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2 ottobre 2010 6 02 /10 /ottobre /2010 09:18

Gustav Landauer

 

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di René Furth

 

L'idea dei consigli si è sviluppata nell'opera e l'azione di Gustav Landauer secondo una via molto particolare, a partire da un socialismo agrario e cooperativo, attraverso diversi tentativi per creare delle comunità in cui potrebbero prendere radici delle relazioni autentiche tra gli uomini. Molto ostile al marxismo meccanicistico che predomina allora in Germania, Landauer afferma che il socialismo non può essere una conseguenza ineluttabile dell'evoluzione economica. "Il socialismo non si sviluppa a partire dal capitalismo, ma contro di esso". Il capitalismo non diventa socialista, dice Landauer, utilizza dei metodi socialisti per meglio sopravvivere e prosperare.

La soluzione preconizzata, è che i socialisti si separano immediatamente dalla società capitalista per formare delle comunità cooperative e delle colonie socialiste, in cui le diverse associazioni di produzione intratterrebbero tra di loro uno scambio socialista dei prodotti. Ma, allo stesso tempo, resta convinto di una rivoluzione politica che libero effettivamente la terra e sgombri la vita sociale dalla camicia di forza statale. Se pone le sue ultime energie al servizio della Repubblica dei consigli di Baviera, è per aiutare a preservare una rivoluzione politica dandole un contenuto sociale e culturale. Ed i consigli, in questo periodo di transizione, gli appaiono come i soli agenti possibili dell'indispensabile ricostruzione.

Der_Sozialist-.pngGustav Landauer è nato il 7 aprile 1870 a Karlsruhe, da una famiglia ebraica della classe media. Nel corso dei suoi studi a Berlino (filosofia, filologia tedesca), aderisce al gruppo dei "Jungen" (i Giovani), escluso dal Partito socialdemocratico nel 1891, il gruppo crea il suo proprio settimanale, "Der Sozialist", e Landauer vi collabora dal 1891 sino al momento in cui, otto anni dopo, il giornale, "braccato a morte", deve scomparire. Allo stesso tempo, si lega con l'ambiente anarchico berlinese.

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Landauer nel 1890.

Nel 1893, landauer partecipa al Congresso socialista internazionale di Zurigo da cui saranno esclusi, insieme agli anarchici, i socialisti che non riconoscevano la necessità della "conquista del potere politico". Accusato da Babel di essere un agente provocatore, Landauer è espulso brutalmente dalla sala della riunione. Lo ritroviamo tuttavia al successivo congresso della II Internazionale che si svolge a Londra. Egli presenta un rapporto in cui critica duramente l'SPD. Gli anarchici ed i socialisti antiparlamentari sono esclusi di nuovo.

Il 1° novembre 1893, Landauer è condannato a due mesi di prigione per incitamento alla disobbedienza verso il potere dello Stato, il 22 dicembre, è gratificato con nove mesi supplementari per "eccitazione". Nuova condanna nel 1899, a sei mesi di prigione. Un primo periodo della sua vita termina così. Dopo anni di attività politica intensa che lo hanno portato a numerose agitazioni attraverso la Germania, la prigione provoca in Landauer un ripiegamento su se stesso. L'alternanza dei periodi d'azione incessante e di periodi di ripiegamento e di solitaria riflessione è inoltre una costante nella sua vita.

Sempre in prigione, egli collabora con il suo amico Fritz Mautener ad un lavoro sulla ricerca critica del linguaggio. Ne trarrà la sua prima opera teorica "Scetticismo e mistica", che apparirà nel 1903. Il suo primo romanzo è stato pubblicato nel 1893. Prepara nel contempo un'edizione in tedesco moderno degli scritti del mistico renano Mastro Eckart. Le componenti "romantiche" del pensiero di Landauer che si esprimono chiaramente in questi lavori si manteranno nel resto delle sue opere, diffidente nei confronti di ogni cultura unicamente razionale, valorizzazione dell'emotivo, percezione della vita come pluralità spontanea di forme e di manifestazioni. La rivoluzione, per Landauer, sarà sempre un emergere dello "spirito unificante" che porta la collettività alla creazione di nuove forme di vita. Durante gli avvenimenti di Monaco, sosterrà che la rivoluzione non potrà che affermarsi se non riuscendo a fornire a degli uomini poco preparati a queste circostanze eccezionali l'esperienza immediata della felicità, della gioia e della creazione.

BakuninLandauer fa inoltre sua la lunga storia delle sette mistiche ed eretiche, soprattutto là dove questo misticismo si unisce all'esigenza di una rivoluzione egualitaria. Martin Buber gli renderà familiare la mistica ebraica. Tra i socialisti tedeschi di origine ebraica, egli è il solo, con Mosè Hess, a concepirsi realmente come ebreo. Ebreo, ateo- benché difenda un misticismo ateo- Landauer considera che l'umanità avvenire farà svanire l'apporto specifico dell'ebraismo. Una volta liberato, si separa dai gruppi con i quali aveva sino ad allora agito e si sforza oramai di creare dei punti di incontro per gli isolati che hanno rotto con la società borghese senza tuttavoa riconoscersi nell'attivismo ed il settarismo dei gruppi di estrema sinistra.

Nel 1901, pubblica con Max Metlau un volume di estratti di Bakunin. "Ho amato ed ammirato Bakunin, egli scrive, sin dal primo giorno in cui l'ho incontrato, perché vi sono pochi scritti così vivi come i suoi, forse è per questo che essi sono così frammentari come la vita stessa".

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Edwig Lachmann

L'anno seguente, si reca in Inghilterra con colei che sarà la sua compagna finché vivrà, Hedwig Lachmann poeta e traduttrice. Per quasi un anno, essi risiedono nelle vicinanze di Kropotkin. Quest'ultimo eserciterà una forte influenza su Landauer, con la sua teoria del mutuo soccorso, la sua concezione molto positiva del Medioevo e la sua analisi della Rivoluzione francese. Un punto comune primordiale unisce i due uomini: la loro volontà di rafforzare incessantemente le tendenze costruttive dell'anarchismo. Di ritorno in Germania, Landauer traduce Il mutuo soccorso e Campi, fabbriche e officine.

kropotkin grNel 1905, a proposito delle concezioni di Kropotkin sull'integrazione dell'agricoltura e dell'industria, scrisse "il villaggio socialista, con i laboratori e le officine comunali, i campi, le praterie ed i giardini, voi proletari delle grandi città, abituatevi a questo pensiero strano e bizzarro al primo impatto perché è il solo inizio del vero socialismo, il solo che sia alla nostra sinistra".

Si sente molto vicino a Proudhon, "il più grande di tutti i socialisti", ma rileva che si è formato fuori dalla sua influenza diretta: "Proudhon non ha nulla a che vedere con l'origine delle mie concezioni e delle mie tendenze. L'ho conosciuto quando ero formato e mi sono evidentemente rallegrato di vedere che un altro, così diverso da me, era giunto a dei risultati così simili".

Proudhon, di Courbet, 1853
Proudhon in un dipinto di Courbet

Su richiesta del filosofo personalista Martin Buber -che continuerà dopo la morte di Landauer la pubblicazione dei suoi testi- scrive una delle sue opere più importanti, apparsa nel 1907, "La Rivoluzione".

L'ipotesi direttiva di questo libro, è che, dopo la Riforma, siamo presi in un concatenamento di rivoluzioni che non terminerà che il giorno on cui uno spirito comune riuscirà di nuovo gli uomini separati. Una nuova civiltà comincerà allora. "Un grado di alta civiltà è raggiunto là in cui molteplici formazioni sociali, esclusive ed indipendenti le une dalle altre, sono colme tutte insieme da uno spirito unitario, che non risiede in formazioni, che non sono scaturite da essa, ma che agisce in esse come una realtà autonoma ed un'evidenza". Il nostro secolo, più di nessun altro, è un tempo di transizione verso una vera civiltà. Ogni rivoluzione fa trionfare una parte dell'utopia che essa porta, ma una parte soltanto. Contro il nuovo ordine che si instaura, una nuova utopia sorge, che una nuova rivoluzione realizzerà in parte.

Ogni rivoluzione è essenzialmente negativa, spezzando le strutture oppressive, essa libera delle forze nuove. In ciò essa è creatrice. Occorre anche che le forme di nuova vita siano già in germe, pronte ad estendersi ed a proliferare. La rivoluzione  è parto più che concezione. "Le rivoluzioni politiche libereranno la terra, nel senso letterale ed in ogni altro senso; ma allo stesso tempo, la libertà trionferà solo se le istituzioni saranno state preparate, nelle quali potrà vivere la federazione delle associazioni economiche che è destinata a liberare lo spirito rimasto prigioniero dietro lo Stato".

Nel 1907, Landauer pubblica le sue Trenta tesi socialiste, che preparano la creazione dell'Alleanza socialista, e annuncia il ritorno di Landauer all'azione politica. Nel giugno del 1908, egli lancia in 10.000 volantini, i "12 articoli dell'Alleanza socialista". "Queste colonie non devono essere altro che dei modelli di giustizia e di lavoro nella gioia, non sono un mezzo per raggiungere lo scopo. Lo scopo non può essere raggiunto che quando la terra giunge nelle mani dei socialisti attraverso altri mezzi che l'acquisto". Il primo modello dell'organizzazione che esso preconizza, dice Landauer, è quello delle sezioni e dei distretti delle città francesi durante la Rivoluzione del 1789. Le strutture pluraliste della città medievale sono, incontestabilmente, un altro precedente che sottende la sua concezione dei consigli.

Dei gruppi dell'Alleanza si formano in Germania ed in Svizzera, Landauer anima quello di Berlino, Muhsam, quello di Monaco, dei progetti di costituzione di comunità si sviluppano, ma la guerra impedirà l'esperimento. Landauer circola di città in città per propagare la sua idea, e dalle sue conferenze trae un libro "Appello al socialismo" (1911). Dal 1909 al 1915, pubblica una nuova serie del "Sozialist", che affronta tutti i grandi temi politici, sociali e letterari del tempo. Allo stesso tempo, cerca di agire contro l aguerra che si prepara. Con un volantino, diffuso a 100.000 copie ("Soppressione della guerra attraverso l'autodeterminazione del popolo"), fa appello ad un congresso operaio straordinario per decidere del modo di intervento in caso di guerra. Il tentativo fallisce, ma esso lo ha condotto a precisare ancora il suo attaccamento alla "democrazia dei consigli" si ritrova isolato quando la guerra scoppia.

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Kurt Eisner

Nel 1917, abbandona Berlino per la Germania del Sud. È là che ammalato, sfinito, ancora sconvolto per la recente morte di sua moglie, lavora al suo saggio su Shakespeare quando, il 10 novembre 1918, una lettera di Kurt Eisner lo chiama a Monaco. Capisce subito ed a qual punto! Eisner, di cui ammirava l'integrità morale ed il pacifismo attivo, è prigioniero della borghesia e della socialdemocrazia che preparano il ritorno alle vecchie istituzioni parlamentari. Fa di tutto per stimolare l'iniziativa e l'organizzazione federalista dei consigli, opponendosi al "principio giacobino" che vede incarnato da Levine. Durante la breve durata della prima Repubblica dei consigli, moltiplica di riunione in riunione le proposizioni do azione costruttiva, senza che l'accordo raccolto nelle assemblee febbrili straripi sulle imprese ed i quartieri. Dopo la presa del potere da parte dei comunisti, si metterà invano a disposizione del nuovo comitato d'azione.Il 2 maggio 1919, è arrestato, colpito selvaggiamente e finito con un colpo di fucile dai Corpo franchi. Nel 1933, i nazisti dissepelliscono i suoi resti e li spediscono alla comunità ebraica di Monaco.

Alcune opere di Landauer sono state riedite in Germania, il suo Shakespeare, nel 1962; Appello al socialismo, nel 1987 e con una importante introduzione di H. J. Heyerdorn) ed una raccolta di studi più breve nel 1968. Le note che precedono possono dare una prima idea dei temi che trovando oggi un eco nettamente percepibile ad un "socialismo utopico" che chiami alla volontà di una vita piena e creativa, che dà la sua parte alla passione, alla forza vincolante del mito. È del "socialismo utopico" ancora a cui dà rilevanza un altro tema molto attuale, il progetto di una "contro-società che getti le sue basi nell'immediato attraverso delle esperienze comunitarie.

Ciò che è determinante infine nelle sue analisi critiche, e che si verifica sempre più, è che lo Stato non è soltanto una macchina politica, ma una realtà psicologica e morale: un modo di relazione tra fli uomini, caratterizzato dalla dimissione, la paura della libertà, la mancanza di fiducia in sé, e, complementariamente, dalla volontà di potenza, l'arrivismo ed il disprezzo. Da qui la formulazione essenziale del suo "socialismo utopico": lottare contro lo Stato, è innanzitutto condurre un'altra vita, costruire un'altra cultura ed inventare altre relazioni.

 

 

René Furth

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

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Gustav Landauer

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Published by Ario Libert - in Profili libertari
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