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23 febbraio 2010 2 23 /02 /febbraio /2010 08:00
Come ho conosciuto Franz Kafka
Michal MaresMichal Mareš
 


di Michal Mareš

Un idiota è un idiota; due idioti sono due idioti. Diecimila idioti sono un partito politico. 
Franz Kafka



kafka-franz--Levine-copia-1.gifIncontravo Franz Kafka quasi ogni giorno andando al lavoro. Egli era allora, negli anni precedenti la prima guerra mondiale, impiegato delle Assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro ed io ero impiegato in un ufficio tecnico in Niklasstrasse 22. In quella via, al n. 36, abitava anche Kafka con i suoi genitori e là lo incontrai, per la prima volta, nell'autunno 1909. Quindi quasi ogni giorno. Avevamo qualcosa in comune: un ampio feltro nero, come lo portavano un tempo i carbonari italiani. Inoltre ci distinguevamo tutti e due dal grigiore della mascolinità, portatrice di cravatta, con un fiocco nero di seta alla Verdi, allora di gran moda tra artisti e letterati, ma allo stesso tempo distintivo degli antimilitaristi, dei liberi pensatori e giovani socialisti.
kafka--Levine.gifCappello e fiocco, questa cosa in comune, e gli incontri giornalieri, ci indussero presto a scambiarci un gentile sorriso e infine, sempre senza conoscerci, ci rendemmo onore togliendoci il cappello, per così dire, con grandezza spagnola. Poi, un giorno, il nostro incognito fu violato, quando gli ficcai in mano un volantino che invitava ad una manifestazione contro l'esecuzione (il 13 ottobre 1909) dell'editore spagnolo, fondatore della Scuola Libera, Francisco Ferrer. Kafka venne, ma la riunione fu sciolta dalla polizia. Da allora diventammo amici. Io invitai kafka a tutte le manifestazioni ed egli ci venne spesso. Ecco alcune conferenze alle quali partecipò:

kafka--Robert-Crumb.jpgNel maggio 1910 (Café de Paris) una giovane anarchica, poi deputata comunista, parla sul tema 'libero amore'.
-Nel marzo 1911 commemorazione della Comune Parigina (locanda Alla città di Praga, Weinberge). -Alcune conferenze su Malthus.
-1911 una riunione contro la guerra, in cui le madri furono invitate a non mettere al mondo figli per protesta.
-1912 manifestazione di protesta (Alla città di Praga) contro [205] l'esecuzione del capo operaio parigino Liabeuf. La riunione fu sciolta, ma i partecipanti si opposero, con bicchieri di birra, bastoni e coltelli, alla polizia che fece irruzione all'arma bianca. Molte persone furono arrestate, anch'io mi trovai tra loro. Al commissariato di polizia ci furono scene tumultuose, finché Kafka comparve d'improvviso per garantire della mia "innocenza", con la sua testimonianza. Il funzionario in carica, evidentemente un conoscente di Kafka del tempo dell'università, disse che ci sarebbe stata solo una multa di cinque fiorini o un giorno di arresto per semplice inosservanza, ma Kafka volle versare subito la cauzione, infilandomi, dopo il mio rifiuto, i soldi nella tasca del cappotto [...]. In generale Kafka si dimostrò sempre un benevolo mecenate, contribuendo ad ogni manifestazione con cinque corone; per contraccambiare con un piccolo dono, una volta gli diedi di nascosto un esemplare, salvato dalla confisca, dei Discorsi di un ribelle di Kropotkin.

kafka_franz-dd1-W.jpgIn tali manifestazioni Kafka, frequentatore discreto e solitario, era solito ascoltare attentamente in qualche posto, in disparte. Le manifestazioni indette dal Klub mladých erano rivolte principalmente contro le correnti militaristiche e clericali, quelle dell'associazione Vilem Köber, invece, contro l'oppressione politica ed economica dei lavoratori. A ciò si aggiungevano questioni sindacali che erano propagate con intendimenti sindacalistici dal Movimento anarchico ceco [...]. A queste serate veniva spesso anche Rudolf Illowý con un gruppo di studenti marxisti e di esiliati russi (che avevano il loro club, chiamato Biblioteca Tolstoj). Tutti questi cuori ribelli si intendevano bene anche se spesso avvenivano violente discussioni.
Per quanto ne so, Kafka non era membro di nessuno dei club citati, ma, simpatizzava molto con essi, uomo di profondi sentimenti sociali qual era. Egli ebbe un grande interesse per queste riunioni, ma non intervenne mai personalmente nei dibattiti.

urante la mia amicizia con Kafka, dal 1919 al 1923, ci scrivemmo sempre in ceco. Tutti quei numerosi saluti e notizie, ad [206] eccezione di una cartolina postale, sono andati perduti nelle perquisizioni domiciliari, avvenute a suo tempo.
Solo una volta ho visto Kafka ridere di cuore: da Jaroslav Hašek.

kafka-israele.pngIl buon soldato Švejk non era ancora nato quando
Hašek aveva già la fama di uomo in gamba in centinaia di bettole praghesi. Ma in due locali si mise particolarmente in vista: un ristorante do periferia con giardino a Zizkov e ancor più il Kabaret Balkan, allora, sino allo scopiio della guerra mondiale covo di letterati, artisti, musicisti, attori con il loro seguito. Non era richiesto un biglietto d'entrata, ma spesso avevanoluogo aste di schizzi, quadri e anche manoscritti e il ricavo veniva speso subito in allegria. Ci portai Franz Kafka, modesto e riservato come sempre, che vi conobbe non solo Hašek, ma anche alcuni scrittori cechi, poi divenuti celebri: S. K. Neumann, Karel Toman, Frána Šramek e Gellner, il pittore Brunner e lo scultore Štursa, una compagnia di mattacchioni. A kafka piacque molto, e così il programma, artisticamente notevole e sempre vario. Riservato e spesso quasi chiuso, egli contemplava l'animazione con un dolce sorriso, come faceva incontrando dei conoscenti, sempre con una lieve ombra di tristezza. [207].
Sono passati molti anni da quel comizio e qualche perla dell'umorismo di Hašek può essermi sfuggita; ma allora Kafka, quest'uomo dal dolce sorriso, immerso in se stesso, rise sonoramente e di cuore; lo vidi ridere solo quella volta. E continuando a sorridere soddisfatto, ne parlò a Franz Werfel al Café Edison e poi anche al suo amico Max Brod [...]
franz kafka firma
Talvolta si poteva incontrare Kafka di notte mentre, assorto nei suoi pensieri, passava davanti ai palazzi, a chiese e sinagoghe, svoltando in una delle tante viuzze laterali, pittoresche e sconcertanti, che attraversavano Praga [...] E proprio quest'uomo silenzioso veniva così volentieri da noi ribelli [...]. Certe cose si spiegano se ripenso alle nostre conversazioni: quale simpatia per Hölderlin o per Malwida von Meysenbug, quale interesse per le opere non soltanto di Herzen, ma di [210] Przibiszewski, dei fratelli Reclus o di Domela Niewenhuis. Leggeva Wera Figner, Bakunin e Jean Grave; lo commuoveva particolarmente il destino dell'anarchico francese Léon Léger Ravachol o la tragicità di Emma Goldmann, direttrice di "Mother Earth", incatramata e ricoperta di piume; anche le Memorie di una idealista della Meysenbug gli fecero una forte impressione.

Né voglio tacere dell'amore di Kafka per i bambini [...]. E anche nel nostro ultimo incontro, due mesi prima della sua morte, lo trovai che giocava a palla sull'Altstädter Ring con la sua nipotina di cinque anni [...] Mi salutò con una stretta di mano, calde, altrimenti così fredde. Non pensai ancora a un addio, eppure fu l'ultimo incontro con il grande poeta, sognatore e gentleman [211].


[A cura di Ario Libert]


LINK pertinente alla tematica:
Franz Kafka e il socialismo libertario

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Published by Ario Libert - in Testimonianze
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