando Gross visse presso di noi, un altro invitato della casa l'operaio Knackstedt doveva spesso andare a cercare della droga di notte (senza dubbio rubandola dalle farmacie). Quando Otto Gross si è presentato presso noi alla fine della guerra, era ancora in uniforme, sua madre non gli aveva voluto dare degli indumenti civili. Gross litigò in seguito con Franz Jung e dovette abbandonare la casa. Gross ebbe l'impressione che era diventato un assistito.

- A Monaco, Richard Öhring conobbe il Dr. Otto Gross che lavorava a quei tempi presso Kräpelin. Richard Öhring fu trasformato da questa relazione con Franz Jung, Otto Gross e Erich Mühsam.

Jung--Clare---Franz.jpg- Nell'ottobre 1919, giunse a Berlino e vidi un uomo affaticato e moralmente rovinato. Otto Gross aveva l'impressione che la sua fine fosse vicina. Mettere le sue sole forze senza voler sopravvivere. Mi dettò il suo lavoro perché voleva ancora scrivere degli articoli ma tutto diventava incomprensibile. Cadeva in depressione e piangeva o sprofondava in uno stato semi-incosciente sotto l'effetto della droga da cui era molto dipendente. Le sue ultime frasi prima della sua ospedalizzazione furono a proposito di un lavoro che dovevamo fare insieme: furono rassicuranti: "Das gibt mir wieder neuen Auftrieb" e "Ich kämpfe nur noch um mein Leben".

Si ammalò. Si credette ad una influenza. Fu portato in un ospedale per ricevere delle cure adeguate e riposare. Un raffreddore unitamente ad una grande spossatezza, alla droga ed al suo troppo severo regime vegetariano ebbero ragione delle sue ultime forze. Morì alcuni giorni dopo al sua ospedalizzazione.

 

Opere di Otto Gross e Franz Jung:

Alcuni libri di Jung furono scritti basandosi su idee di Otto Gross e nel corso dei loro incontri.
  Otto Gross fondò con lui la rivista Sigyn che trattava dei problemi psicologici dell'Anarchismo.

Fine 1913, essi progettano di creare una rivista dal nome "Organ für psychologische Probleme des Anarchismus".

"Kameraden  (Camerati)" libro scritto nel 1913 ricordo del suo ritorno con Otto dal manicomio di Troppau, fu oggetto di un articolo di Otto Gross intitolato "Über Destruktionssymbolik" (La simbolica della distruzione).

Nel 1915, il romanzo "Sophie. Der Kreuzweg de Demut(Sophie. La strada di croce della sottomissione) ricorda il suicidio del pittore Sophie Benz, l'amica di Otto Gross.

 Nel 1916, il romanzo "Die Telepathen" (I Telepati) fu scritto a partire da appunti di Otto Gross durante il loro incontro a Troppau e la psicanalisi di Anton Wenzel Gross. Nel 1921, Franz Jung pubblicò una nuova versione di "I Telepati" con il nome di "Der Fall Gross" (Il Caso Gross). Da parte sua Otto Gross relazionò questa psicanalisi nel suo articolo "Drei Aufsätze über den inneren Konflikt" (Tre studi sul conflitto interiore) nel 1920.

Nel 1921, in Olanda, sulla base di appunti di Otto Gross, Franz Jung cominciò a redigere una specie di biografia del suo amico "Von geschlechtlicher Not zur sozialen Katastrophe". 

jung, il libro 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Segnaliamo volentieri il romanzo breve di Jung edito dall'editore Chersi di Brescia, Il Libro dell'imbecille edito nel 1912, (a cui segue un altro breve romanzo dello stesso JUng, La settimana rossa dotato di nove illustrazioni di Georg Grosz).

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

 

LINK al post originale:

Franz Jung

 

 

LINK a opere originali, molte illustrate, di Franz Jung:

 

Arbeitsfriede

Hunger an der Wolga

Opferung

Proletarier

Die rote Woche

Saul

Sophie

Der Sprung aus der Welt

Die Technik des Glücks 

   

 

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Published by Ario Libert - in Scrittori libertari
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