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19 gennaio 2011 3 19 /01 /gennaio /2011 15:38

Storia del movimento anarchico in Bulgaria

 

di Dimitrov

 

balkanski01.jpg
Gueorgui Balkanski

Gueorgui Balkanski – e un collettivo – hanno edito da poco un opuscolo in bulgaro con questo titolo a Parigi nel 1980 per le edizioni "Nas Par" (La Nostra Strada), 107 pagine. Le poche informazioni pubblicate su questo tema non può che farci accogliere con piacere quest'opuscolo che deve essere edito in francese.

L'autore traccia in 9 pagine la storia del movimento, dividendola in sette periodi: "Precurori ed iniziatori; Il movimento rivoluzionario di liberazione di Macedonia; La creazione dei primi sindacati; Inizio della propaganda anarchica; Antimilitarismo guerriglia, terrorismo; Organizzazione del movimento anarchico del paese; Organizzazione anarchica sulla base di una piattaforma; periodo dopo l'instaurazione della dittatura bolscevica sino ai nostri giorni".

Vengono in seguito una serie di biografie con dei ritratti che da un punto di vista iconografico sono di una grande rarità, 47 pagine. Poi abbiamo una descrizione della stampa libertaria dal 1898 al 1980, con la riproduzione dei titoli, 23 pagine. Infine una breve evocazione delle edizioni di libri e opuscoli dal 1889 ai nostri giorni, 5 pagine. Infine, l'opera termina con 13 pagine che insistono più sul sindacalismo, il movimento di liberazione nazionale e rivoluzionario, l'azione cooperativistica, le attività culturali, pedagogiche e teatrali, il movimento non statale, la lotta contro la monarchia e la geurra, la guerriglia, e una parte intitolata: "Di fronte all'alternativa storica: il fascismo o la rivoluzione" divisi in una sezione generale poi "La lotta studentesca contro il professore Tsankov", "La rivoluzione spagnola" e "Insegnamenti per noi e gli altri". Quest'ultima parte sottolinea l'importanza dell'organizzazione del movimento anarchico ed il fatto che se la Bulgaria è il solo Paese dell'Est in cui l'anarchia non sia stato annientato, questo è dovuto agli stretti rapporti con il popolo. L'organizzazione anarchica per la rivoluzione sociale è "estranea all'individualismo e all'irresponsabilità delle persone per cui le idee sono uno sport innocente ed un oggetto di agio intellettuale e estetico o di speculazione puramente filosofica. Speriamo che queste lezioni siano rafforzate dall'esperienza!".

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Monumento sovietico dedicato agli eventi del colpo di Stato del 1923.

Quest'opuscolo è edito da membri dell'UAB che rappresenta il ramo in esilio della Federazione Anarchica Comunista della Bulgaria (FACB). Evidenziamo che come tutte le organizzazioni di esiliati, i rapporti esilio-compagni dell'interno sono molto difficili e che con il tempo dei punti di vista diversi possono formarsi su alcune questioni. Per di più in esilio anche, delle pubblicazioni diverse nascono che, pur essendo libertarie, affrontano degli aspetti distinti della propaganda: così "Nas Pat" (La Nostra Strada") si vuole più dottrinaria e "Itzok" (in bulgaro) affronta varie tematiche.

È d'altronde un peccato che un'organizzazione non dica quasi nulla sulla sua attività contro il regime marxista-leninista dal 1944, a parte l'aiuto agli internati anarchici all'inizio del regime, un congresso clandestino  nell'agosto del 1946 con 50 delegati rappresentante circa 400 gruppi. Si cercherebbe invano una visione precisa del numero di compagni di questa o quell'epoca o nei sindacati libertari o i cooperativi. Tranne il numero dei volontari in Spagna, le cifre mancano. Non possiamo che rammaricarci anche nelle biografie l'assenza di alcuni compagni come Stefan Manov, Bogdan Stefanov, Miliou Ivanov sui quali torneremo attraverso una procedura "dialettica" [2].

Nessuno è più qualificato di un marxista bulgaro per giudicare del pericolo dell'anarchismo bulgaro. Lo studio datato di Dontcho Daskalov pubblicato a scopo di propaganda antianarchica contiene tuttavia un materiale interessante. Si tratta di L’anarchisme en Bulgarie et la lutte du parti contre lui [L'anarchismo in Bulgaria e la lotta del partito contro di esso], scritto in lingua bulgara, (Sofia, Partizdat, 1973, 224 pagine, tiratura di 1.300 copie (ufficialmente, ma il libro è stato ritirato dalla vendita dopo pochi giorni) [3].

Vassil-Ikonomov.jpgIl primo capitolo riprende la posizione marxista-leninista sull'anarchismo per 69 pagine. Il secondo afrronta l'anarchismo bulgaro come una creazione degli anarchici stranieri per lottare contro la rivoluzione russa del 1917. Questa procedura è non soltanto debole storicamente ma falsa da un punto di vista marxista poiché già nel 1906 il futuro fondatore del PC bulgaro, Dimitar Blagoev si lamenta della visione proudhoniana ed utopista del fondatore spirituale dello Stato bulgaro, Khristo Botev [4]. Malgrado la debolezza storica di partenza, questo capitolo di 138 pagine dà delle informazioni interessanti: il congresso anarchico di Yambol nel marzo del 1923 radunò 104 delegati di 89 organizzazioni (attaccato dall'esercito che uccise 26 compagni); secondo la polizia verso il 1924 vi erano 848 militanti anarchici e 2500 simpatizzanti (si era in piena repressione ed attività di guerriglia).

L'autore riporta anche una citazione di Tsola Drogoytcheva, una specie di Maurice Thorez bulgaro: "Nella nostra regione, i partigiani anarchici agiscono sulla montagna di Koprivtchitsa. E la verità obbliga a riconoscere che essi agiscono con un coraggio folle, infliggendo al nemico dei colpi dolorosi, dipo i quali essi spariscono velocemente e nessuna battuta del nemico era in grado di ritrovare le loro tracce, raggiungerli e distruggerli. Le due dirigenti di questo gruppo illegale, Vassil Ikonomov e Vassil l'eroe, sono diventati quesi leggendari per la lloro intrepidezza nella lotta e per il sangue freddo di fronte alla morte".

Il secondo capitolo di 44 pagine tratta del periodo 1925-1944 ed evidenzia un rinnovamento dell'anarchismo a livello della propaganda che culmina negli anni dal 1931 al 1934 grazie ad una liberalizzazione che coinvolse l'intera sinistra, con la pubblicazione  di 60 titoli anarchici e diverse riviste. Si nota uno sviluppo dell'anarco-sindacalismo come conseguenza del rinnovamento della CNT in Spagna a partire dal 1930. Ma esistono due posizioni: una propaganda con la sinistra compresi i comunisti- atteggiamento che si manifesta già durante la guerriglia degli anni 1923-25- ed all'opposto una tendenza che esclude questo riavvicinamento. In quanto agli anarco-comunisti, essi sono criticati dai sindacalisti delle due tendenze perché troppo intellettuali.

Bisogna riferirsi all'articolo di P. Svobodin pubblicato in spagnolo durante la guerra di Spagna per avere una visione chiara [5]. Tra l'altro, Svobodin indica che durante gli anni tra il 1920 ed 1923, il settimanale  "Rabotnitcheska Missal" (Il Pensiero dei Lavoratori) aveva una tiratura di 12.000 copie e la rivista teorica mensile "Svobodno Obchtestvo" (Società Libera) aveva 4500 abbonati. Nel settembre del 1933, il 7, 8, e 9, la Federazione Anarco-Comunista Bulgara (FACB) fu creata con 5 regionali e dei raggruppamenti contadini, delle cooperative di produzione e di consumo, delle comunità libertarie, delle organizzazioni culturali... Come si può constatare, l'"intellettualismo" secondo il comunista Daskalov degli anarco-comunisti è da sfumare.

Gli anni compresi tra il 1936-1939 furono centrati sull aguerra di Spagna, motore della propaganda degli anarchici e dei comunisti, e riflette delle polemiche tra la tattica libertaria e la tattica autoritaria. Il PC bulgaro inviò, più esattamente obbligò, una parte dei suoi quadri emigrati in Francia a Partecipare alla guerra nelle Brigate Internazionali e dei "tecnici" bulgari formati da alcuni anni alla lotta armata in URSS furono inviati laggiù, come sovietici. La Spagna stava per diventare un punto scottante della lotta tra anarchici e marxisti in Bulgaria nel 1944.

Nel 1939-1940, un certo numero di compagni, tra cui alcuni ritornati dalla Spagna, proposero ad un congresso clandestino soprattutto di lanciare dei partigiani contro il governo filo nazista. Non furono seguiti [6]. E nel 1941, i comunisti presero l'iniziativa della guerriglia con la rottura del Patto Hitler-Stalin. Per Daskalov, gli anarchici furono isolati durante gli anni 1941-1944, tranne durante la partecipazione di una cinquantina di compagni (secondo i numeri di Daskalov). Non si trovano che poche cose in Balkanski su questo periodo.

Per il periodo 1944-1953, possiamo appoggiarci su Daskalov che gli dedica il suo quarto ed ultimo capitolo, 23 pagine, completate con le informazioni pubblicate in Francia dagli emigrati. In tutta semplicità il capitolo in qustione si intitola "L'opposizione anarchica dopo il 9 settembre e la sua liquidazione".

Secondo l'autore, gli anarchici, benché poco numerosi, avevano dei "gruppi molto attivi" che diffondevano propaganda libertaria, libri, volantini contro il regime, contro il terrore nella Spagna franchista, per la libertà di stamp. Essi non accettavano assolutamente lo Stato proletario. Difendevano il terzo fronte contro la borghesia ed il partito comunista. Nel febbraio del 1946, un membro del Comitato Centrale, Dimitar Ganev dichiara che bisogna limitare gli anarchici, "svelare la loro miseria ideologica... perché non vi sono teorie più rivoluzionarie del marxismo-leninismo" Nelle città enei villaggi in cui gli anarchici sono radicati, vengono organizzate delle riunioni pubbliche. Come a Dupnitsa (secondo Stanke Dimitrov) a Pavel Bania, a Sofia, a Kilifarevo "e altrove". A questo proposito, Daskalov sottolinea che a Pavel Bania l'organizzatore della riunione aveva partecipato alla guerra di Spagna e che "per replicargli gli anarchici avevano chiamato da Sofia uno dei libertari più noti, originario di questo villaggio". Possiamo aggiungere che era Ivan Ivanov Radtchev  che il marxista non era altri che un ex ufficiale sovietico e importante membro del regime Ruben Levi, che rifece la sua conferenza diverse volte e che si ritrovò con lo stesso incarico nel maggio 1937, le collettivizzazioni, ecc...

Durante i primi sei mesi del 1947, vista l'intensificazione della propaganda anarchica contro lo Stato comunista e gli appelli all'"azione diretta", il governo "prese delle misure sociali contro di essa. A sofia, Doupnitsa, Sliven, Nova Zagora ed altrove ebbero luogo arresti di anarchici". Gli anarchici liberi, lanciano gli slogan "alla lotta arditamente", "appello contro il nemico", "contro le atrocità dei padroni e dei sostenitori dello Stato sulle spalle dei lavoratori". Allora il Comitato Centarle del PC decide di liquidare l'opposizione borghese e gli anarchici "i più noti e di spedirli nei campi di rieducazione" (trudovoizpravitelni lagueri); altri emigrano. Infatti, gli anarchici ottenevano dei risultati. Alla fine del 1947 e del 1948, si ha conoscenza di due scioperi nell'industria del tabacco, a Plovdiv e a Hascovo. Nel caso dello sciopero di Plovdiv, gli anarchici non vi hanno partecipato particolarmente ma essi erano presenti. Lo sciopero fu vittorioso ed il capo della Polizia lo attribuì nel suo rapporto agli anarchici. Ad Hascovo, lo sciopero fu nettamente influenzato dagli anarchici [7].

Nel 1953, Daskalov menziona un gruppo di partigiani paracadutati dalla CIA nella regione di Pavel Bania, provincia di Kazanlak, con una radio-trasmottente che emette per alcuni mesi. Possiamo aggiungere che quest'azione consisteva a servirsi del materiale e del potenziale della CIA per la propaganda anarchica. Del resto, non appena gli americani capirono che non potevano manovrare i partigiani, non fornirono loro più nessun aiuto. Questi compagni erano tre: Bogdan Stefanov, Miliou Ivanov ed un altro fecero per sei mesi la loro azione anarchica da settembre a marzo 1954 quando un'offensiva dell'esercito li obbligò a fuggire. I primi due si sacrificarono affinché il terzo e la sua fidanzata sfuggissero all'accerchiamento, poi attarverso alcune conoscenze, essi riuscirono  a passare la frontiera, il che comportò molti arresti. Quest'attività divise l'emigrazione ma oggi essa resta ancora nella memoria come esempio di lotta armata contro il regime, per la libera organizzazione delle masse.
Nel 1956, il 5 novembre per la precisione, cioè nel momento del secondo intervento russo in Ungheria, la polizia opera degli arresti di massa, soprattutto negli ambienti anarchici, per prevenire ogni contagio [8]. Infine, nel 1962, Daskalov cita un gruppo nella provincia di Stara Zagora, formato da un anarchico liberato recentemente dalla prigione. "Egli riuscì ad influenzare 7 persone della città e 6 altri di un villaggio vicino, dei vecchi anarchici, degli oppositori, dei giovani vittime di abusi. Essi diedero un programma "di unione" che aveva come compito quello di unire "tutti gli anticomunisti" nella lotta contro lo Stato con tutti i mezzi". Il gruppo si munì di armi, fucili , pistole, bombe e ciclostili. Essi tentarono di entrare in contatto con gli anarchici di Hascovo e Velingrad" Non sappiamo sino a qual punto  questi fatti siano autentici, ma un dettaglio è sfuggito a Daskalov: la forza dell'influenza di un anarchico, anche dopo l'imprigionamento, anche solo... Siamo a conoscenza di un documento che data allo stesso anno  che mostra anche che l'influenza anarchica è sempre vivace a questa data: si tratta della scheda di polizia dell'anarchico Alexandre Metodiev Nakov. A quest'epoca si unì con alcuni anarchici della sua regione e approfitta delle sue vacanze per fare un giro in Bulgaria con il treno il che gli permette di incontrare altri anarchici: a Sandantski, a Debeletz, a Kneja, a Kolovgrad e a Varna dove incontra "tre anarchici attivi". Il suo gruppo comprendeva sette persone [9]. 

Nel 1967, la Sicurezza dello Stato scopre un gruppo cospirativo. L'anarchico Taniou Ivanov Garnev fa parte di questo gruppo ed è condannato a 15 anni di carcere [10]. Nel novembre del 1969, sette studenti sono arrestati per attività antisocialista e distribuzione di volantini. Uno di loro, Germinal Tchivikov, figlio di un militante anarchico, possedeva il libro di Gaby e Dany Cohn-Bendit "Le gauchisme, remède à la maladie sénile du communisme" [L'estremismo, rimedio alla malattia senile del comunismo]. Essi vengono condannati a pene pesanti e Christo Kolev Jordanov, un vecchio militante libertario molto noto, è in questa stessa occasione anch'egli coinvolto [11]. Nel dicembre 1974, abbiamo trasmesso l'informazione sull'arresto di numerosi anarchici, tra cui Christo Kolev Jordanov e Alexandre Metodiev Nakov già citati, a Kustendil, Pernik, Stanke Dimitrov, Sofia, Stara Zagora, Hascovo, Plovdiv, Varna e in villaggi ed il sequestro di opuscoli editi trenta e quarant'anni prima. Venticinque compagni erano stati interrogati e sei compagni furono condannati a cinque anni di deportazione sotto stretta sorveglianza. Altri furono obbligati di compilare delle dichiarazioni in cui si impegnavano a non fare propaganda anarchica [12]. 

Nel 1978, un compagno spiegava in una lettera: "dopo ogni arresto ognuno è sottoposto alle stesse domande stereotipe: "Siete anarchico? Chi sono gli anarchici della vostra città, provincia e regione in generale? Quali sono secondo voi le condizioni favorevoli allo svilupoo dell'anarchismo in Bulgaria? Cosa pensate della distensione? Quale tipo di contatto avete con gli stranieri? [13]. Nel 1979, una settimana prima di un aumento dei prezzi, una trentina di anarchici sono arrestati poi liberati dopo dieci giorni di detenzione. Il potere ha sempre paura degli anarchici, anche se ciò ci fa presumere la loro influenza presente [14].

Non è ragionevole parlare della situazione attuale ma constatiamo che il movimento anarchico bulgaro ha delle solide radici di lotta contro l'oppressione fascista e lo Stato marxista-leninista. Ed è un movimento che ha conosciuto degli episodi che meritano di essere conosciuti dai compagni degli altri paesi.

Dimitrov

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 


NOTE


[1] Vedere anche Iztok in bulgaro.

[2] Si può consultare questo libro alla Bibliothèque de Documentation Internationale Contemporaine di Nanterre.

[3] Vedere la riproduzione di un testo inedito di Christo Kakaktchiev "Dimitar Blagoev et le parti des socialistes étroits", Sofia, 1979 in bulgaro.

[4] "Timon" di Barcellona, n°5, novembre 1938.

[5] Testimonianza orale di Stefan Manov.

[6] "Il movimento libertario bulgaro" [Le mouvement libertaire bulgare] di G. Balkansli, conferenza dattilografata disponibile al CIRA di Ginevra, 1958.

[7] "Le Monde Libertaire", febbraio 1957.

[8] Bollettino della CRIFA n° 28, febbraio 1980.

[9] Volantino stampato in Francia nel 1979 in occasione di un processo di diritto comune intentatogli nel 1977.

[10] Vedere la biografia di Jordanov nell'opuscolo "La repressione in Bulgaria" [La répression en Bulgarie] di Kiril Yanatchkov.

[11] Volantino di informazione stampato in Francia su questo caso.

[12] "Industrial Defense Bulletin" del sindacato degli IWW di Toronto, 1978.

[13] Bollettino della CRIFA n° 29 Marzo-Aprile.

 

LINK al post originale:

Histoire du mouvement anarchique en Bulgarie

 

LINK ad un saggio tradotto tratto dalla rivista Itzok:

Resistenze anarchiche in URSS negli anni 20 e 30, da: "Iztok" n° 1

 


LINK in lingua italiana pertinenti all'argomento:

Breve storia del movimento anarchico bulgaro

Orientamento di massa dei comunisti anarchici bulgari

Piattaforma della Federazione dei comunisti anarchici della Bulgaria

Biografia di Georgi Sheitanov

Biografia di Georgi Balkanski

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Published by Ario Libert - in Movimenti libertari
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