Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
13 aprile 2013 6 13 /04 /aprile /2013 05:00

Masse & Avanguardia

living-marxism

di Paul Mattick

 


Dopo la fine della guerra mondiale, si sono verificate, con sconcertante 
rapidità, trasformazioni economiche e politiche. Le vecchie concezioni del movimento operaio sono diventate lacunose e inadeguate e le organizzazioni della classe operaia sono in uno stato confusionale. In considerazione della mutevole situazione economica e politica sembra necessaria una rivalutazione approfondita del compito della classe operaia per trovare forme di lotta e di organizzazione più utili ed efficaci.

spartachismo, assemblea operai e soldati a Berlino, novembr

Il rapporto del "partito", "organizzazione" o "avanguardia" con le masse svolge un ruolo importante nel dibattito contemporaneo della classe lavoratrice. Non è sorprendente che l'importanza e la necessità dell'avanguardia o del partito sia sopravalutata negli ambienti della classe lavoratrice, dal momento che tutta la storia e la tradizione del movimento dei lavoratori si muove in quella direzione.

Il movimento dei lavoratori oggi è il frutto di sviluppi economici e politici che trovarono la prima espressione nel cartismo in Inghilterra (1838-1848), nel successivo sviluppo dei sindacati a partire dagli anni cinquanta, e nel movimento lassalliano in Germania negli anni sessanta. I sindacati e i partiti politici si sono sviluppati negli altri paesi d'Europa e d'America parallelamente al livello di sviluppo del capitalismo.

Il rovesciamento del feudalesimo e le stesse esigenze dell'industria capitalistica richiedevano l'organizzazione del proletariato e la concessione di alcuni diritti democratici da parte dei capitalisti. Questi ultimi hanno riorganizzato la società in conformità alle loro esigenze. La struttura politica del feudalesimo è stata sostituita dal parlamentarismo capitalista. Lo stato capitalista, lo strumento per la gestione degli affari collettivi della classe capitalista, è stato istituito e adattato alle esigenze della classe emergente.

Il fastidioso proletariato, il cui appoggio contro le forze feudali era stato necessario, doveva allora essere preso in considerazione. Una volta chiamato in causa non poteva più essere del tutto rimosso come fattore politico. Ma poteva essere disciplinato. E ciò è stato fatto – in parte coscientemente, con astuzia e in parte dalle concrete dinamiche dell'economia capitalistica – in quanto la classe lavoratrice si è autoregolata e sottoposta al nuovo ordine. Ha organizzato i sindacati i cui limitati obiettivi (migliori salari e condizioni di lavoro) possono essere realizzati in una economia capitalista in espansione. Ha giocato la partita della politica capitalista all'interno dello stato capitalista (le cui pratiche e forme, sono state determinate principalmente dalle esigenze capitalistiche), ed entro questi limiti, ha ottenuto successi evidenti.

lavoro-minorileXIX-secolo.JPG

Ma in tal modo il proletariato ha adottato forme capitalistiche di organizzazione e ideologie capitaliste. I partiti dei lavoratori, come quelli dei capitalisti, sono divenuti aziende a responsabilità limitata; i bisogni elementari della classe sono stati subordinati a ragioni di opportunità politica. Gli obiettivi rivoluzionari sono stati soppiantati da mercanteggiamenti e manovre per conquistare posizioni politiche. Il partito è diventato di somma importanza; i suoi obiettivi immediati hanno soppiantato quelli della classe. Laddove le situazioni rivoluzionarie hanno messo in moto la classe, la cui tendenza è quella di lottare per la realizzazione di obiettivi rivoluzionari, i partiti dei lavoratori hanno "rappresentato" la classe operaia e sono stati a loro volta "rappresentati" da parlamentari la cui effettiva posizione in parlamento è stata quella di negoziatori all'interno di un ordine capitalistico, la cui esistenza non era più in discussione.

La subordinazione generale delle organizzazioni dei lavoratori al capitalismo ha provocato la scelta della specializzazione in attività sindacali e di partito che è simile alla gerarchia delle industrie. I manager, sovrintendenti e capireparto hanno visto come controparte i loro omologhi presidenti, organizzatori e segretari delle organizzazioni sindacali; i consigli d'amministrazione i comitati direttivi, ecc. La massa dei lavoratori organizzati, come la massa degli schiavi salariati nell'industria, ha lasciato il lavoro di direzione e di controllo ai suoi superiori.

Questa mutilazione delle iniziative dei lavoratori ha proceduto rapidamente in parallelo all'estensione dell'influenza del capitalismo. Finché la guerra mondiale ha posto fine all'ulteriore espansione pacifica e "ordinata" del capitalismo.

Le insurrezioni in Russia, Ungheria e Germania hanno determinato la rinascita dell'azione e dell'iniziativa di massa. Le necessità sociali hanno imposto l'intervento delle masse. Ma le tradizioni del vecchio movimento operaio in Europa occidentale e l'arretratezza economica dell'Europa dell'est hanno frustrato la realizzazione della missione storica della classe. L'Europa occidentale ha visto le masse sconfitte e l'ascesa del fascismo di Mussolini e Hitler, mentre l'economia arretrata della Russia ha fatto emergere il "comunismo", in cui la differenziazione tra classe e avanguardia, la specializzazione delle funzioni e l'irreggimentazione del lavoro ha raggiunto il suo punto più alto.

Il principio guida, l'idea dell'avanguardia che deve assumersi la responsabilità della rivoluzione proletaria si basa sulla concezione ante guerra del movimento operaio e non è convincente. 

I compiti del rivoluzionario e la riorganizzazione comunista della società non possono essere realizzati senza l'azione più ampia e piena delle masse stesse. Il problema è loro, come la relativa soluzione.

Il declino dell'economia capitalista, la paralisi progressiva, l'instabilità, la disoccupazione di massa, i tagli salariali e la pauperizzazione intensiva dei lavoratori: tutto ciò impone l'azione, malgrado il fascismo di Hitler e il fascismo travestito della AFL [1].

Le vecchie organizzazioni o sono state distrutte o si sono volontariamente ridotte all'impotenza. Un'azione concreta è ora possibile solo al di fuori delle vecchie organizzazioni. In Italia, Germania e Russia, i fascismi bianchi e rossi hanno già distrutto tutte le vecchie organizzazioni e posto i lavoratori direttamente di fronte al problema di trovare nuove forme di lotta. In Inghilterra, in Francia e in America le vecchie organizzazioni mantengono ancora tra i lavoratori un certo grado di illusoria credibilità, ma la loro successiva resa alle forze della reazione le sta compromettendo rapidamente.

Nella lotta di classe reale si stanno imponendo i principi di lotta indipendente, di solidarietà e di comunismo. Con questa forte tendenza verso il rafforzamento e l'azione di massa, la teoria della riaggregazione e del riallineamento delle organizzazioni militanti sembra essere superata. È vero, la riaggregazione è essenziale, ma non può essere una semplice fusione delle organizzazioni esistenti. Nelle nuove condizioni è necessaria una revisione delle forme di lotta. "Prima la chiarezza; poi l'unità".

I piccoli gruppi che riconoscono e incoraggiano i principi del movimento di massa indipendente sono molto più significativi dei gruppi di grandi dimensioni che sminuiscono il potere delle masse. Ci sono gruppi che percepiscono i difetti e le debolezze dei partiti. Spesso forniscono una solida critica dei fronti popolari e dei sindacati. Ma la loro critica è limitata. Mancano di una comprensione globale della nuova società. 

I compiti del proletariato non si esauriscono con l'espropriazione dei mezzi di produzione e l'abolizione della proprietà privata. Occorre affrontare i problemi della riorganizzazione sociale e darvi una risposta. Deve essere respinto il socialismo di stato? Quale sarà il fondamento di una società senza la schiavitù del lavoro salariato? Che cosa determinerà le relazioni economiche tra le aziende? Che cosa determinerà i rapporti tra i produttori e il loro prodotto totale? Queste domande e le loro risposte sono essenziali per la comprensione delle odierne forme di lotta e di organizzazione. Diventa qui evidente il conflitto tra il principio della leadership e il principio dell'azione di massa indipendente. 

Perché una conoscenza profonda di questi problemi porta alla comprensione che per realizzare il comunismo è necessaria la più ampia, generale, attività diretta del proletariato come classe.

Di primaria importanza è l'abolizione del sistema del lavoro salariato. La volontà e gli auspici degli uomini non sono così validi da mantenere questo sistema dopo la rivoluzione, senza alla fine arrendersi alle dinamiche da esso generate (come in Russia). Non è sufficiente espropriare i mezzi di produzione e abolire la proprietà privata. È necessario abolire la condizione alla base dello sfruttamento moderno, la schiavitù salariata; e tale azione porta a successive misure di riorganizzazione che non potrebbero mai essere rivendicate senza il precedente passaggio. I gruppi che non pongono queste domande – non importa quanto altrimenti siano fondate le loro critiche – mancano degli elementi più importanti per la costruzione di una solida politica rivoluzionaria. L'abolizione del sistema del lavoro salariato, nel suo rapporto con la politica e con l'economia, dovrebbe essere attentamente studiata. 

Affronteremo qui alcune implicazioni politiche.

La prima è la questione della presa del potere da parte dei lavoratori. Deve essere evidenziato il principio del potere delle masse (non del partito o dell'avanguardia). Il comunismo non può essere introdotto o realizzato da un partito. Soltanto il proletariato nel suo insieme può farlo. Comunismo significa che i lavoratori hanno preso nelle loro mani il proprio destino; che hanno abolito il lavoro salariato; che, con la soppressione dell'apparato burocratico, hanno unificato i poteri legislativo ed esecutivo. L'unità dei lavoratori non sta nella fusione irrinunciabile di partiti o sindacati, ma nella omogeneità dei loro bisogni e nella traduzione degli stessi in azione di massa. Tutti i problemi dei lavoratori devono quindi essere guardati in relazione alla progressiva azione autonoma delle masse.

È sbagliato dire che lo spirito non battagliero dei partiti politici è dovuto ai cattivi propositi o al riformismo dei capi. I partiti politici sono impotenti. Essi non faranno nulla, perché non possono fare nulla. Il capitalismo, a causa della sua debolezza economica, si è organizzato per la repressione e il terrore ed è al momento politicamente molto forte, perché costretto a esercitare ogni suo sforzo per l'autoconservazione. L'accumulazione di capitale, esorbitante in ogni parte del mondo, ha ridotto i margini di profitto - un fatto che, nelle politiche estere, si manifesta attraverso le contraddizioni tra nazioni, e in quelle interne, attraverso la "svalutazione", la concomitante espropriazione parziale delle classi medie e l'abbassamento del livello di sussistenza dei lavoratori; in generale la centralizzazione del potere di grandi aziende capitalistiche nelle mani dello Stato. Contro questo potere centralizzato i piccoli movimenti sono impotenti.

Solo le masse possono combattere perché solo esse possono distruggere il potere dello stato e diventare una forza politica. Per questo motivo la lotta basata sulle organizzazioni corporative diventa oggettivamente obsoleta e deve essere sostituita da grandi movimenti di massa, svincolati dai freni di tali organizzazioni.

Tale è la nuova situazione che i lavoratori hanno di fronte. Ma da essa scaturisce una debolezza reale. Dal momento che i vecchi metodi di lotta per via elettorale e di circoscritte attività sindacali è diventato abbastanza inutile, si è spontaneamente sviluppato un nuovo metodo, è vero, ma tale metodo non è stato ancora applicato coscientemente, e quindi non efficacemente. Le masse, quando i loro partiti e i sindacati sono impotenti, cominciano immediatamente a manifestare la loro militanza attraverso scioperi selvaggi. 

1936-lavoratori-francesi-in-sciopero.jpgIn America, Inghilterra, Francia, Belgio, Olanda, Spagna, Polonia – si sviluppano scioperi selvaggi, e attraverso di loro le masse danno ampia prova che le loro vecchie organizzazioni non sono più in adatte alla lotta. Gli scioperi selvaggi non sono, tuttavia, disorganizzati, come parrebbe suggerire il nome. Sono denunciati come tali dai burocrati sindacali, perché sono scioperi fatti al di fuori delle organizzazioni ufficiali. Sono gli scioperanti stessi a organizzare lo sciopero, perché è una vecchia verità che i lavoratori possono lottare e vincere solo in quanto massa organizzata. Essi formano picchetti, provvedono a espellere i crumiri, a organizzare il sostegno agli scioperanti, creano relazioni con altre aziende. In una parola, essi si assumono la guida del loro sciopero, e lo organizzano su base di fabbrica.

È in questi stessi movimenti che gli scioperanti conseguono la loro unità di lotta. È in tali casi che prendono il loro destino nelle proprie mani e unificano "il potere legislativo ed esecutivo", eliminando i sindacati e i partiti, come mostrato da diversi scioperi in Belgio e Olanda.

Ma l'azione di classe indipendente è ancora debole. Che gli scioperanti chiedano ai sindacati di unirsi a loro, invece di continuare la loro azione autonoma verso l'allargamento del loro movimento, è un indizio che, nelle attuali condizioni, tale movimento non può crescere ulteriormente, e per questo motivo non può ancora diventare una forza politica in grado di combattere il grande capitale. Ma è un inizio.

Fontseré , 02Di tanto in tanto, però, la lotta indipendente fa un grande balzo in avanti, come con gli scioperi dei minatori asturiani nel 1934, dei minatori belgi nel 1935, gli scioperi in Francia, Belgio e America nel 1936, e la rivoluzione catalana nel 1936. Queste sollevazioni sono la prova che una nuova forza sociale si sta imponendo tra i lavoratori, sta sorgendo la loro leadership, sta assoggettando le istituzioni sociali alle masse ed è già in marcia.Gli scioperi non sono più semplici interruzioni del processo di formazione dei profitti o semplici perturbazioni economiche. Lo sciopero indipendente ha la sua forza e importanza nell'azione dei lavoratori come classe organizzata. Il proletariato crea gli organi che regolano la produzione, la distribuzione, e tutte le altre funzioni della vita sociale attraverso un sistema di comitati di fabbrica e di consigli dei lavoratori che si estende su vaste aree. In altre parole, l'apparato amministrativo civile è privato di ogni potere, e si stabilisce la dittatura del proletariato. Così, l'organizzazione di classe nella vera e propria lotta per il potere è al tempo stesso l'organizzazione, il controllo e la gestione delle forze produttive dell'intera società. È il fondamento dell'associazione dei produttori e dei consumatori liberi ed eguali.

Questo, quindi, è il pericolo che il movimento di classe indipendente arreca alla società capitalistica. Scioperi selvaggi, anche se apparentemente di poca importanza, sia su piccola che grande scala, sono il comunismo embrionale. 

Un piccolo sciopero selvaggio, diretto com'è da lavoratori e nell'interesse dei lavoratori, mostra su piccola scala la natura del potere proletario futuro.

Un raggruppamento di militanti deve essere messo in moto dalla consapevolezza che le condizioni di lotta rendono necessario unire nelle mani degli operai il "potere legislativo ed esecutivo". Essi non si devono compromettere in questa situazione: tutto il potere ai comitati di azione e ai consigli dei lavoratori. Questo è il fronte di classe. Questa è la strada verso il comunismo. Il compito dei militanti è rendere i lavoratori coscienti dell'unità tra forme organizzative di lotta, dittatura di classe, e struttura economica del comunismo, con l'abolizione del lavoro salariato.

I militanti che si fanno chiamare "avanguardia" hanno oggi lo stesso punto debole che caratterizza in questo momento le masse. Essi credono ancora che i sindacati o questo o quel partito devono dirigere la lotta di classe, anche se con metodi rivoluzionari. Ma se è vero che si stanno approssimando lotte decisive, non è sufficiente affermare che i dirigenti sindacali sono dei traditori. 

È necessario, in particolare oggi, formulare un piano per la composizione del fronte di classe e la definizione delle sue forme organizzative. A tal fine deve essere assolutamente combattuto, il controllo da parte dei partiti e dei sindacati. Questo è il punto cruciale nella lotta per il potere.

 

NOTE

 

[1] AFL. American Federation of Labor, era la maggiore organizzazione sindacale americana nella prima metà del secolo scorso, un accomodante raggruppamento di sindacati di mestiere, contrario all'immigrazione di lavoratori stranieri.

 

LINK al testo originario:

Masse & Avanguardie

Condividi post

Repost 0
Published by Ario Libert - in Marxismo libertario
scrivi un commento

commenti

Presentazione

  • : La Tradizione Libertaria
  • La Tradizione Libertaria
  • : Storia e documentazione di movimenti, figure e teorie critiche dell'esistente storico e sociale che con le loro azioni e le loro analisi della realtà storico-politica hanno contribuito a denunciare l'oppressione sociale sollevando il velo di ideologie giustificanti l'oppressione e tentato di aprirsi una strada verso una società autenticamente libera.
  • Contatti

Link