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22 giugno 2013 6 22 /06 /giugno /2013 05:00

La sconfitta annunciata della moralizzazione

burqa-00

I valori contro il valore?

 

di  J. Verraes

 

L'illusione secondo la quale vi sarebbe libero arbitrio nei processi di modellizzazione del mondo sul modo dell'economia basata sulla logica della merce persiste in tutte le correnti di destra come di sinistra così come presso tutti coloro che denunciano le derive di questo mondo ma non hanno mai afferrato il suo carattere obiettivo. Come esistesse della Politica all'interno del capitalismo! Si fa appello quasi eternamente ad una "migliore ripartizione delle ricchezze", ad una "trasparenza" da parte del potere e soprattutto alla famosa "moralizzazione del capitalismo finanziario" il tutto tenendo bene a mente che "l'economia di mercato è tanto naturale quanto l'aria che si respira".

fratelli_musulmani.jpg"Primavera" egiziana...


Ma la rivendicazione moralista non si ferma al mondo della finanza essenzialmente criticato nella sfera politica. E non c'è bisogno di essere sacerdoti per "indignarsi" di una forma ben reale di decadenza morale che riguarda tutte le dimensioni dell'esistenza.

Quando un impreditore vende dei falsi prodotti biologici, delle protesi mammarie non omologate o dei farmaci contaminati, quando un altro produce un film pornografico o un altro prosciuga un lago in Cina, si può essere certi che essi avevano per sé la certezza e la buona coscienza moderna riassunte dall'adagio secondo cui "ciò che si vende è buono, ciò che è buono si vende". E, quando questo non è del tutto semplicemente giustificato da uno pseudo-realismo e il "buon senso" degli esperti, non è spesso che a posteriori che questo tipo di affari solleva scandalo, una volta che il colpo è fatto.

I recenti esempi della "primavera araba" [1] mostrano bene la distanza esistente tra le ambizioni e le possibilità d'azione nel campo della morale.

egitto-primavera.png

I regimi autoritari precedenti il 14 gennaio 2011, ritenendosi di essere gli eredi dei movimenti di liberazione anti-coloniali, perseguivano il processo di "modernizzazione di recupero" instaurato dagli stessi coloni. Recuperarono positivamente i concetti progressisti dell'ideologia dei lumi accompagnando la creazione del sistema moderno di produzione e di distribuzione di merci così come si praticava già in Europa e negli Stati Uniti. Dopo aver abbandonato il potere militare, gli antichi coloni mantennero la relazione di interdipendenza a colpi di contratto sulle materie prime o di invio di turisti sempre più numerosi. In cambio, gli antichi paesi colonizzati rispettarono le due condizioni indispensabili ad una buona circolazione del valore: repressione dell'integralismo e controllo dell'immigrazione, e questo con ogni mezzo. Il doppio sviluppo capitalista, materiale e ideale, si impianta come fu il caso in Europa, ma su un terreno molto meno dissodato soprattutto sul piano ideologico. Il che ebbe come conseguenza la valorizzazione del campo religioso come una forma di resistenza al dominio straniero. Non rimase a questa rendenza che a trovare un'organizzazione e dei leader politicizzati per diventare ciò che attualmente esiste sotto i nomi di "Ennahda" in Tunisia o di "Fratelli musulmani" in Egitto. Queste organizzazioni, clandestine prima della "primavera araba", diventando delle autorità sul piano politico si presentano come degli argini di fronte alla decadenza inerente alla modernità venuta dall'esterno. È dunque in nome dell'Islam e di una identità musulmana che si battono questi militanti ispirati da un soffio divino nella lotta contro la perversione dei valori. È senza contare sulle "realtà del mercato" che questi nuovi cani da guardia della morale s'immaginano di raggiungere il loro scopo. Quando i bisogni dell'economia tunisina o egiziana si faranno sentire, quale dirigente oserà mettere un freno allo "sviluppo" del paese a rischio di perdere ogni credibilità?

tunisia.jpg

Così come l'ecologia deve essere criticata come una critica parziale [2] che non prende in conto la dinamica reale capitalista, l'ideologia moralista non ha alcun avvenire, se non quello dell'oscurantismo, senza appoggiarsi sulle vere ragioni del crollo.

Libia.jpg

Il mondo della merce non risponde che ai propri bisogni e non ha limiti se non quelli posseduti dalla realtà concreta. Finché il processo della valorizzazione può compiersi, esso si farà; facendo in modo di passare tutte le frontiere siano esse naturali, ideologiche o morali. Di fronte al rullo compressore ideologico e materiale, nessun buon sentimento potrà far nulla senza la critica più profonda delle categorie fondamentali capitaliste come lo sono il lavoro, la merce, il denaro o lo Stato.

petrolio-pace-guerra.jpeg

 

J. Verraes

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

NOTE

[1] Se "primavera araba" c'è stata, possiamo dire con sicurezza che il suo rigido e lungo inverno fu il fatto di una complicità appena velata da parte dei paesi "democratici" europei e americani. 

[2] "Non cambiate il clima, cambiate il sistema" come diceva Hugo Chavez che, malgrado ciò, non è che un buffone nazionalista cantore di un nuovo modello di capitalismo di Stato.

 

LINK al post originale:

L’échec annoncé de la moralisation

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