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14 novembre 2009 6 14 /11 /novembre /2009 13:35

 





Blum in azione... contro la Spagna liberale e operaia


Prima pagina di Le Monde Libertaire del dicembre del 1936, da cui è stato tratto questo articolo.



di: Louis Lecoin

Da: Le libertaire - 11 Dicembre 1936


"Mentre Hitler e Mussolini inviano carri armati e armi a Franco, Blum e i socialisti ci inviano ambulanze e bende".
                                                                                                       J. Rosell (CNT FAI)



 




Conosciamo i fatti: Companys che era stao pregato dalla CNT, dall'UGT, dalla Fai e dal PSUC di recarsi presso il popolo di Parigi, non ha potuto compiere la sua missione, il governo francese del fronte popolare essendovisi opposto. Ci tengo a redigere ora una relazione di tutti gli incidenti concernenti l'organizzazione del nostro ultimo meeting al Velodromo d'Inverno di modo che né Blum né i suoi sottoposti possano avere la possibilità di attenuare attraverso menzogne l'odiosità del loro comportamento. Avevo pensato che l'arrivo di Companys, nelle condizioni progettate, doveva assumere, un'estrema importanza sia dal punto di vista popolare sia diplomatico e che il criminale blocco dei "pacifisti" all'acqua di rose non sarebbe sopravvissuto forse agli effetti della nostra manifestazione. Insisto nel credere che l emie previsioni non erano assurde ed i commenti fatti intorno al nostro meeting- di fatto sabotato dall'assenza di Companys- lo dimostrano ampiamente.

Sono contro la guerra, l'ho già provato all'occasione e lo proverò ancora.

Ma sono anche contro il blocco che soffoca una rivoluzione e fa massacrare il fiore di una nazione da tutta la feccia internazionale.


Un manifesto di solidarietà con la spagna antifascista del Comitato per la Spagna Libera. Le scritte recitano dall'alto in basso: "I Miliziani hanno freddo"; "Donne! Madri francesi! Aiutate l'esercito della libertà!"; "Portate o spedite indumenti, farmaci, viveri al Centro di Rifornimento delle Milizie Antifasciste di Spagna".


Non voglio salvare i "marocchini" dei ministri del Fronte Popolare tradendo gli interessi dei lavoratori spagnoli, mancando a questo primo compito dell'internazionale anarchica che ci comanda di correre in aiuto degli anarchici spagnoli il cui numero, forza, valore nella lotta, la saggezza nell'amministrazione economica, impongono al mondo intero almeno il rispetto se non l'entusiasmo.

Sono contro la guerra, ma non voglio che con la paura della guerra ci si mantenga nell'inazione più deleteria e che ci si interdica di prendere parte alla lotta che si svolge accanto a noi, al di là dei Pirenei.

Crepi il governo Blum, me ne frego! Ma che vivano i nostri compagni spagnoli, che vivano intensamente!



È in questo stato di spirito che, incaricato dal Comitato Spagna Libera, ho organizzato la manifestazione del 6 dicembre. Ciò non significa che abbia agito imprudentemente, né che non abbia preso tutte le precauzioni per evitare gli scogli che potevano sbarrare la strada di Parigi.

Lo si giudicherà.

Ho, più di quindici giorni prima del meeting, avvisato del suo svolgimento e del luogo, il partito socialista, il partito comunista, tutte le personalità (e molte altre) che ho considerato come oratori, nessuno mi ha fatto la minima obiezione, nessuno mi ha detto che la partecipazione di Companys comportava degli inconvenienti.

Dieci giorni prima del 6 dicembre, dei giornali hanno annunciato, alcuni in prima pagina, il nostro meeting senza che il governo mostrasse la minima reazione. Eppure conoscevano gli organizzatori del meeting poiché al momento della preparazione di quello di Ottobre, li avevano chiamati alla presidenza del consiglio per chieder loro di abbandonare i loro progetti di allora.

Mi decisi dunque di andare a Barcellona a prevenire il presidente Companys che la strada di Parigi era libera. Prima ottenni che l'ambasciatore di Spagna a Parigi, mi ricevesse. Esposi a quest'ultimo il senso della manifestazione del 6 dicembre. Volete, gli dissi ancora scrivere al presidente del consiglio di Francia ed al suo ministro agli affari esteri allo scopo di chieder loro un'audienza per il Signor Companys quando sarà a Parigi?

L'ambasciatore mi confermò che l'avrebbe fatto.

Potevo con più precauzione, preparare l'arrivo in Francia del Presidente Companys?

Potevo, poiché la manifestazione era diretta contro il blocco, contro la politica criminale del governo Blum, potevo chiedere a quest'ultimo di prenderla sotto la sua tutela?

Chi mi rimprovererà di non essermi preparato affatto a questo gioco in cui ero sicuro di perdere? È soltanto il venerdì mattina del 4 dicembre che fui messo a corrente delle intenzioni del governo e che vidi svolgersi la manovra.



ARMI PER LA SPAGNA ANTIFASCISTA


Il Signor Moch è stato incaricato di eseguire la macchinazione, fu aiutato da persone della Generalità. Appresi dal Signor Moch che il governo avrebbe interdetto il nostro meeting, che avrebbe piuttosto fatto arrestare il Signor Companys alla frontiera che lasciar parlare al Velodromo d'Inverno il presidente della Catalogna. Alla stessa ora, Companys era informato dal console di Francia a Barcellona delle buone disposizioni nei suoi confronti dal governo del Fronte popolare.

Companys ebbe il coraggio di partire lo stesso.

Arrivando alla frontiera, vi trovò dei poliziotti, delle guardie mobili ed un prefetto che gli comunicò che non poteva entrare in Francia che alla condizione di fermarsi a Tolosa e non proseguire verso Parigi soltanto dopo il 6 dicembre.

Companys ebbe la dignità di tornare indietro.

Perché il Signor Blum fece 48 ore prima della tenuta del nostro meeting questa sporca operazione?

Non c'è bisogno di essere un indovino per capirne le ragioni.

Venerdì e sabato un dibattito aveva luogo alla Camera dei deputati sufgli avvenimenti di Spagna e le loro conseguenze internazionali. Il Signor Blum temeva che i comunisti non votassero per lui e desiderando recuperare al centro-destra ciò che temeva di perdere all'estrema sinistra, diede delle indicazioni al Signor Flandrin interdendo a Companys il suo soggiorno.

E si vorrebbe in alcuni ambienti pacifisti che dovremmo essere in estasi davanti alla politica di Blum, andiamo!

E alcuni compagni anarchici esitano a lanciarsi nella difesa della rivoluzione spagnola perché il Signor Blum, i suoi agenti, la sua stampa vanno gridando in ogni luogo che impediscono la guerra. Poveri ingenui!

Ma non saremo ingannati, noi.


Noi marceremo sino in fondo contro il fascismo spagnolo, contro il fascismo internazionale e contro il governo francese i cui  negoziati mettono in pericolo allo stesso tempo la pace nel mondo e la rivoluzione iberica.

 

Louis Lecoin


 

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Caricatura di Léon Blum di Levine




[Traduzione di Ario Libert]


LINK al post originale:
Blum en action... contre L'Espagne liberale et ouvrière


LINK a post di argomento pertinente:
Mika Etchebéhère. Sorella mia, mio capitano
Mika Etchebéhère, da: La mia guerra di Spagna, 1977
9 luglio 1936, La vera storia delle Olimpiadi popolari di Spagna del 1936
I taxi di Barcellona, da: "Le Libertaire" del 12 luglio 1946
DOCUMENTI. 1936/1939, banconote e altre monete edite durante la guerra civile in Spagna




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Published by Ario Libert - in Memoria libertaria
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