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9 marzo 2010 2 09 /03 /marzo /2010 08:00
José Ester Borras e la "Rete di evasione Ponzan Vidal" 1913 - 1980
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José Ester Borras. La sua rete permise l'evasione di 1500 persone tra cui più di 700 aviatori alleati

José Ester Borras. è nato il 26 ottobre 1913 a Berga, provincia di Barcellona. Militante della  Federación Ibérica de Juventudes Libertarias, nel 1932 aderisce al sindacato dei tessili della Confederación Nacional del Trabajo (CNT) a Berga. Nel luglio del 1936 fa parte del Comitato rivoluzionario di Berga prima di arruolarsi nella colonna Tierra y Libertad. Combatte alternativamente sul fronte di Aragona, a Madrid ed in Catalogna. Nel maggio 1938 è arrestato insieme a Leal e Domingo dai comunisti che li accusano di aver ucciso un commissario della brigada. Rimane in carcere sino alla caduta del fronte.

Passato in Francia, milita immediatamente nella CNT in esilio nella regione di Tolosa. Durante l'occupazione nazista partecipa alla resistenza ed integra sin dalla sua costituzione nel luglio 194o il gruppo di evasione di Francisco
Ponzán Vidal. Questo gruppo composto unicamente da anarchici spagnoli è collegato alla rete internazionale Pat O'Leary, chiamato più tardi rete Pat-Françoise, dopo l'arresto di "Pat", il medico colonello belga Albert Guérisse.

Arrestato una prima volta a Tolosa il 30 aprile 1941, José Ester è internato al campo di Vernet da cui, alla richiesta di Francisco
Ponzán e grazie a Robert Terres ed a quelche complicità amministrativa, è liberato con dei falsi documenti. Partecipa con il gruppo all'evacuazione verso la Spagna di numerosi aviatori alleati e di membri della resistenza internazionale. Le sue attività nella resistenza gli valgono l'arresto da parte della Gestapo il 28 ottobre 1943 con la sua prima sposa Alfonsina, il suo patrigno Miguel Bueno Gil e suo cognato José Bueno Vela. Deportato al campo di concentramento di Mauthausen dove ha la matricola 64.553, fa parte del Comitato clandestino che prepara l'insurrezione e la liberazione del campo nel 1945. Sua moglie sopravviverà alla deportazione a Ravensbrück  così come suo cognato deportato anch'egli a Mauthausen. In quanto al suo patrigno, Miguel Bueno, è gasato come "irriducibile", il 18 agosto 1944, nel camion fantasma (una camera a gas mobile) diMauthausen. Al suo ritorno dalla deportazione José Ester è uno dei fondatori a Tolosa della Federation Española de Deportados e Internados Políticos (FEDIP) di cui sarà il segretario generale dal 1947 sino alla sua morte e che raggruppava tutte le tendenze politiche dell'esilio ad eccesione dei comunisti staliniani.

Durante la scissione del Movimento libertario spagnolo (MLE) in esilio, è, nel 1945, firmatario di una dichiarazione che riconosce il Comitato nazionale e letto durante il congresso svoltosi a Parigi in maggio. È alla stessa epoca segretario del gruppo CNT dell'Alto Llobregat e Cardoner in esilio, ma si dedica innanzitutto all'azione in favore dei vecchi deportati. È con la sua azione ostinata che quest'ultimi o le loro vedove otterranno una pensione dal governo tedesco. Nel 1947, José Ester è il principale istigatore della campagna in favore della liberazione dei marinai ed aviatori antifascisti spagnoli internati in URSS nel campo di Karaganda. Partecipa egualmente ai lavori della Comissione internazionale di inchiesta sull'universo concentrazionario animato da David Rousset.

Lavorando alla sezione spagnola dell'
Office de Protection des Réfugiés et Apatrides (OFPRA) [Ufficio di Protezione dei Rifugiati e Apatridi], José Ester vi partecipa per la risoluzione di numerosi casi riguardanti dei rifugiati e vecchi guerriglieri evasi clandestinamente dalla Spagna franchista. Interviene numerose volte per salvare dei militanti in Spagna o minacciati di estradizione dalla Francia in seguito alle loro azioni contro il regime franchista: è il caso in particolare del guerrigliero anarchico Marcelino Massana Bancells di cui impedirà l'estradione dalla Francia facendogli riconoscere dall'OFPRA la qualità di rifugiato politico. Allo stesso modo, attraverso la mediazione di Albert Guérisse, "Pat", che contatterà la regina Fabiola, otterrà la liberazione del suo amico Vicente Moriones Belzunegui, vecchio membro del gruppo di Francisco Ponzán che, al suo ritorno dalla deportazione, era clandestinamente partito in Spagna dove era diventato il rappresentante della CNT nel Paese Basco, poi era stato arrestato e condannato ad una pesante pena detentiva che scontava al Carcel Modelo di Madrid.

Sotto tenente delle
Forces Françaises Combattantes, Ufficiale dellaLégion d'Honneur e titolare di molte decorazioni (francesi, inglesi, americane), tra cui la King's Medal of Freedom per la sua azione nella resistenza, José Ester riceverà nel 1972 un vibrante omaggio a Tolosa da parte dei suoi compagni della FEDIP.

Partecipa a tutti i congressi della FEDIP e collabora regolarmente in diversi momenti del suo organo Hispania. Nel 1974, lascia Parigi e si installa con la sua compagna Odette nel Gard. Muore all'ospedale di Alès i 13 aprile 1980 ed è cremato a Marsiglia. I documenti pesonali di José Ester sono stati depositati nel 2.000 all'IISG [Istituto di Storia Sociale di Amsterdam] dove, nel 1998, una parte degli archivi riguardanti la campagna della FEDIP in favore degli imprigionati di Karaganda era già stata depositata.

Istituto di Storia Sociale di Amsterdam

Fonti:

- Notizia nº 549 di Cuadernos para una enciclopedia histórica del anarquismo español, aprile 1985.
- Confrontación: boletín interno de información y discusión, nº 17-18, marzo-giugno 1980.
- Hispania, nº 67, 1980.
- Antonio Tellez Solá, La red de evasión del grupo Ponzán (Barcelona, 1996), pp. 262, 264, 304, 333, 336, 338, 392.

Ringraziamo la signora Odette Kervorc'h Ester e Rolf Dupuy per la loro collaborazione.


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Published by Ario Libert - in Profili libertari
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commenti

democrazia turnaria 03/18/2010 00:00


“Gli ultra ricchi, le famiglie padrone degli stati, non evadono le tasse, le riscuotono.
Stato e fisco sono roba loro, non nostra. Lo stato non siamo noi, lo stato è contro di noi.
Non capisco la follia di coloro che, pur rendendosi conto che lo stato è un privatissimo strumento di depredazione in mano a famiglie di scadenti potentati, vogliono conferire a questo
stato-strumento più poteri, più funzioni, più tasse, più soldi, così avvantaggiando e rafforzando ulteriormente le famiglie padrone e nemiche, contro gli interessi della propria famiglia. E’ come
darsi la zappa sui piedi.” ( Filippo Matteucci )

Due parole sul sistema fiscale
http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/08/cosa-serve-la-crisi-finanziaria-parte-2.html
http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/05/il-sistema-in-cui-viviamo-il-sistema.html


Ario Libert 11/05/2010 21:36



Più che ben detto: lo Stato è il nemico e non è nulla di diverso dalle elite dominanti, assassine e sfruttatrici dell'intero pianeta e genere umano.



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