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14 agosto 2010 6 14 /08 /agosto /2010 06:00

 

Il doppio destino dei Mühsam


 

Alla domanda di uno dei suoi carnefici nazisti: "Quanto tempo avete ancora intenzione di trascinarvi su questa terra?", il poeta anarchico Erich Mühsam diede un sonoro: "Ancora molto a lungo". Era il suo modo di sfidare la lordura che l'umiliava da quindici mesi. Era senz'altro anche un modo di voler ignorare che la sua sorte non gli apparteneva più. Il 10 luglio 1934, infatti, lo si ritrovo appeso nelle latrine del campo di concentramento di Oranienburg. Un mese più tardi, la sua compagna scriveva: "La corda era appesa in modo tale che Erich, maldestro com'era, non avrebbe mai potuto arrampicarvisi. Il suo viso era del tutto disteso e bello, le sue mani non erano affatto contratte, ma ben lisce. Si suppone che Erich fu cloroformizzato, avvelenato da un'iniezione ed impiccato [...] [1]. Per chi si interessa al doppio destino dei Mühsam, l’edizione francese delle lettere di Kreszentia ["Zenzl" o "Zensl"] Mühsam (1884-1962) fa evidentemente epoca. Tradotte dal tedesco e meticolosamente annotate da Suzanne Faisan e Elke Albrecht, esse costituiscono il capolavoro di questa raccolta che completano due studi su Zenzl Mühsam – uno di Uschi Otten, l’altro di Reinhard Müller –, una cronologia della sua vita, quattro foto fuori testo e cinque articoli di Erich Mühsam, tratti da Fanal.

Muhsam,Le lettere di Zenzl coprono tre periodi della sua esistenza. La prima- 1918-1920- coincide, in parte, con la prima incarcerazione di Erich Mühsam [2]. Le lettere che che lei gli scrisse sono generalmente provviste di indirizzo. Il secondo periodo, 1933-1938- si apre sull'internamento, poi l'assassinio, di Mühsam a Oranienburg e si chiude con l'arresto di Zenzl a Mosca. Le lettere di quest'epoca- spedite da Praga, dove si è rifuggiata, poi, più raramente da Mosca, dove ha accettato di recarsi- sono destinate ai compagni ed alla famiglia di Mühsam. Il terzo periodo, 1949-1959- recupera l'ultima parte della sua vita, dalla sua liberazione al suo soggiorno a Berlino Est. Le rare lettere che scrive a qualche conoscenza e a dei membri della famiglia del suo compagno hanno una trama comune: il ricordo della sua incessante lotta per il diritto di disporre di nuovo dei manoscritti di Mühsam, trattenuti a Mosca.

Muhsam StolpersteinCome evidenzia Gérard Roche nell'introduzione all'opera, queste lettere, piene di talento, descrivono, con una rara precisione ed una vera ricchezza di dettagli, tutte le tappe di un inverosimile destino. Quello di prima della catastrofe, in cui l'epistoliera coltiva il suo amore per il suo "molto caro Erich" incitandolo, giorno dopo giorno, a non cedere allo scoraggiamento, a non lasciare il suo cuore inaridirsi, a continuare a scrivere per il popolo, ma anche per lei. Belle le pagine in cui Zenzl parla degli amici fedeli, evoca la memoria di Gustav Landauer, racconta questo mondo dell'esterno in cui gli "uomini senza coscienza" hanno oramai ripreso il sopravvento ed in cui i "cavalieri della croce uncinata" si scatenano nelle loro prime imprese. Nel vuoto delle parole, nel fracasso dei giorni, è tutto un universo che punta, con il suo carico di dolori quotidiani, ma anche la sua consegna di speranze e di illusioni- a proposito di quei bolscevichi remoti, soprattutto, che avrebbero fatto di San Pietroburgo "la sola città senza polizia ed in cui gli uomini sono buoni" [3]. Un anno più tardi, scriverà al "compagno Lenin" per domandargli di autorizzare Mühsam ad andare in Russia e permettere così la sua liberazione, Senza risposta, sembra.

fanalDei quasi dieci anni di vita comune berlinese che seguiranno, restano alcune testimonianze. Una di esse, proviene dal poeta danese Martin Andersen Nexø, amico della coppia, restituisce perfettamente la complementarietà di questi due esseri: "Erich e Zenzl nidificavano nella Georgenstraß, nella parte alta della casa sotto il cielo, come due uccelli liberi [...]. Visti dall'esterno, non potevano essere più diversi l'una dall'altra: lei, da cima in fondo sinonimo di campagna e di libertà; lui, di grande città con il suo estetismo e la sua montagna di libri. E tuttavia andavano insieme, erano un raro esempio di cameratismo" [4].

L'assassinio Mühsam scaraventerà letteralmente la sua compagna nell'occhio del ciclone. Sapendosi minacciata dalla Gestapo, attraversa clandestinamente la frontiera, il 16 luglio del 1934, per rifugiarsi a Praga. Preventivamente aveva affidato  i manoscritti di Mühsam a Ernst Simmerling, un amico fidato. Essi giungeranno, senza problemi, a Praga, nascosti nella valigia diplomatica dell'addetto stampa Camille Hoffmann. Da Praga, Zenzl si lancia in una campagna internazionale di denuncia pubblica delle persecuzioni naziste, ma la sua azione non giunge a buon fine per l'intervento vigile delle autorità locali e per lo stato di forte divisione interna della comunità in esilio praghese.

Confrontata a seri problemi finanziari, Zenzl – che Mühsam ha nominato intestataria legale universale della sua opera- interviene presso degli anarchici che l'aiutano a pubblicare le sue opere postume. L'estrema debolezza finanziaria del movimento libertario gli impedisce di lanciarsi in una tale impresa. Da parte loro, i comunisti fanno sapere a Zenzl che i manoscritti di Mühsam sarebbero più al sicuro a Mosca che a Praga, dove si annidano degli agenti della Gestapo. Confrontata con poste politiche che la superano enormemente, Zenzl rimprovera agli anarchici di non curarsi della memoria del loro compagno di lotta ed ai comunisti di volerne appropriarsene.

Ruth-Oesterreich.jpgÈ allora che Mosca entra apertamente nel gioco attraverso la mediazione di Elena Stassova, vecchia segretaria di Lenin e dirigente del Soccorso rosso sovietico (MPOR). Zenzl, che ha conosciuto Stassova nel 1921, a Berlino, al congresso internazionale del Soccorso rosso, la considera persona grata. Malgrado gli avvertimenti di  Emma Goldman – "Sono sicura che non si cerca che ad utilizzarvi, te e la memoria di Erich » [5] –, decide di accettare la sua offerta di recarsi in Russia, ma senza i manoscritti di Mühsam, che lei affida a Ruth Österreich. Sapendo che gli anarchici l'accusano di tradimento, scrive a Rudolf Rocker e a Milly Witkop: "Sento questi mostri gridare: ha venduto Erich alla Russia! E, per essere ora del tutto onesta, dirò: questo primo anno dopo la morte di Erich, da quando sono vedova [...], a prate te, Rudolf, così come Milly e Emma Goldman, nessuno dei compagni vicino a Erich si è seriamente occupato di me, di sapere se stavo per crepare o impiccarmi!" [6]. Nel frattempo, il MPOR, che si occupa di lei, si è fatto carico dell'edizione dell'opuscolo di Zenzl, La Vie Douloureuse d’Erich Mühsam [La dolorosa vita di Erich Mühsam], prefatta da Werner Hirsch, vecchio compagno di detenzione di Mühsam e membro influente del KPD. L'8 agosto 1935, Zenzl arriva a Mosca accompagnato da suo nipote, Peps, allora dell'età di 17 anni. La trappola staliniana è sul punto di chiudersi.

A detta di Uschi Otten, il vivo interesse che i dirigenti russi portavano a questi manoscritti si spiega sia con la paura che le note lasciate da Mühsam comportino dei "dettagli esplosivi" sulle manovre dell'apparato comunista durante la Repubblica dei  consigli di Monaco e con l'evidente utilità che poteva avere, nel periodo delle "purghe", l'abbondante corrispondenza di Mühsam. Sei mesi dopo il suo arrivo a Mosca, Zenzl accede alla richiesta della Stassova di rimpatriare i manoscritti tanto ambiti. Dall'aprile del 1936, è accusata di partecipazione ad un "complotto trotskista". Liberata sei mesi dopo, firma, l'anno seguente, con l'Istituto Gorki, un contratto di vendita dei manoscritti di Mühsam contro una pensione di 500 rubli e la promessa dei diritti d'autore.

Guard-tower-from-a-lager-mordovian.jpgNel 1938, una domanda di visto per gli Stati Uniti, le viene rifiutata e, in novembre, è di nuovo arrestata. Condannata a otto anni di "rieducazione attraverso il lavoro" per "partecipazione ad un'organizzazione controrivoluzionaria", Zenzl è inviata al campo n° 5 (Potma, Repubblica di Mordovia). Dopo aver rischiato la sorte di Margarete Buber-Neumann, consegnata a Hitler dal suo alleato Stalin [7], raggiunge il campo n° 3 (Yavas, Repubblica di Mordavia). Liberata nel novembre del 1946, è di nuovo arrestata tre anni dopo. Accusata di trotskismo, si vede relegata nel distretto di Novossibirsk. L'indomani della morte di Stalin, riceve infine l'autorizzazione di trasferirsi nella Repubblica democratica tedesca. Venti anni sono così trascorsi- di cui dieci in deportazione- da quando ha ceduto alle promesse della Stassova. In quanto ai manoscritti di Mühsam, non daranno luogo ad alcuna pubblicazione, ma servirono, effettivamente, ad istruire alcuni processi per stregoneria contro i dissidenti del momento. Su questo aspetto della questione, si leggerà con profitto l'eccellente contributo di Reinhard Müller, "Zenzl Mühsam e l’inquisizione staliniana".

Margarete-Buber-Neumann.jpgPrima dell'apparizione di quest'indispensabile opera, si disponevano di poche informazioni su Zenzl Mühsam: un articolo di Victor Serge, publicato nel febbraio 1939, in Clé,bollettino della Fédération internationale de l’art révolutionnaire indépendant (FIARI), la testimonianza - già citata- di Margarete Buber-Neumann, un articolo della stessa- Âmes mortes au XXe siècle [Anime morte nel XX secolo], publicato in Le Libertaire del 10 giugno 1949 – e l'opuscolo che gli dedicò, nel 1949, Rudolf Rocker [8].

Delle sei lettere spedite da Berlino Est, tra dicembre 1955 e luglio 1959, nessuna è indirizzata a dei compagni di idee di Erich Mühsam. Nemmeno a Rocker che, sino alla fine, difese Zenzl contro i suoi dettrattori. Non si sa se si deve vedervi l'espressione di un disconoscimento definitivo dagli anarchici o una semplice misura di prudenza da parte di Zenzl. Fatto sta che i suoi ultimi anni di vita furono interamente dedicati a convincere le autorità della RDT ad ottenere una copia dei manoscritti di Mühsam e a darsi da fare per una loro pubblicazione. Il 21 luglio 1956, l'Istituto Gorki di Mosca consegnò all'Accademia delle belle arti di Berlino Est 94.000 microfilm. Malgrado le ripetute procedure di Zenzl, nessuna antologia di Mühsam apparirà mai nella RDT. La sola concessione che le farà la polizia tedesco orientale del pensiero sarà di pubblicare, nel 1958, una raccolta molto ristretta delle sue poesie, abilmente filtrate da ogni connotazione anarchica.

All'indomani del decesso di Zenzl- l'8 marzo 1962-, la compagna Stassova ricevette una lettera da Ulrich Dietzel, rappresentante dell'Accademia delle belle arti, in cui si poteva leggere: "Mi avete chiesto molti anni fa di vegliare affinché nessun rappresentante di organizzazioni nemiche utilizzasse il nome della compagna Zenzl Mühsam, un po' estranea alla politica, per arrecare danni alla classe operaia. Posso, oggi, annunciarvi che questo compito è stato compiuto con successo".

Muhsam, Erich und Zenzl

 

Victor Keiner

 
  
 
 
 
[Traduzione di Ario Libert]

 

 


Recensione di: Une vie de révolte. Lettres 1918-1959, seguito da "Être à la hauteur des jours qui viennent", di Ushi Otten e da "Zenzl Mühsam et l’inquisition stalinienne", di Reinhard Müller, e completato c on cinque articoli di Erich Mühsam. Tradotto dal tedesco da Suzanne Faisan e Elke Albrecht, presentazione di Gérard Roche. Baye, La Digitale, 2008, 250 pp.

 

[1] Lettera a Rudolf Rocker e Milly Witkop del 21 agosto 1934, p. 76.

 [2] Il 19 luglio 1919, Erich Mühsam, giornalista e scrittore anarchico, fu condannato a quindici anni di fortezza per la sua partecipazione agli avvenimenti rivoluzionari- noti con il nome di Repubblica dei consigli- accaduti a Monaco tra il 7 novembre 1918 ed il 13 aprile 1919. Sarà aministiato nel 1924. Di Mühsam, si può leggere La République des conseils de Bavière. La Société libérée de l’État, Quimperlé-Paris, La Digitale-Spartacus, 1999, 192 pp.

[3] Lettera del 26 marzo 1920, p. 55.

[4] Testimonianza citata da Uschi Otten, in " Être à la hauteur des jours qui viennent", p. 128.

[5] Citato da Uschi Otten, ibid, p. 134.

[6] Lettera a Rudolf Rocker e Milly Witkop del 1-8-1935, pp. 96-97.

[7] Leggere a proposito, l'indispensabile testimonianza di Margarete Buber-Neumann, Déportée en Sibérie. Prisonnière de Staline et de Hitler, Paris, Points-Seuil, 2004, 350 pp; [Tr. it.: Prigioniera di Stalin e di Hitler, Il Mulino, Bologna, 1994, 422 pp].

 [8] Rudolf Rocker, Der Leidensweg von Zensl Mühsam,Francfort/Main, Die Freie Gesellschaft, 1949, 32 pp. Esistono delle traduzioni in spagnolo, svedese ed italiano di questo opuscolo. Inoltre, la sorte di Zenzl Mühsam è ricordata da Charles Jacquier in La Nouvelle Alternative, n° 38, juin 1995 – "Une lettre de Jean-Paul Samson à Romain Rolland" – e in Agone, n° 25, 2001– "Errance mortelle des militants antifascistes en URSS".

LINK al post originale:

La double destinée des Mühsam

 

LINK pertinenti:

OLT, Erich Mühsam

Erich Mühsam

Dov'è il Ziegelbrenner?

Marut/Traven: l’uomo ombra era un uomo di luce

 

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Published by Ario Libert - in Profili libertari
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