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1 gennaio 2010 5 01 /01 /gennaio /2010 16:23



1936, I taxi di Barcellona...

La sezione dei taxi di Barcellona è una di quelle in cui si è manifestata nel modo più evidente lo spirito costruttivo della classe operaia organizzata nella CNT.

Prima del 19 luglio, esisteva un gran numero di raggruppamenti di operai o proprietari di taxi.

Le rivalità, la corsa incoerente al profitto comportavano cattive condizioni di lavoro: dodici ore di seguito, senza retribuzione fissa e nessuna indennità in caso di malattia. ìIl 19 luglio, la totalità dei conducenti ed un gran numero di operai emancipati, aderivano alla CNT.

Quando la vita della città si fu a poco a poco normalizzata, alla fine del mese di settembre 1936, un primo servizio di urgenza fu rimesso in circolazione, con 200 vetture dipinte e decorate in rosso e nero.

Poi il servizio si normalizzò e la nuova riorganizzazione diede i suoi frutti nel gennaio 1937, 700 vetture incassavano giornalmente più di 80.000 peseta. Le restrizioni di benzina fecero abbassare i guadagni, il comitato di controllo cercò una formula per fabbricare un carburante che potesse sostituire la benzina. Giunse ad ottenerla grazie ad una formula presentata da un operaio e nuove vetture furono poste in circolazione. Ma la mia collettività, dopo le giornate di Maggio (1937) fu l'oggetto di provocazioni da parte dei comunisti, i conducenti molestati dai comunisti per demoralizzarli e trascinarli in conflitti violenti. Le denunce dei vecchi proprietari che dichiaravano che le loro vetture erano state loro rubate furono accolte, le requisizioni per le esigenze di guerra fecero rovinare l'industria e la sezione finalmente soppressa attraverso decreto governativo nel dicembre 1937.



 Tuttavia, le realizzazioni di questo sindacato sono uno dei migliori esempi della capacità e del senso dell'ordine di questi "fuori da ogni controllo". I lavoratori avevano stabilito i loro servizi amministrativi alla sala delle Cortès, in cui erano assicurati il controllo del lavoro effettuato  dagli autisti, gli operai dei garage e quelli dell'officina di riparazioni. Il dettaglio delle statistiche permettevano di rendersi conto subito da dove veniva il difetto del rendimento, le avarie di una vettura. Le vetture difettose erano immediatamente inviate al laboratorio per essere sistemate o riparate.

Una ricevuta era data all'autista quando consegnava il prospetto della giornata di lavoro, ed una al custode del garage per la quantità di olio o benzina di cui aveva bisogno. Le frodi erano rare, consistevano soltanto sul calcolo dell'aumento del 25% sui prezzi segnati sul contatore, ma questa differenza si ritrovavano sui fogli di ricapitolazione. Se il fatto si ripeteva per tre volte, la vettura veniva tolta all'operaio che doveva andare a lavorare in officina.

Per quanto riguarda le riparazioni, gli autisti, senza far ricorso ad alcun ingegnere, né chimico, avevano installato con i loro propri mezzi un laboratorio di riparazione e di costruzione in cui riuscivano non soltanto ad effettuare le riparazioni ordinarie, ma anche a costruire tutti i pezzi e gli utensili che erano loro necessari, compresi quelli che non erano stati mai fabbricati in Spagna. Con questa indipendenza nei confronti delle aziende internazionali di costruzioni in tempo di guerra erano riusciti a realizzare la loro emancipazione economica.

Le officine di riparazione e di costruzione erano ubicati in un ampio locale inutilizzato dall'esposizione universale. Una parte conteneva delle vecchie vetture, a causa della mancanza di materie prime, si utilizzava tutto ciò che poteva tornare utile. Il laboratorio costruiva il motore per intero, acquistava gli acciai speciali, ma effettuava tutti gli assemblaggi necessari. Aveva un forno a carbone. I pistoni un tempo importati si fabbricavano sul posto così come i cuscinetti a sfere che sino ad allora non erano mai stati fabbricati in Catalogna.

Con lo spirito di ricerca che li caratterizzava gli operai erano tutti dediti alla realizzazione di un'opera a beneficio della collettività.

I vericiatori erano naturalmente oggetto di speciali attenzioni: utilizzavano il latte mattina e sera ed il Comitato aveva fatto installare potenti ventilatori affinché il locale fosse perfettamente aerato. La fabbrica aveva delle docce, il suo refettorio, la sua infermeria, il suo medico particolare.

Infine alcuni slogan decoravano i muri:


Il timore è generato dalla limitazione della coscienza e della libertà


Anarchismo, simbolo di giustizia e libertà


La migliore propaganda è nell'esempio della tua condotta


Da: "Le Libertaire" del 12 luglio 1946

in occasione di un numero speciale dedicato alla rivoluzione libertaria spagnola




[Traduzione di Ario Libert]

LINK al post originale:
1936, Les taxi de Barcellone

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Published by Ario Libert - in Memoria libertaria
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