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31 maggio 2014 6 31 /05 /maggio /2014 05:00

I situazionisti nella lotta di classe

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Il movimento situazionista arricchisce la riflessione del movimento operaio rivoluzionario attraverso una critica della vita quotidiana. Ne risulta una concezione originale della lotta di classe.

 

Da Tiqqun alla Encyclopédie des Nuisances, da Philippe Sollers a Anselm Jappe, la maggior parte dei post-situazionisti respingono la lotta di classe. Ad immagine dei movimenti Dada e del Surrealismo, i situazionisti sembrano oggi inoffensivi. Di Guy Debord, gli ammiratori non ricordano che lo stile letterario. Tiqqun riproduce il tono superiore e sentenzioso dei professori di rivoluzione, e a volte l'umorismo nei suoi migliori testi, ma respinge del tutto l'analisi marxista e il comunismo dei consigli.

 

Sembra dunque importante descrivere l'attività teorica e pratica dei situazionisti nella lotta di classe. L'intervento situazionista fu breve ma intenso, per approdare sull'esplosione del Maggio 68.

 

Inversamente, gli studi storici sul Maggio 68 occultano il ruolo dell'Internazionale situazionista (IS). Anche la storiografia di estrema sinistra, rappresentata soprattutto da Kristin Ross, riduce Maggio 68 a una farandola di gruppi di estrema sinistra, maoisti in testa.

 

Pascal Dumontier descrive la storia dell'Internazionale situazionista per porla nel suo contesto politico e intellettuale.

 

situ2.jpg[-Di cosa ti occupi esattamente?/ -Della reificazione/ -Capisco, è un lavoro molto serio, con dei grossi libri e molta carta su un grande tavolo/ -No, vado a spasso, sopratutto vado a spasso].

 

 

Rivoluzione sociale e critica della vita quotidiana

 

"Alla vigilia del 1968, l'Internazionale situazionista, da organizzazione artistica d'avanguardia è diventata un'organizzazione rivoluzionaria originale," sostiene Pascal Dumontier. L'IS si distingue dagli altri gruppi libertari per rinnovare il progetto rivolzuionario attraverso una critica più radicale e meno limitata. L'IS concilia la critica del capitalismo ereditata dal movimento operaio anti-burocratico e la critica della vita quotidiana derivata dalle avanguardie artistiche.

 

Potlatch_1954_1957_L8.jpgNel 1954, l'Internazionale lettrista crea la rivista Potlach. Questo movimento in rottura con i lettristi e i surrealisti, aspira a superare l'arte e l'estetica per trasformare la vita. Contro l'urbanesimo, l'Internazionale lettrista sviluppa dei comportamenti ludici per permettere un'emancipazione dei desideri e della vita. Questo movimento sviluppa anche una critica del cinema e diffonde la pratica del détournement [sviamento]. Insieme ai giovani lettristi, l'IS raggruppa anche il movimento Cobra e degli artisti in rottura con un surrealismo invecchiato. Contro l'arte borghese e professionale, Cobra lotta per un'arte popolare attraverso "un'espressione vitale, diretta e collettiva". Contro la cultura esistente, Cobra si fa riferimento all'arte creativa e alla sperimentazione. "Una libertà nuova nascerà per permettere agli uomini di soddisfare il loro desiderio di creare" sostiene questo movimento che fa riferiemento ad una trasformazione radicale della società e della vita.

 

debord-societe-spectacle.jpg

Nel 1957, i suoi differenti movimenti si organizzano nell'Internazionale situazionista. Guy Debord sviluppa allora le sue riflessioni sul superamento dell'arte e la critica della vita quotidiana. "Ciò che caratterizza l'IS, è appunto il rifiuto di compromissione con il mondo moderno e quella volontà di rompere con la funzione d'artista, nel senso attuale del termine", evidenzia Pascal Dumontier. Ma gli artisti che respingono la rivoluzione sociale sono rapidamente esclusi dall'IS. La Critica della vita quotidiana sfocia su una riflessione globale sulla società, e l'IS aspira oramai a realizzare la teoria rivoluzionaria del suo tempo.

 

 

Nel 1961, l'IS si avvicina a gruppi consiliaristi, soprattutto a "Socialisme et Barbarie". "La partecipazione e la creatività delle persone dipendono da un progetto collettivo che riguarda esplicitamente tutti gli aspetti del vissuto", sostiene l'IS. La critica della vita quotidiana si iscrive in una prospettiva rivoluzionaria. "Senza la critica della vita quotidiana, l'organizzazione rivoluzionaria è un ambiente separato, tanto convenzionale, ed alla fine passivo, quanto i villaggi di vacanza che sono il terreno specializzato dei suoi svaghi moderni", ricorda tuttavia l'IS. La rivoluzione deve soprattutto permettere di rendere la vita appassionante. Nel 1967 Guy Debord pubblica La société du spectacle [La società dello spettacolo] e Raoul Vaneigem presenta il suo Traité de savoir vivre à l’usage des jeunes générations [Trattato di saper vivere ad uso delle giovani generazioni]. Insieme ai movimenti dada e surrealisti, l'IS si riferisce al movimento operaio anti-autoritario, al pensiero di Mrax e di Bakunin, a quello di Rosa Luxemburg e Henri Lefebvre ma soprattutto al comunismo dei consigli.

situ3.jpgNulla manca alla comodità della noia

 

 

Reinventare la rivoluzione contro l'alienazione moderna

 

La teoria situazionista si dedica a criticare le nuove forme di alienazione scaturite dalla modernità mercificata. "La comprensione di questo mondo non può fondarsi che sulla contestazione. E questa contestazione non ha verità, e realismo, se non in quanto contestazione della totalità", afferma l'IS nel 1962. La critica della modernità attualizza le correnti calde del marxismo nel contesto della società dei consumi. La società spettacolare mercantile aggiunge l'alienazione ideologica all'alienazione economica. "La logica della merce regna sull'insieme del sistema sociale, in cui gli individui, sfruttati nel loro lavoro, reificati nella loro vita quotidiana, hanno perso ogni potere e ogni controllo sulla loro propria vita", scrive Pascal Dumontier per sintetizpotzare la critica dell'alienazione.

 

La burocrazia e gli Stati impongono un modo di lavoro, di svaghi, di consumo, pianifica lo spazio con l'urbanesimo, e il tempo con la separazione tra tempo di lavoro e "tempo libero". Raoul Vaneigem descrive un "mondo in cui la garanzia di non morire di fame si scambia contro il rischio di morire di noia". Lavoro, consumo, svagi, cultura, spazio di vita: l'alienazione colonizza tutti gli aspetti della vita. La nozione di spettacolo permette di spiegare la passività della popolazione con lo sviluppo dell'industria del divertimento e della comunicazione che rafforzano l'integrazione della classe operaia nella modernità mercificata.

 

Ma i situazionisti sviluppano anche una critica dei pseudo pensieri contestatari. Psicologi, sociologi, filosofi e altri "divi dell'Inintelligenza" sono integrati al sistema che essi pretendono di contestare. Favoriscono l'integrazione della società dello spettacolo.  Da Jean-Paul Sartre a Henri Lefebvre, passando attraverso la rivista Arguments, tutti i contemporanei dei situazionisti ricevono le loro colorite ingiurie. Le diverse correnti rivoluzionarie sono criticate.

 

I situazionisti si rifanno all'esperienza dei consigli operai, e tutte le altre forme di organizzazioni devono essere criticate. I sindacati e i partiti devono essere criticati, essi permettono l'integrazione della classe operaia nella società mercificata. Guy Debord, in La società dello spettacolostende un bilancio critico del movimento operaio e sottolinea anche alcuni limiti nel pensiero di Marx. Il determinismo storico, l'economicismo, lo scientismo e la presa del potere dello Stato sono dei limiti del marxismo già evidenziate da Karl Korsch. L'anarchismo è criticato per la sua ideologia e il suo idealismo privo di senso pratico. Il marxismo-leninismo, il bolscevismo e lo stalinismo formano un'ideologia controrivoluzionaria che si dedica a disciplinare i proletari in un'organizzazione gerarchizzata. Nel 1917, i "proprietari del proletariato" e cioè i burocrati bolscevichi hanno restaurato l'economia capitalista minacciata dal movimento dei soviet. I situazionisti, che sostengono le lotte anticoloniali, criticano tuttavia le mitologie terzomondiste. Maoismo, Fanonismo, Castro-Guevarismo, Titoismo sono tutte ideologie che giustificano la comparsa di nuovi padroni per ristrutturare l'economia e ricomporre la società dello sfruttamento.

 

"La rivoluzione è da reinventare, ecco tutto", afferma l'IS sin dal 1961. Il proletariato rimane il soggetto rivoluzionario e si definisce come l'insieme di persone che non hanno alcun potere o controllo sull'impiego della loro vita. Il progetto dei situazionisti poggia sui Consiglio operai per permettere una autogestione "estesa a tutta la produzione e a tutti gli aspetti della vita sociale". Essi si riferiscono, tra l'altro, alle esperienze storiche della Comune di Parigi del 1871, dei consigli della Germania del 1919, della rivoluzione spagnola del 1936 e dell'insurrezione di Budapest del 1956.

 

Ma il consiliarismo dei situazionisti si arricchisce con la critica della vita quotidiana. "Chi parla di lotta di classe e di rivoluzione senza riferirsi esplicitamente alla vita quotidiana, senza capire ciò che vi è di sovversivo nell'amore e di positivo nel rifiuto dei contrari, quelli hanno in bocca un cadavere", taglia corto aoul Vaneigem. L'arte, la poesia, la creatività, il gioco devono permettere di costruire una vita appassionata. "La rivoluzione, per i situazionisti, è innanzitutto la realizzazione di un'immensa festa in cui la trasformazione del mondo si accompagna a un cambiamento radicale e totale della vita, infine realmente vissuta", sostiene Pascal Dumontier. I situazionisti si distinguono dalle ideologie rivoluzionarie per attaccare la modernità e sviluppare il pensiero più radicale.

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Un'organizzazione di teorici rivoluzionari 

 

La questione dell’organizzazione rimane centrale per l'Internazionale situazionista, così come per tutti i movimenti rivoluzionari, allo scopo di legare in modo coerente teoria e prassi. L'IS, malgrado un pensiero radicalmente libertario, adotta un'organizzazione centralizzata. I gruppi locali possono avere un'azione autonoma, ma al di fuori dell'IS. Nel 1966, la sezione francese è la più numerosa, con dieci membri, per un'internazionale che non comprende più di quindici membri nel mondo. Ma l'IS privilegia la coerenza teorica sulla quantità dei membri. Il deviazionista o la semplice inattività sono sanzionate attraverso una inflessibile politica di esclusione. Nel 1962, l'IS preferisce limitare l'accesso all'organizzazione piuttosto di scatenare ondate di esclusioni.

 

Per diventare situazionisti, si deve rifiutare ogni compromesso con i pensatori di Stato e accettare le condanne di personalità o correnti intellettuali contemporanee. I situazionisti criticano anche ogni forma di militanza. L'organizzazione deve favorire la partecipazione e la creatività di tutti i suoi membri. La separazione tra teoria e pratica è respinta. La specializzazione dei compiti è anche considerata come un embrione di burocrazia. Ma l'IS, che si propone di diventare "il più alto grado della coscienza rivoluzionaria", raggruppa soprattutto dei teorici e si considera come la sola vera organizzazione rivoluzionaria.

 

Dopo aver rotto con Henri Lefebvre e "Socialisme ou Barbarie", l'IS si avvicina ai gruppi rivoluzionari fuori dalla Francia come la Zengakuren in Giappone. Ma i situazionisti rifiutano di avere delle relazioni con gruppi dell'estrema sinistra che difendono il maoismo, il castrismo o praticano l'autogestione in Algeria e in Iugoslavia. Essi constatano la decadenza del movimento anarchico francese. Nel 1967, la Federazione anarchica denuncia un "complotto situazionista" al suo interno e deve allora far fronte a diverse scissioni.

 

L'IS si avvicina soprattutto ai gruppi consiliaristi come "Informations et correspondances ouvrières" (ICO). Malgrado delle divergenze con questo gruppo. I situazionisti sembrano influenti soprattutto attraverso la diffusione dei loro scritti. Lo sviamento (détournement) di film, di fumetti e anche di di manifesti pubblicitari permettono di diffondere le idee situazioniste. Ma, alla vigilia di Maggio 68, le numerose esclusioni hanno ridotto gli effettivi dell'IS che sembra allora limitata nella sua pratica.

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Contestazione in ambiente studentesco

 

L'Internazionale situazionista vede nei movimenti studenteschi in Giappone, con i Zengakuren, e a Berkeley negli Stati Uniti, una contestazione globale della società. Le idee situazioniste si diffondono nelle università per partecipare allo scatenamento di Maggio 68. Nel 1966, degli studenti di Strasburgo stampano in gran numero, a spese dell'Unef, un sindacato studentesco, un opuscolo intitolato Della miseria in ambiente studentesco considerata sotto i suoi aspetti economico, politico, psicologico, sessuale e soprattutto intellettuale, e di alcuni mezzi per porvi rimedio [De la misère en milieu étudiant considérée sous ses aspects économique, politique, psychologique, sexuel et notamment intellectuel, et de quelques moyens pour y remédier]. Questo testo espone le idee situazioniste per denunciare l'alienazione degli studenti ridotti alla sottomissione e alla passività.

UNEF

"Lo schiavo stoico, lo studente si crede tanto più libero quanto più lo stringono le catene dell'autorità", afferma questo testo che denuncia lo Stato e la famiglia. L'Università fabbrica allora i futuri quadri della società capitalista e diffonde l'ideologia che le corrisponde. "Lo studente è un prodotto della società moderna, allo stesso titolo di Godard e Coca Cola. La sua estrema alienazione non può essere contestata che dalla contestazione dell'intera società", ironizza l'opuscolo.

 

Lo studente deve ribellarsi allo scopo di organizzarsi con le classi sfruttate per costruire un movimento rivoluzionario di critica globale della società capitalista. questo libello si iscrive in un clima in un clima di agitazione gioiosa che regna a Strasburgo. Dei corsi e delle conferenze sono disturbati con lanci di pomodori sui relatori.

 

Un fumetto deturnato, Le retour de la colonne Durruti [Il ritorno della colonna Durruti] espone in modo originale le idee situazioniste. "Le J.C.R. le inculo anch'io", proclama Lenin in questo fumetto per denunciare i giovani trotskysti. Due cow-boys a cavallo discutono della reificazione. "Cosa ti fa ridere di più a te, i fascisti, l’U.E.C., i gaullisti, le J.C.R. o gli anarchici di Monde Libertaire?" chiede uno spazzolino per denti. "Sì è vero tutte queste persone sono solidali di questo vecchio mondo contro il quale si deve ora intraprendere la lotta", risponde l'altro spazzolino per denti. I media, le autorità universitarie e delle organizzazioni politiche denunciano gli agitatori vicini ai situazionisti.

 

Gli Strasburghesi propongono la dissoluzione della Unef, per denunciare il suo avanguardismo, il suo sotto-riformismo e l'impostura del sindacalismo studentesco. Se la nozione è respinta, molti studenti condividono le idee situazioniste, soprattutto a Nantes, e il loro libello è di nuovo edito nel 1967. Uno studente è minacciato di esclusione dall'Università per un testo che insulta il rettore, ma raccoglie un ampio consenso anche da parte di intellettuali come Daniel Guérin. Questo studente si presenta alle elezioni della Mnef, mutua studentesca, per difendere la libertà sessuale e le idee di Wilhelm Reich. Perde le elezioni e subisce le critiche dell'IS che lo vede come un burocrate. Numerosi gruppi entrano in conflitto con l'IS ma fanno sempre riferimento alle idee dei situazionisti.

A Nanterre, degli studenti intendono occupare le città universitarie il cui regolamento vieta la circolazione dei ragazzi negli edifici delle ragazze. Dietro lo schiamazzo giovanile, si esprime una contestazione globale. "E' già l'eco dello slogan situazionista 'Vievere senza tempi morti, godere senza impedimenti'", associato alle influenza delle idee di Fourier e di Reich", sottolinea Pascal Dumontier. ANantes gli studenti sono influenzati dalle idee situazioniste, ma anche anarco-sindacaliste. Essi occupano le città universitarie e partecipano al movimento operaio locale. Le sue diverse forme di contestazione prefigurano il Maggio 68. Gli studenti partecipano alle manifestazioni operaie per cercare di occupare il rettorato e affrontare la polizia nella strada. La repressione alimenbta la radicalizzazione politica a Nantes.

Il gruppo degli Enragés (arrabbiati) partecipano alla contestazione nell'università moderna di Nanterre. La critica delle condizioni di vita, sul campus e nelle residenze, si accompagna con una denuncia dell'insegnamento. I giovani anarchici di Nanterre aperti alle nuove idee di gruppi libertari e della IS, sono esclusi dalla Fédération anarchiste (FA) per marxismo e situazionismo.

Gli Enragés condividono le idee ma anche i modi d'azione dei situazionisti, come lo scandalo. Tentano di interrompere i corsi e disturbano anche una rappresentazione di giovani poeti, qualificati come "nuova razza di sbirri". Graffiti sui muri, distribuzione di volantini, parole d'ordine di boicottaggio degli esami: gli Enragés moltiplicano gli scandali virulenti.

 

"Il godimento è il nostro scopo: TRASFORMARE IL MONDO E' CFAMBIARE LA VITA" afferma un volantino che sviluppa una critica radicale del mondo moderno. La polizia, chiamata dal decano per restaurare l'ordine sull'università, deve fuggire sotto il lancio di oggetti da parte degli Enragés e altri studenti. Gli Enragés diffondono dei manifesti, dei testi e dei fumetti che oppongono gli studenti più radicali a tutte le istituzioni come i sindacati, gli insegnanti e l'amministrazione. Gli Enragés lasciano in seguito Nanterre, e il movimento 22 marzo assume la direzione della contestazione. Ma lasciano degli slogan sui muri. "Professori, siete vecchi.... e anche la vostra cultura", "I sindacati sono dei bordelli. L'U.N.E.F. è una puttana", "Non lavorare mai", "Prendete i vostri desideri per realtà", "La noia è contro-rivoluzionaria" ("Les syndicat sont des bordels. L’ U.N.E.F. est une putain"», "Ne travaillez jamais", "Prenez vos désirs pour la réalité", "L’ennui est contre-révolutionnaire"): tutti i suoi graffiti diffondono il pensiero situazionista.Gli studenti permettono di articolare questa teoria con una pratica di lotta e di contestazione.

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L'esplosione di Maggio 68

 

Gli studenti occupano le università e gli operai occupano i loro luoghi di lavoro. Maggio 68, movimento di sciopero generale, permette ai situazionisti di porre in pratica la loro teoria. Gli Enragés si distinguono dagli studenti di estrema sinistra perché on si accontentano di protestare contro le riforme universitarie ma si dedicano ad una contestazione più globale della società. I situazionisti partecipano attivamente alla notte delle barricate dal 10 all'11 maggio. Partecipano all'occupazione della Sorbona la sera del 13 maggio. "Occupazione delle fabbriche - Consigli operai - Comitato Enragés-Internazionale situazionista" (Occupation des usines - Conseils ouvriers - Comité Enragés-Internationale situationiste) indica uno striscione sul frontone della "sala Jules Bonnot". I graffiti lirici e poetici danno la parola ai muri dell'università per distinguersi dagli slogan noiosi dell'estremismo fossilizzato. L'assemblea generale che si riunisce ogni giorno diventa il solo organo di decisione per designare un Comitato di Occupazione. Assemblea generale, libertà di espressione, responsabilità e revocabilità dei rappresentanti eletti disegnano una vera democrazia diretta.

Ma le manovre delle organizzazione politiche e sindacali perturbano questo funzionamento, con la creazione di comissioni auto-proclamate. Il Comitato di Occupazione sostiene le occupazioni di fabbriche e chiama alla formazione dei consigli operai. Dei telegrammi sono inviati agli uffici politici dei partiti comunisti dell'URSS e della Cina.. "Tremate burocrati. Il potere internazionale dei Consigli Operai vi spazzerà via ben presto. L'umanità non sarà felice se non il giorno in cui l'ultimo dei burocrati non sia impiccato con le budella dell'ultimo capitalista", avverte il telegramma. Ma i situazionisti abbandonano la Sorbona sinb dal 16 maggio. Essi denunciano la passività degli studenti di fronte alle manovre degli estremisti. Soprattutto, il loro messaggio consigliarista trova poca eco nell'ambiente studentesco. Essi si rivolgono allora verso il movimento operaio.

Il 17 maggio 1968 i situazionisti e quelli che condividono le loro idee fondano il Comitato per il mantenimento delle occupazioni (CMDO). Questa organizzazione consigliare tenta di creare dei legami tra i diversi luoghi di lavoro occupati. Il CMDO difende il programma di una democrazia diretta totale fondata sul potere assoluto dei Consigli Operai. Il CMDO pubblica dei testi e dei manifesti ma si distingue dagli altri gruppi consigliari che, malgrado la loro critica dei sindacati, restano tolleranti nei confronti dell'estrema sinistra. Soprattutto, il CMDO insiste sulla critica della vita quotidiana e lotta per un'autogestione generalizzata di tutti gli aspetti della vita. La trasformazione del mondo deve accompagnarsi ad un cambiamento dell avita. Il CMDO traduce i suoi testi e 

 

 

 

 

 

s’accompagner d’un changement de vie. Le CMDO traduit ses textes et inscrit Mai 68 non seulement dans une filiation historique mais aussi dans la perspective d’une révolution à l’échelle internationale. Les situationnistes s’attachent à critiquer toutes les bureaucraties, syndicales ou politiques, staliniennes ou gauchistes, qui loin de « trahir » le mouvement apparaissent comme « un mécanisme d’intégration à la société capitaliste ». La signature des accords de Grenelle par la CGT pour appeler à la reprise du travail confirme ses analyses. Les situationnistes interviennent dans ce mouvement de lutte pour le radicaliser au maximum.

 

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Une influence théorique

 

Les idées situationnistes irriguent la révolte de Mai 68. A Strasbourg, tracts et graffitis animent un mouvement hostile aux militants mais qui semble restreint à l’université. A Nantes, la révolte semble particulièrement violente et radicale. Les Enragés de Nantes participent activement aux actions avec les ouvriers en grève. Cette ville annonce les prémices d’une jonction entre le mouvement étudiant et le mouvement ouvrier. Mais des groupes influencés par les situationnistes existent dans plusieurs villes de France, comme Bordeaux ou Toulouse. Surtout, la critique de la vie quotidienne et les axes de lutte portés par l’Internationale situationniste irradient l’ensemble du mouvement de Mai 68. L’aspiration à vivre pleinement, sans temps morts et sans entraves, la fête révolutionnaire, l’importance accordée à la créativité, au désir, au plaisir : toutes ses idées présentes en Mai 68 s’inscrivent dans une filiation situationniste.

Face à la récupération de la contestation par l’idéologie marchande, les situationnistes refusent toute forme de distinction et de participation à des cercles littéraires et artistiques. Ils pratiquent l’insulte, loufoque et poétique, pour répondre à de telles invitations. Mais le « situationnisme » devient rapidemment une marchandise comme une autre, assimilée à la culture pop. Les situationnistes refusent le spontanéisme et l’absence de réflexion des groupes conseillistes. Ils demeurent partisans d’une organisation politique qui lutte pour le communisme de conseils.

 

Des groupes autonomes, influencés par les idées de l’IS, maintiennent une agitation dans les facs et les lycées. L’émeute et la guérilla urbaine deviennent un jeu. « C’est à tous les moments de notre VIE QUOTIDIENNE que nous devons et nous pouvons nous LIBERER de tout ce qui nous opprime », affirme l’éditorial du numéro 1 du journal Vivre sans temps mort, jouir sans entraves. Grèves sauvages et auto-réductions deviennent des pratiquesqui se répandent. Mais divers groupes pro-situs prolifèrent, avec le style littéraire de l’IS dégénérescente qui perdure encore aujourd’hui. L’Internationale situationniste se désagrège jusqu’à sa dissolution en 1972.

Les idées situationnistes expriment une critique radicale du monde moderne, et le courant le plus extrémiste et révolutionnaire de la contestation généralisée en Mai 68. De nouvelles formes d’expression, artistiques ou politiques, permettent de diffuser ses idées. La révolution apparaît comme une fête. Surtout, ils participent activement à la radicalisation du mouvement de mai 68.

Mais l’Internationale situationniste demeure une organisation de théoriciens qui reste élitiste. Pourtant, tous les êtres humains doivent pouvoir s’exprimer, à travers des idées ou une sensibilité critique, dans une perspective de libération des désirs et des passions.

Le jeu, l’utopie créatrice, la révolution comme fête doivent permettre de rompre avec l’aliénation dans la vie quotidienne. Avec les situationnistes, la théorie et la pratique révolutionnaire sortent des vieilles idéologies. Ils expriment le désir de transformer le monde pour changer la vie, radicalement.

 

Source: Pascal Dumontier, Les situationnistes et Mai 68. Théorie et pratique de la révolution (1966-1972), Ivrea, 1995

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

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Published by Ario Libert - in Movimenti libertari
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