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3 aprile 2011 7 03 /04 /aprile /2011 06:00


Jaroslav Hašek

 

Hasek.jpg

 

di  Jean-Claude Polet

 

 

einaudi.jpegIl romanzo umoristico di Jaroslav Hašek Le avventure del buon soldato Chveïk al tempo della Grande Guerra è una delle opere più lette e tradotte della letteratura ceca. Riportò presso i lettori un successo immediato, ma il mondo accademico l'ha a lungo considerato come un'opera marginale, di un livello letterario basso e contrario alla morale. Cento anni dopo la nascita dell'autore, diventa chiaro che si tratta di un'opera che comprende diversi livelli semantici e che il suo significato, sia morale sia sul piano del pensiero, è universale.

hasek-1-edizione--1926.jpgAd un primo approccio, il romanzo si presenta come una satira che descrive in modo popolare l'affondamento dell'esercito austro-ungherese. L'idea geniale di fare di un idiota il personaggio di un romanzo di guerra fu sviluppata dall'autore in un'avventura picaresca, assurda e potenzialmente infinita il cui eroe principale è idiozia in quanto spiritus agens delle istituzioni sociali, come categoria ontologica e come problema filosofico. Per il suo antimilitarismo radicale, Hašek può essere accostato allo scrittore austriaco Karl Krauss ed il suo Gli ultimi giorni dell'umanità.

le-brave-soldat-schweik-joseph-lada.jpgCon la stessa lucidità, egli discerne l'assurdità grottesca ed atroce del meccanismo della guerra e la mostruosa ipocrisia della retorica bellica, giornalistica e clericale. La visione di Hašek non è tuttavia intellettuale, ma ricorderebbe piuttosto lo stile rude di Alfred Jarry. Il suo humour sorge da situazioni tipiche della vita del soldato e del guerriero e provoca una risata che contiene l'orrore: Le avventure del buon soldato Chveïk  meritano anche il titolo di opera più radicalmente antimilitarista ed anti-ideologica dell'epoca moderna.

34 6Il secolo intero impresse il suo segno sulla breve vita di Hašek. Nacque a Praga nella famiglia di un istitutore religioso fervente ed alcolista. Dopo la morte di suo padre, compì i suoi studi all'Accademia commerciale ed inaugura la sua carriera diventando impiegato di banca; ma ben presto l'abbandonò per una vita errante e da bohémien, viaggia in Austria-Ungheria ed all'estero; sin dal 1904, è redattore di un periodo anarchico, e la sua carriera artistica inizia con delle parodie di poesie liriche e di scenette di cabaret scritte in collaborazione e nelle quali recita egli stesso, spesso in ruoli di donna; diventa famoso quando fonda un partito patafisico chiamato “del progresso moderato nei limiti della legge”, e di cui guida in forma parodistica la campagna elettorale.

hasek.jpgCollabora con numerosi giornali, che vanno da fogli politici al Mondo degli animali; si dedica a mistificazioni ingegnose ed a scandali truculenti. Si lega ad amicizia con dei vagabondi e degli intellettuali: Lo scrittore František Langer, l'illustratore di Il buon soldato  Chveïk  Josef Lada e l'attore Emil Artur Longen ed i suoi compagni prenderanno la penna per apportare la loro testimonianza su di lui. Ma, benché sia già in vita diventato una leggenda della società praghese, la sua vita è piena di misteri e di miti. Come autore, Hašek matura non soltanto collaborando con dei periodici di cui riempie alcune pagine, ma anche raccontando delle storie nelle birrerie praghesi. Fonda anche nella letteratura ceca moderna il genere della tradizione orale, continuata in seguito ad esempio da Bohumil Hrabal. Hašek pubblicherà più di mille racconti e storie brevi romanzate con un centinaio di pseudonimi, come “Uno dei Maccabei” o “Benjamin Francklin”.

Hasek_jaroslav1915.jpgNel 1915, Hašek si arruola come volontario nell'Esercito imperiale e reale austro-ungarico; dopo alcuni mesi si fa fare prigioniero sul fronte della Galizia e, al campo di prigionia, si arruola nell'esercito cecoslovacco di Masarik dove lavora di nuovo come giornalista. Diverse volte, cambia le sue posizioni politiche, abbracciando anche delle idee radicalmente contraddittorie, passando da ammiratore a legionario della futura repubblica cecoslovacca, dopo di che, nel 1918, diserta la legione e raggiunge Mosca in condizioni mai interamente rivelate, aderisce al partito bolscevico ed è spedito come commissario rosso in Siberia.

Hasek_jaroslav1920.jpgNel 1921, ritorna a Praga con il compito rivoluzionario di organizzare di organizzare un movimento operaio in Boemia: per fortuna, preferisce tornare alla sua missione letteraria. Comincia a scrivere Le avventure del buon soldato  Chveïk  a puntate nel 1921; con un amico, fa stampare a sue spese il romanzo sotto forma di opuscoli che essi stessi vendono nelle birrerie, poi firma un contratto per terminare il romanzo e si ritira a Lipnice, ai confini della Boemia e della Moravia, dove, sino agli ultimi giorni della sua vita, si dedica di volta in volta alle bevute della birreria ed alla dettatura del “buon soldato”, che porta sino al termine della quarta parte (rimasta incompiuta).

good-soldier-svejk.jpgL'originalità del romanzo è evidente anche se è rimasto incompiuto (il giornalista Karel Vanek ha cercato senza successo di completare la parte in cui Sc'vèik è prigioniero in Russia). Chveïk è uno dei rari personaggi della letteratura del XX secolo ad essere riuscito ad uscire dal libro e vivere una vita autonoma; ciò è accaduto a prezzo di una deviazione semantica o più semplicemente di un equivoco.

svejk.jpgChveïk, nella sua vita paraletteraria è diventato un eroe o piuttosto un antieroe eponimo, il tipo di un furbo sempliciotto che difende la sua pelle attraverso un'obbedienza servile ed una finta stupidità; in ceco ha dato vita all'espressione "fare lo Chveïk", cioè simulare la stupidità per trarne profitto. È vero il contrario: il buon soldato di Hašek si distingue per l'assenza dell'istinto di conservazione: non cerca alcun successo per sé e non ride mai, limitandosi ad un sorriso innocente e beato.

svejk2.jpgL'autore lo paragona ad un Buddha, un Cristo ed un alieno; la sua attività principale è l'attività verbale, essa poggia sulla produzione di una molteplicità di digressioni, di esempi di parabole, di saggezza popolare e piccolo borghese, di cronache nere e di storielline che si raccontano in birreria, il tutto in quantità inesauribili. I discorsi irresistibili di Chveïk mancano di ogni scala di valore, ma producono un effetto pratico: Chveïk paralizza l'azione, provoca l'accanimento e la disperazione degli ufficiali, fa fallire dei piani di guerra. Chveïk è il discendente dei famosi sciocchi letterari come semplicissimus di Grimmelshausen e, allo stesso tempo, un precursore dei lemuri di Beckett.

Sc-veik_bis.jpgIl primo a riconoscere il genio di Hašek fu Max Brod (1884-1968), scrittore praghese di lingua tedesca, amico di Kafka, che non esitò a situare Il buon soldato Chveïk  sullo stesso piano dell'opera di Rabelais o di Cervantes. Contribuì a farlo adattare al teatro in un allestimento di Erwin Piscator a Berlino nel 1928, da cui la fama di Chveïk si propagò nel mondo intero. L'attualizzazione di Chveïk nella Seconda Guerra mondiale realizzata da Bertolt Brecht, è, contrariamente alla concezione di  Hašek, segnata ideologicamente.

stamp.jpgLa scrittura inimitabile di  Hašek parte da un senso raffinato dell'assurdo, da una lingua dialettale colorita e da un gergo militare ceco misto di tedesco ed ungherese; l'azione inizia con l'attentato di Sarajevo e la dichiarazione di guerra, e in un movimento lento dai circoli viziosi e strane spirali, porta il buon soldato ed il suo battaglione verso il fronte russo. È stato detto che  Hašek è un antipodo abbastanza complesso e problematico di Franz Kafka: se il lato nascosto del mondo letterario di Kafka è il comico, quello della commedia di  Hašek è la tragedia.


Jaroslav_Hasek_-_pomnik_v_Lipnici_nad_Sazavou_-_detail.jpgIl personaggio del soldato idiota Chveïk compare nell'opera di  Hašek dal 1911; l'autore, cosciente della grandezza della sua idea, giunge a poco a poco al principio estetico fondato sull'indifferenza e la non differenziazione semantica e di valore. Il lettore non ride tanto per di     Chveïk quanto per la catastrofe semantica che la sua "stupidità" scatena. Il romanziere Frantisek Halas ha definito il romanzo di  Hašek come dadaista; lo scrittore Ivan Olbracht parlava di una stupidità geniale; Jirí Voskovec e Jan Werich, due autori-attori del teatro di avanguardia tra le due guerre parlano dell'idiozia metafisica di  Hašek. 

 

Jean-Claude Polet  

 

 

Tratto da: Auteurs européens du premier XXe siècle: De la drôle de paix à la drôle de guerre (1923-1939)

Éditions De Boeck Université, Bruxelles, 2002.

PP. 22-24. 

 


 

[Traduzione di Ario Libert]  


 

LINK all'opera originale:

 Jaroslav Hašek 

LINK pertinente:

Michal Mares, Jaroslav Hašek, Da: "Come conobbi Franz Kafka"

 

 

 

 

LINK a un video You Tube in lingua ceca trailer del film tratto dal romanzo:


LINK ad un video You Tube, prima puntata su undici del film tratto dal romanzo, sottotitoli in inglese:



  01 di 11.

 

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Published by Ario Libert - in Scrittori libertari
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commenti

boba 04/11/2011 18:55


bel sito e bel immagini


Ario Libert 04/16/2011 16:28



Grazie ancora,


tutto frutto di passione per le tematiche trattate e volontà di contaminare altri e soprattutto non sentirsi mai appagati.


Ario Libert.



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