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20 maggio 2011 5 20 /05 /maggio /2011 06:00

Jaroslav Hašek

Michal MaresMichal Mareš
 


Michal Mareš

[...]

 

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Solo una volta ho visto ridere Kafka di cuore: da Jaroslav Hašek.

svejkIl Buon soldato Svejk non era ancora nato quando Hašek aveva già la fama di uomo in gamba in centinaia di bettole praghesi. Ma in due locali si mise particolarmente in vista: un ristorante di periferia con giardino a Zizikov e ancor più il Kabaret Balkan, in Templergäßchen (città Vecchia), allora (dal 1910 fino allo scoppio della guerra mondiale) covo di letterati, artisti, musicisti, attori con il loro seguito. Non era richiesto un biglietto d'entrata, ma spesso avevano luogo aste di schizzi, quadri e anche manoscritti e il ricavo veniva speso in allegria.

Kafka a 26 anni,Ci portai Franz Kafka, modesto e riservato come sempre, che vi conobbe non solo Hašek, ma anche alcuni altri scrittori cechi, poi divenuto celebri: S. K. Neumann, Karel Toman, Frána Sramek e Gellner, il pittore Brunner e lo scultore Štursa, una compagnia di mattacchioni. A Kafka piacque molto, e così pure il programma, artisticamente notevole e sempre vario. Riservato e spesso quasi chiuso, egli contemplava l'animazione con un dolce sorriso, come faceva incontrando dei conoscenti, sempre con una lieve ombra di tristezza. Solo i suoi occhi scuri, infinitamente attenti e scrutatori, si illuminavano un attimo, per ridiventare poi penosi se non addirittura scostanti. Quando, però, Hašek con voce gracchainte e avvinazzata cominciava a cantare una canzone, svaniva tutta la sua malinconia [...].

HasekRidere sonoramente lo sentii tuttavia una volta sola, nel locale Zum Grünen Baum, a Zizinov.

Ma procediamo con ordine: "Il Partito del progresso moderato nell'ambito della legge", una cosa del genere esisteva nella imperial monarchia austriaca, ma era il nome fittizio di una organizzazione anarchica. Comunque era un'allegra compagnia: alcuni cittadini, assolutamente sconosciuti alla polizia, fungevano da fondatori, gli statuti erano stati presentati e persino approvati dalla prefettura. Quando, nel maggio 1912, ebbero luogo le elezioni politiche, anche questo "partito" tenne un comizio; Hašek si presentò come candidato. Manifesti rosso sangue annunciavano:

 


COMIZIO PUBBLICO

 

Il partito politico del progresso moderato nell'ambito della legge organizza un raduno degli elettori delle circoscrizioni di Zizikov e di Königliche Weinberge.


PROGRAMMA

 

Situazione politica. Elezioni politiche. Alcolismo, prostituzione, darwinismo e il re di Bulgaria.

Referente: Il cittadino Jaroslav Hašek, scrittore e pubblicista, presenterà la sua candidatura.

 

hasek--partito-politico-del-progresso-moderato-nell-ambito-.jpg

I fondatori del proto-dadaistico "Partito politico del progresso moderato nell'ambito della legge".


 

Zadruha

"Zadruha", la rivista anarchica di cui era direttore Michail Kácha, presidente del "partito" fondato da Hašek.


1887Vi intervenne una folla enorme, c'era anche Kafka. Michail Kácha, calzolaio, eminente pubblicista, direttore del settimanale "Zadruha" (denominazione  in ceco antico di Comune), fu eletto presidente; secondo presidente: lo scrittore e buon amico di Hašek, M. Z. Kudej; segretario il compilatore di codesta relazione. Ecco un breve resoconto, a memoria, di quella memorabile riunione [...].

 

Così parlò Hašek:

 


 

"Cari amici,

 

HASEK_4.jpgho l'onore di presentarmi come candidato e dico subito, con franchezza: È noto che un deputato riceve un'indennità di dieci fiorini al giorno, una bella somma. È di questa, perché dovrei mentire, che mi importa soprattutto. Con il mio attuale lavoro di scrittore e di giornalista non potrò mai guadagnare dieci fiorini al giorno, a meno che non faccia la spia per la polizia come seconda professione. Dieci fiorini! Se sarò eletto saranno bene comune, che scialacquerò con amici di partito ed elettori.

hasek-copia-1.jpgPassando alla situazione politica, posso dire soltanto che è proprio sudicia, per quanto molto meno ripignante della politica stessa, ciò che si può rilevare dalla voracità di molti noti uomini politici (acclamazioni: Farabutti, truffatori, ladri, porci, ecc). Giustissimo, è così che si deve intendere, se osservando tutte quelle porcherie e intrighi, ci ritraiamo in noi stessi, ci scrutiamo per giungere alla conclusione: infischiarsene di tutto e percorrere la strada che porta alla buona bevuta, che fa dimenticare tutto, la quale, in verità, deve portare all'alcolismo, come dice il programma. L'alcolismo è dunque in primo luogo, come detto, tanto diffuso, perché la gente vuole dimenticare e si sforza di fuggire gli scellerati, e inoltre, in secondo luogo, perché sono delle scimmie: di uno vogliono imitare tutto. Per esempio io comincio a trincare; subito si uniscono a me due, tre, dieci fratelli, bevono con me, e poiché i dieci danno ancora una volta un maledetto esempio, decuplicato, ad altri dieci, già bevono in cento e cento volte cento fanno diecimila e diecimila per diecimila sono un milione, tutta una nazione e popoli interi!

hasek-jaroslav.jpgDa questo esempio poteve vedere più chiaramente la profonda filosofia di un Darwin e del suo insegnamento: il darwinismo. Del resto gli uomini sono simili alle scimmie, anche quando non bevono. Per esempio si può provare che tutti i commissari di polizia del mondo hanno una faccia da scimmia (applausi e grida in sala), sola la fisionomia del signor commissario qui presente non assomiglia a una scimmia, ma piuttosto a una creatura angelica di particolare bontà, giacché dovunque abbia parlato in sua presenza, fu sempre sua cara abitudine versare alla fine della conferenza il prezzo del biglietto d'ingresso, sotto forma di pagamento posticipato di tutte le bevande, che io per esempio anche oggi sono disposto a bere alla sua salute. (Risate. Al commissario dottor Joseph Kislinger, non resta null'altro che fare buon viso a cattivo gioco. Si porta al palco dell'oratore birra innaffiata di rum. Applauso speciale).

hasek_lada.jpgCosì le prostitute e le abitatrici dei bordelli sono delle vere samaritane, piene di bontà, in confronto alla prostituzione politica. Le innocenti e graziose creature sono proprio delle sante se confrontate con i beneficiari dei disordini politici che scuotono ininterrottamente con sobillazioni l'infelice penisola balcanica, insieme a imbrogli di corruzione, ciò che ognuno di noi può riconoscere chiaramente. Se sarò eletto, prometto ai miei elettori che, nell'ambito del nostro programma di partito, metterò in discussione in parlamento tutte le porcherie. Si vedrà allora se un uomo dalle tendenze normali potrà essere palpeggiato senza tanti riguardi da uno sporcaccione, senza un paio di schiaffoni da parte dell'importunato, per poi venir anche condannato da un tribunale.

Or non è molto viaggiavo da Belgrado a Sofia in terza classe. E siccome uno slavo ha fratelli in tutto il mondo con cui potersi intendere in tedesco con un serbo e ci siamo davvero capiti fraternamente. La conseguenza fu che, con una piccola corruzione, ricordo della mancia qui usuale all'epoca dei turchi, fui trascinato, con il mio biglietto di terza classe, in uno scompartimento di prima. Lì era seduto uno sulla cinquantina, ben nutrito e con pizzo. Egli cominciò una conversazione molto gentile, passando però presto ad allusioni equivoche, dopo aver continuamente osservato con compiacimento. Tale corteggiamento, accompagnato da carezze, mi fece sbottare di rabbia, perché io sono un uomo normale, e quello sporcaccione, che voleva agire così contro natura, questo devo dirvelo, per arrivare all'ultimo punto del mio programma, quel tipo era il re bulgaro... (Ora il buon commissario dovette intervenire minacciando di dover sciogliere l'assemblea se avesse continuato). Signor commissario, non parlerò dunque più, ma una sberla l'ha pur avuta quel sporcaccione...".

La riunione finì tra le risate generali e i partecipanti intonarono l'inno del partito:


Pan Hašek je náš kandidát...

(Il signor Hašek è il nostro candidato...)

 

 

Sono passati molti anni da quel comizio e qualche perla dell'umorismo di Hašek può essermi sfuggita; ma allora Kafka, quest'uomo dal dolce sorriso, immerso in se stesso, rise sonoramente e di cuore; lo vidi ridere solo quella volta. E continuando a sorridere soddisfatto, ne parlò a Franz Werfel al Café Edison e poi anche al suo amico Max Brod.

 

[...].

 

 

 

[A cura di Ario Libert]

 

 

LINK pertinenti alla tematica:

Jean-Claude Polet, Jaroslav Hašek

 

LINK pertinente alla tematica del presente post:

Zo d'Axa. Il Candidato di "La Feuille"; Agli Elettori; E' stato eletto, 1898

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Published by Ario Libert - in Testimonianze
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commenti

boba overblog 06/09/2011 15:22


bel sito continuate cosi


Ario Libert 06/13/2011 21:48



Grazie ancora per i tuoi apprezzamenti. Tu continua a seguirci. Ciao.



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