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14 novembre 2010 7 14 /11 /novembre /2010 08:00

 

 

  Note su un ultimo romanzo di B. Traven

 

Traven--01.jpg

  
di Théodore Zweifel 
 
 
 


Busto-dello-scrittore-Traven--Canessi-1966.jpgQUANDO appare Aslan Norval [1], nella primavera del 1960, B. Traven non ha pubblicato romanzi da ben venti anni. Esso sarà anche l'ultimo. Il manoscritto è stato oggetto di una presentazione nei BT-Mitteilungen(notiziario edito "in Messico e Zurigo" dal gennaio 1951 all'aprile del 1960- 36 numeri- per difendere l'opera di Traven e accessoriamente rifiutare ogni relazione tra Traven e il vecchio rivoluzionario di Monaco Ret Marut). Nel n° 29 della fine di marzo del 1958, leggiamo: "B. Traven, che molti hanno già così spesso ritenuto morto, ha appena scritto, dopo una lunga pausa, un nuovo libro. Questìo romanzo si intitola Aslan Norval; l'autore si impegna a rovesciare da cima a fondo il mondo intellettuale intristito, immerso in una confusione senza via di scampo, nel quale siamo tutti irrimediabilmente confinati e che si occupa quasi esclusivamente della guerra e della sua eventualità, allo scopo di dargli una nuova direzione, più universale di quella che ci ha oggi condotto ad esserne prigionieri".

Il manoscritto viaggiò a lungo da un editore all'altro senza essere trattenuto. Da una parte, il tedesco nel quale era stato redatto passava per essere maldestro; d'altra, la diffidenza nei confronti di "nuovi libri di Traven" era diventata generale per il fatto che in questa epoca brulicavano ogni genere di impostori e di falsari e che l'editore Kiepenheuer & Witsch aveva annunciato due "nuovi libri di Traven", cosa che si rivelò essere una pura falsificazione.

Josef Wieder, che era l'agente di Traven per l'Europa dal 1939, confidò a Johannes Schönherr, vecchio lettore-correttore della Gilda del libro Gutenberg, la cura di rimettere il manoscritto di Aslan Norval in valido tedesco.

L'azione del romanzo si svolge nel 1953-54, dopo la guerra di Corea e si svolge a New York et Washington. I protagonisti sono dei Nord-Americani dell'alta società. L'intrigo politico-sociale del romanzo ruota intorno ad un fantastico progetto di canale o di ferrovia capace di accorciare il traffico marittimo tra l'Atlantico ed il Pacifico.

La-mano-di-Traven--bronzo-dello-scultore-Federico-Canessi--.jpgQuesto libro, così differente per la sua tematica, il suo soggetto e la sua qualità letteraria delle precedenti opere di Traven, sollevò alla sua apparizione dei dubbi sulla paternità del suo autore. Traven stesso, in una lettera (firmata da sua moglie Rosa Elena Luján ma scritta in tedesco), scrisse al critico svizzero Max Schmid, il 9 giugno 1961: "...Da molti anni, si accusa T. di non aver che una corda al suo violino, che suona incessantemente sino alla sazietà, e di presentare un mondo, dalle forme molto limitate, in cui non ci sarebbero da una parte che dei poveri Indiani, ridotti in schiavitù e maltrattati, e degli esploratori brutali e dei succhiasangue dell'altro. Al pari di ogni essere umano, T. ha l'innegabile diritto di andare con il suo tempo per non rimanere indietro. Lo si dovrebbe lodare di saper scrivere a proposito di altre cose che di proletari indiani che, anche qui (in Messico), cominciano a sparire, anche se il fenomeno è ben più lento che negli Stati Uniti o in Europa. T. non è né un politico né un riformatore del mondo né un propagandista né un uomo di partito. È un narratore, e - cosa che egli ha spiegato in una rivista, trent'anni fa, egli racconta in quale modo egli veda le cose, le ha viste o crede di vederle. Ha scritto con il suo nome numerose storie poliziesche o di un genere molto vicino, che non sono state pubblicate sino ad ora che in inglese e che sen'altro nessuno, conoscendo che i suoi libri, avrebbe pensato siano stati scritti da lui. Ecco che ancora una volta egli scrive un libro mettendo in scena, invece di indigeni schiavi martirizzati, una donna bella ed intelligente che cerca a modo suo di risolvere il problema più scottante dell'attualità, la bomba atomica, e subito si spande la favola che T. non potrebbe, in nessun caso, aver scritto questo libro".

La storia: la ricchissima Aslan Norval, ventiquattro anni, è la moglie del magnate dell'industria, Holved Sythers, molto più vecchio di lei. È in preda ad una "pulsione", una "voluttà di creare" che la farà "quasi esplodere": vorrebbe "creare qualcosa di veramente grande, qualcosa che si vede da lontano, qualcosa che resta" secondo i termini del romanzo. È allora che incontra più o meno per caso su quel progetto di canale che ridurrà il traffico marittimo collegando  New York a San Francisco.

Si tratta di un progetto faraonico. Fondando la società per azioni Atlantic Pacific Transit Cooperation, Aslan Norval si tramuta in un personaggio pubblico. Poiché quest'impresa era precedentemente stata considerata come sospetta, Aslan Norval riesce ad essere citata davanti al Senato di Washington. L’udienza, che dura alcuni giorni, è trasmessa alla televisione. È quanto aspettava Aslan Norval: familiarizzata con i trucchi della messa in scena per aver lavorato in pre cedenza come tecnico cinematografico, ne fa un'attrazione con l'impiego di girls, carte, schizzi tecnici e cifre e riesce a scatenare un temporale in tutto il paese.

Le preoccupazioni sociali dell'autore si fanno allora chiare: "La sete di scoprire nuove armi mille volte più devastatrici di quelle che erano già state immagazzinate in quantità incredibili era diventata una vera malattia presso gli umani. Invece di costruire nuove scuole, nuovi ospedali, alloggi a buon mercato, nuove strade ferroviarie, nuove centralo idrauliche e nuovi mezzi di irrigazione in vista  di sradicare l'amara miseria di milioni di persone nei paesi poco sviluppati, si costruiscono ogni mese due mila nuove bombe all'idrogeno...".

La popolazione si entusiasma per il progetto di Aslan e non chied che di parteciparvi: "Il popolo , stanco dell'eterna propaganda del terrore, rivolgeva infine i suoi pensieri e le sue speranze verso qualcosa di positivo, per applicare la sua enorme forza creatrice e la sua inesauribile energia a nuovi campi di azione...".

Nella seconda parte del romanzo, l'autore polemizza contro i fautori di panico tratti dall'alta finanza e contro gli intrighi dei gruppi di interesse reazionari che spingono al bellicismo, di concerto con numerosi rappresentanti del governo e della stampa, per timore che i loro affari legati agli armamenti vadano alla rovina.

Alcuni mesi dopo l'audizione ancora indecisa davanti al Senato, assistiamo negli Stati Uniti ad una recrudescenza della disoccupazione: "Il numero di disoccupati che cresce ad un andamento incredibilmente rapido creava un clima di inquietudine. Il numero di dieci milioni e mezzo di disoccupati (anche se se ne ammettevano ufficialmente meno di cinque milioni) pesava come un incubo sulla vita economica del paese, ed ogni mese ci si avvicinava sempre più velocemente verso i dodici milioni. Cosa fare per mettere un termine a questa crescita? È allora che Aslan Norval si ritrovò ancora al centro dell'interesse pubblico. Il suo progetto risolverebbe in gran parte la questione della disoccupazione per molti anni, anche nel caso in cui in cui si dovessero smobilitare centinaia di migliaia di soldati diventati inutili".

Nell'intenzione confessata dell'autore di mettere in rilievo un lav oro pacifico di edificazione si sovrappongono nel libro degli intrighi erotici che disorientarono i lettori abituali di Traven. Si tratta dell'avventura amorosa di Aslan Norval con un giovane sergente del corpo dei Marines, che lei utilizza come "cavia" per quel che lei chiama una "vivisezione"; ed il risultato è la "rivalorizzazione" della sua relazione di coppia con suo marito più anziano. Ad un editore a cui il manoscritto era stato proposto e che lo rifiutò per il motivo che "l'autore cerca di trattenere l'attenzione del lettore dalla prima all'ultima riga a colpi di scene erotiche", Traven replicò: "Questo libro non è di natura erotica dalla prima all'ultima riga. È questa una sottovalutazione che mi ferisce profondamente. In verità, il libro è da un capo all'altro, dalla prima all'ultima riga, privo del minimo contenuto pornografico. Tutti i personaggi presentati sono fatti di carne e di sangue, di una sana e fresca normalità. Ed è per questa ragione e per nient'altro che essi pensano e parlano di nient'altro che di desideri e di piaceri erotici. Non è tuttavia colpa mia. Tutta la colpa è di quegli uomini e donne del mio libro che, non appena ho dato loro vita, mi sono sfuggiti, non mi hanno obbedito e, di conseguenza, fanno e dicono ciò che piace loro. Dia detto di sfuggita, tutti gli esseri umani che appaiono nei miei libri parlano senza mezzi termini e non si nascondono dietro una foglia di fico. Cosa posso farci? Sono contrario ad ogni censura. Ed è per questo che mi si potrebbe trattare da impostore se esercitassi una censura contro ciò che dicono e fanno gli uomini e le donne dei miei libri" (BT-Mitteilungen n° 33, fin mars 1959).

 ziegelbrenner1---1917.jpgA parte gli episodi erotici, ritroviamo in questo romanzo i ragionamenti che Marut enunciava già nell'articolo "Ricostruzione, no! Rifondazione!" che apriva nel 1917 il primo numero del Ziegelbrenner: "Il capitalismo sotto la sua attuale forma non può che condurre alla guerra. Le cose vanno fondamentalmente in modo diverso quando l'umanità è portata ad approfondire le sue idee, a cambiare il suo modo di pensare [...]. Ed è perché tutti gli uomini pensano denaro che il denaro ed il capitalismo costituiscono oggi il solo potere, un potere decisivo e dei più influenti [...]. Se si offrisse agli uomini una vita più motivata, più ricca, più gradevole; se il loro lavoro fosse una gioia e non il mezzo per assicurare con pena il loro cibo; se si desse agli uomini ogni possibilità di esercitare le loro piene facoltà e di utilizzare i loro talenti, invece di lasciarli inaridire, nessuna isteria guerriera avrebbe il minimo successo, in nessun paese [...]. Dopo la guerra, non si tratterrà più di ricostruire a colpo sicuro il passato; perché è precisamente il passato che ha apportat o questa indicibile sofferenza che pesa sull'umanità. Ciò che occorrerà, è una rifondazione completa, totale dei nostri pensieri e del nostro modo di pensare. La pigrizia spirituale è il male più terribile, un male ben più rave che di sbagliarsi. Un pensiero falso può essere rimesso sulla buona strada; la pigrizia spirituale è irrimediabile. Se, prima della guerra, pensavamo: "Nella vita, è il denaro  la cosa più importante!", dopo la guerra dovremo pensare: "Nella vita è il lavoro la cosa più importante!" (Der Ziegelbrenner n° 1, 1er septembre 1917). 

Sono le stesse idee che Aslan Norval precisa, ma con altri termini. "Non è a quel pezzo di carta che è un'azione che le persone comune credono così come essi credono, diciamo, al potere d'acquisto di un biglietto da diecimila dollari. Un pezzo di carta. E la maggior parte del tempo terribilmente sporco. È la fede nel valore invisibile del lavoro e della produzione che si esprime in questo pezzo di carta" (Aslan Norval). In entrambi i casi, l'autore il punto di vista di un riformatore sociale: mira a cambiare l'educazione morale dell'uomo, traendo la popolazione dal letargo in cui l'ha fatto cadere il bellicismo e la paura della guerra e guidando i suoi pensieri verso un lavoro socialmente utile e sensato.

L'amica Esperanza Lopez MateosSecondo il suo biografo Rolf Recknagel [2], è del tutto possibile che B. Traven abbia voluto, con questo rimanzo, erigere una stele a Esperanza López Mateos che fu sua collaboratrice a partire dal 1939. Era "una donna piena di energia, di una grande efficienza e di un'attività esuberante" e dopo la sua morte, nel 1951. "non sappiamo più nulla di B. Traven. Non il minimo libro di quest'autore appassionato è apparso per parlarci delle sue preoccupazioni o dei suoi progetti letterari", scriveva il quotidiano Excelsior del 5 novembre 1957. È in queste circostanze che Traven ruppe il suo lungo silenzio annunciando Aslan Norval. Infatti, Recknagel considera che vi è come una rottura nella produzione letteraria di Traven dopo il 1946 [3 quando appare, tradotto dal tedesco da Esperanza López Mateos, Una canasta de cuento mexinanos (aveva già tradotto Puente en la selva [Ponte nella giungla], edito nel 1941 in Messico). È anche durante questo stesso anno che John Huston incontra, con il progetto di girare Il tesoro della Sierra Madre, all'hotel Reforma de Mexico, il "rappresentante" di B. Traven il cui biglietto da visita è così redatto:
Hal Croves
Traduttore
Acapulco



Théodore Zweifel


[1] Presso Kurt Desch S.P.A., di Monaco.

[2]  Rolf Recknagel, B. Traven, Beiträge zur Biographie, Lipsia, Verlag Philipp, 1965.

[3] Durante gli anni 50, infatti, appaiono negli Stati Uniti diveri racconti che escono dal registro abituale delle storie che mettono in scena degli indios: tra gli altri His Wife’s Legs, nella rivista "Accused" (New York, jgiugno 1956) ; An Unexpected SolutionCeremony Slithly Delayed in The Saint, in "Detective Magazine" (New York, ottobre 1957).

 

LINK al post originale:

Notes sur un dernier roman

 

 

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Published by Ario Libert - in Scrittori libertari
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