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3 aprile 2011 7 03 /04 /aprile /2011 06:00


Jaroslav Hašek

 

Hasek.jpg

 

di  Jean-Claude Polet

 

 

einaudi.jpegIl romanzo umoristico di Jaroslav Hašek Le avventure del buon soldato Chveïk al tempo della Grande Guerra è una delle opere più lette e tradotte della letteratura ceca. Riportò presso i lettori un successo immediato, ma il mondo accademico l'ha a lungo considerato come un'opera marginale, di un livello letterario basso e contrario alla morale. Cento anni dopo la nascita dell'autore, diventa chiaro che si tratta di un'opera che comprende diversi livelli semantici e che il suo significato, sia morale sia sul piano del pensiero, è universale.

hasek-1-edizione--1926.jpgAd un primo approccio, il romanzo si presenta come una satira che descrive in modo popolare l'affondamento dell'esercito austro-ungherese. L'idea geniale di fare di un idiota il personaggio di un romanzo di guerra fu sviluppata dall'autore in un'avventura picaresca, assurda e potenzialmente infinita il cui eroe principale è idiozia in quanto spiritus agens delle istituzioni sociali, come categoria ontologica e come problema filosofico. Per il suo antimilitarismo radicale, Hašek può essere accostato allo scrittore austriaco Karl Krauss ed il suo Gli ultimi giorni dell'umanità.

le-brave-soldat-schweik-joseph-lada.jpgCon la stessa lucidità, egli discerne l'assurdità grottesca ed atroce del meccanismo della guerra e la mostruosa ipocrisia della retorica bellica, giornalistica e clericale. La visione di Hašek non è tuttavia intellettuale, ma ricorderebbe piuttosto lo stile rude di Alfred Jarry. Il suo humour sorge da situazioni tipiche della vita del soldato e del guerriero e provoca una risata che contiene l'orrore: Le avventure del buon soldato Chveïk  meritano anche il titolo di opera più radicalmente antimilitarista ed anti-ideologica dell'epoca moderna.

34 6Il secolo intero impresse il suo segno sulla breve vita di Hašek. Nacque a Praga nella famiglia di un istitutore religioso fervente ed alcolista. Dopo la morte di suo padre, compì i suoi studi all'Accademia commerciale ed inaugura la sua carriera diventando impiegato di banca; ma ben presto l'abbandonò per una vita errante e da bohémien, viaggia in Austria-Ungheria ed all'estero; sin dal 1904, è redattore di un periodo anarchico, e la sua carriera artistica inizia con delle parodie di poesie liriche e di scenette di cabaret scritte in collaborazione e nelle quali recita egli stesso, spesso in ruoli di donna; diventa famoso quando fonda un partito patafisico chiamato “del progresso moderato nei limiti della legge”, e di cui guida in forma parodistica la campagna elettorale.

hasek.jpgCollabora con numerosi giornali, che vanno da fogli politici al Mondo degli animali; si dedica a mistificazioni ingegnose ed a scandali truculenti. Si lega ad amicizia con dei vagabondi e degli intellettuali: Lo scrittore František Langer, l'illustratore di Il buon soldato  Chveïk  Josef Lada e l'attore Emil Artur Longen ed i suoi compagni prenderanno la penna per apportare la loro testimonianza su di lui. Ma, benché sia già in vita diventato una leggenda della società praghese, la sua vita è piena di misteri e di miti. Come autore, Hašek matura non soltanto collaborando con dei periodici di cui riempie alcune pagine, ma anche raccontando delle storie nelle birrerie praghesi. Fonda anche nella letteratura ceca moderna il genere della tradizione orale, continuata in seguito ad esempio da Bohumil Hrabal. Hašek pubblicherà più di mille racconti e storie brevi romanzate con un centinaio di pseudonimi, come “Uno dei Maccabei” o “Benjamin Francklin”.

Hasek_jaroslav1915.jpgNel 1915, Hašek si arruola come volontario nell'Esercito imperiale e reale austro-ungarico; dopo alcuni mesi si fa fare prigioniero sul fronte della Galizia e, al campo di prigionia, si arruola nell'esercito cecoslovacco di Masarik dove lavora di nuovo come giornalista. Diverse volte, cambia le sue posizioni politiche, abbracciando anche delle idee radicalmente contraddittorie, passando da ammiratore a legionario della futura repubblica cecoslovacca, dopo di che, nel 1918, diserta la legione e raggiunge Mosca in condizioni mai interamente rivelate, aderisce al partito bolscevico ed è spedito come commissario rosso in Siberia.

Hasek_jaroslav1920.jpgNel 1921, ritorna a Praga con il compito rivoluzionario di organizzare di organizzare un movimento operaio in Boemia: per fortuna, preferisce tornare alla sua missione letteraria. Comincia a scrivere Le avventure del buon soldato  Chveïk  a puntate nel 1921; con un amico, fa stampare a sue spese il romanzo sotto forma di opuscoli che essi stessi vendono nelle birrerie, poi firma un contratto per terminare il romanzo e si ritira a Lipnice, ai confini della Boemia e della Moravia, dove, sino agli ultimi giorni della sua vita, si dedica di volta in volta alle bevute della birreria ed alla dettatura del “buon soldato”, che porta sino al termine della quarta parte (rimasta incompiuta).

good-soldier-svejk.jpgL'originalità del romanzo è evidente anche se è rimasto incompiuto (il giornalista Karel Vanek ha cercato senza successo di completare la parte in cui Sc'vèik è prigioniero in Russia). Chveïk è uno dei rari personaggi della letteratura del XX secolo ad essere riuscito ad uscire dal libro e vivere una vita autonoma; ciò è accaduto a prezzo di una deviazione semantica o più semplicemente di un equivoco.

svejk.jpgChveïk, nella sua vita paraletteraria è diventato un eroe o piuttosto un antieroe eponimo, il tipo di un furbo sempliciotto che difende la sua pelle attraverso un'obbedienza servile ed una finta stupidità; in ceco ha dato vita all'espressione "fare lo Chveïk", cioè simulare la stupidità per trarne profitto. È vero il contrario: il buon soldato di Hašek si distingue per l'assenza dell'istinto di conservazione: non cerca alcun successo per sé e non ride mai, limitandosi ad un sorriso innocente e beato.

svejk2.jpgL'autore lo paragona ad un Buddha, un Cristo ed un alieno; la sua attività principale è l'attività verbale, essa poggia sulla produzione di una molteplicità di digressioni, di esempi di parabole, di saggezza popolare e piccolo borghese, di cronache nere e di storielline che si raccontano in birreria, il tutto in quantità inesauribili. I discorsi irresistibili di Chveïk mancano di ogni scala di valore, ma producono un effetto pratico: Chveïk paralizza l'azione, provoca l'accanimento e la disperazione degli ufficiali, fa fallire dei piani di guerra. Chveïk è il discendente dei famosi sciocchi letterari come semplicissimus di Grimmelshausen e, allo stesso tempo, un precursore dei lemuri di Beckett.

Sc-veik_bis.jpgIl primo a riconoscere il genio di Hašek fu Max Brod (1884-1968), scrittore praghese di lingua tedesca, amico di Kafka, che non esitò a situare Il buon soldato Chveïk  sullo stesso piano dell'opera di Rabelais o di Cervantes. Contribuì a farlo adattare al teatro in un allestimento di Erwin Piscator a Berlino nel 1928, da cui la fama di Chveïk si propagò nel mondo intero. L'attualizzazione di Chveïk nella Seconda Guerra mondiale realizzata da Bertolt Brecht, è, contrariamente alla concezione di  Hašek, segnata ideologicamente.

stamp.jpgLa scrittura inimitabile di  Hašek parte da un senso raffinato dell'assurdo, da una lingua dialettale colorita e da un gergo militare ceco misto di tedesco ed ungherese; l'azione inizia con l'attentato di Sarajevo e la dichiarazione di guerra, e in un movimento lento dai circoli viziosi e strane spirali, porta il buon soldato ed il suo battaglione verso il fronte russo. È stato detto che  Hašek è un antipodo abbastanza complesso e problematico di Franz Kafka: se il lato nascosto del mondo letterario di Kafka è il comico, quello della commedia di  Hašek è la tragedia.


Jaroslav_Hasek_-_pomnik_v_Lipnici_nad_Sazavou_-_detail.jpgIl personaggio del soldato idiota Chveïk compare nell'opera di  Hašek dal 1911; l'autore, cosciente della grandezza della sua idea, giunge a poco a poco al principio estetico fondato sull'indifferenza e la non differenziazione semantica e di valore. Il lettore non ride tanto per di     Chveïk quanto per la catastrofe semantica che la sua "stupidità" scatena. Il romanziere Frantisek Halas ha definito il romanzo di  Hašek come dadaista; lo scrittore Ivan Olbracht parlava di una stupidità geniale; Jirí Voskovec e Jan Werich, due autori-attori del teatro di avanguardia tra le due guerre parlano dell'idiozia metafisica di  Hašek. 

 

Jean-Claude Polet  

 

 

Tratto da: Auteurs européens du premier XXe siècle: De la drôle de paix à la drôle de guerre (1923-1939)

Éditions De Boeck Université, Bruxelles, 2002.

PP. 22-24. 

 


 

[Traduzione di Ario Libert]  


 

LINK all'opera originale:

 Jaroslav Hašek 

LINK pertinente:

Michal Mares, Jaroslav Hašek, Da: "Come conobbi Franz Kafka"

 

 

 

 

LINK a un video You Tube in lingua ceca trailer del film tratto dal romanzo:


LINK ad un video You Tube, prima puntata su undici del film tratto dal romanzo, sottotitoli in inglese:



  01 di 11.

 
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31 marzo 2011 4 31 /03 /marzo /2011 06:00

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Lo Stato, tutti i suoi apparati, la società civile, visti da Adolphe Willette (1857-1926), anch'egli uno degli autori più graffianti di L'Assiette au Beurre, in un numero intitolato Le Singe, e cioè alla lettera La Scimmia, nel gergo dell'epoca un'espressione dispregiativa per indicare il padrone. Uno dei numeri tra i più apprezzati a livello artistico di quelli sfornati in dodici anni dalla celebre rivista di satira, degno di affiancarsi agli altrettanti celebrati numeri illustrati da Kupka, e da Steinlen.

Allo stile realistico ed estremamente crudi e a volte feroce delle scene raffigurate nelle singole tavole fa infatti riscontro un impianto interpretativo molto astratto simbolico appunto. Geniale semplicemente l'idea di presentare la tematica da lui trattata, e cioè il dominio dell'uomo sull'uomo e del ruolo attivo in questo senso delle istituzioni, non tanto in singole pagine le une slegate alle altre ma magari unite in un unico discorso, bensì in un unicum senza interruzioni né ideologiche né raffigurative.

Questo numero infatti della rivista va visto come un vero e proprio rotolo che si svolge dalla prima all'ultima pagine sfogliandolo ma che si potrebbe ugualmente ridurre ad un cilindro di carta se si tagliassero le singole pagine e si unissero per i loro lati. Questa grande idea dà modo all'autore di presentare il suo discorso critico presentandolo come un'allucinante sfilata carnevalesca delle fondamentali categorie sociali: esercito, magistratura, religione, prostituzione, lavoro, il padrone al centro del trittico, ed infine alcune scenette relative alla politica, alla burocrazia, alla violenza sulla donna, non necessariamente borghese, tiene a precisare Willette.

Quest'idea di trattare in questo modo il numero della rivista non poté che sembrare che naturale all'autore che all'epoca aveva già decorato con enormi affreschi le pareti dei più celebri locali come Il Moulin Rouge (che su vede sullo sfondo della tavola intitolata La Brigata Mondana), Le Chat Noir, ma anche una sala del municipio parigino, e di ristoranti come quello della Cigale, La Taverne de Paris, L'Auberge du Clou, ecc.

Willette collaborò infine con la maggior parte delle riviste umoristiche e satiriche dell'epoca, illustrò anche numerosi libri di autori affermati e si fece apprezzare come pittore.

 

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Il giudice in mezzo all'illustrazione regge una tavola su cui sta scritto: Dura lex pavberibus sed lex (la legge è dura per i poveri, ma è legge). In basso sulla parte sinistra leggiamo la scritta: Quid stum mieser Tunc dicturus e sulla destra sempre in basso: Cum vix justus sit securus!

 

 

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  "March Tempo but not fast"

La Chiesa Anglicana

 

 

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Colui che mi ucciderà

Sarà un mio compagno

 Mi benderà gli occhi 

 

Con il suo fazzoletto blu,

E mi farà morire

Senza farmi soffrire.

 

 

 

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Gli usi e costumi.

 

La brigata Mondana.

 

 

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I lavoratori

 

C'è da bere laggiù!

Berrà chi potrà.

Pagherà chi vorrà.

 

 

 

 

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"Andiamo figli della Patria, il giorno di gloria è giunto".

 

La via all'eguaglianza della Repubblica si insabbia.

Dell'ideale iniziale non rimangono che le lucerne del 14 luglio.

 

 

 

 

 

 

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- Attenti!... ecco la Scimmia!...

 

Sulle botti poste sulla parte anteriore del vagone, si leggono le iscrizioni: legno di Campech (un colorante), Alcool, Melassa.

 

 

 

 

 

 

Marianne en paysanne , s'apprete à subir les hauts fonctionnaires de la République: dessin de Willette. Le Présidenr de la R.F. suivi de juges et du bourreau.

Sulla parte sinistra la Repubblica rischiara il mondo dei funzionari. Dietro di essa Auguste Potacolle, la sputacchiera dell'Eliseo 50.000 franchi, 250.000 con le mance.  Dietro ancora, Joseph Prudhomme, Presidente della Repubblica Francese, 1.200.000 franchi, e dietro di lui in primo piano il Boia, 6.000 franchi e con gli spostamenti e le gratifiche: 30.000 franchi.

 

 

 

 

 

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Gli uomini politici


 

 

 

 


Foule de fonctionnaires avec des casquettes marquées : Guerre ,Cultes , Marine, Beaux-Arts , etc ...

Trionfo del Signor Chi-di-Diritto

 

[Una folla di funzionari trasporta un capo dalle orecchie asinine con in mano uno scettro che non è altro che un timbro gigantesco, simbolo della burocrazia. Sui copricapi dei sottoposti sta scritto: Guerra, Culti, Marina, Belle-Arti. Sullo sfondo un enorme bottiglia per l'inchiostro].

 

 

 

 

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Qui si è rinunciato a toccare le imposte....

 

 

 

 

 

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È proibito sedersi... ma non sopra le ginocchia del Padrone.

 

 

 

 

 

 

 

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Nota bene. - La Scimmia non è sempre un Borghese.

 

 

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

 

 

LINK all'opera originale:

Le Singe

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27 marzo 2011 7 27 /03 /marzo /2011 11:23

PROUDHONIANA

 

 


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di CHAM

 

ALBO DEDICATO AI PROPRIETARI
 


 

 

 

 

 

 

 

 

proudhoniana--021.jpgCome il signor Proudhon se la prende con la proprietà senza prendersela con il proprietario

 

-Fate bene attenzione... non è voi che colpisco ma il vostro cappello!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Almeno voi, amici miei, veri amici miei ... capite come me il vero sistema sociale... Raddoppiate dunque i vostri attacchi contro le proprietà! 


 

 

 

 

 

proudhoniana--23.jpgRitratto dal vero del cittadino Proudhon, distruttore di proprietari.

 

[Sulla grande cassa di legno si legge: IMPOSTA PROGRESSIVA]

 

 

 

 

 

 

 

proudhoniana--024.jpgIl signor Proudhon travestito

 

-Nessuno potrà riconoscermi sotto questo costume.

 

 

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert] 

 

LINK all'opera originale:

Proudhoniana

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23 marzo 2011 3 23 /03 /marzo /2011 17:34

È ora la volta di una grande rivista anarchica e cioè  La Revue Anarchiste, che ebbe breve vita ma che produsse una grande mole di materiale interessante e soprattutto importante. Operando negli anni immediatamente successivi al primo dopoguerra, poté avvalersi di contributi di vecchi dirigenti e militanti di varie tendenze e soprattutto aprirsi a contributi internazionali di cui i più avvincenti restano quelli dei fuoriusciti anarchici russi che portarono in occidente le prime testimonianze e soprattutto le prime critiche e analisi sul regime totalitario sovietico: Berkmann, Kropotkin e Volin soprattutto, ma anche Emma Goldman.

La Revue Anarchiste era anche ricchissima di rubriche, che oltre ad occuparsi di tematiche attuali con una notevole profondità e competenza, effettuavano il punto su alcune tematiche sia teoriche sia di natura più storica miranti a valorizzare i contributi di figure note e meno note del movimento libertario. Di questa grande massa di dati ci occuperemo nei prossimi post di La Tradizione Libertaria. Consigliamo anche di cliccare sui link in fondo ai post per visionare la rivista on line di modo che si possa anche fruire della validità grafica della rivista nonché della sua pulizia tipografica.

 

La rivoluzione russa 

berkman--1892.png       

di Alexander Berkman

 


revue-anarchiste--titolo-rubrica.jpg


I

Sguardo sul passato e sull'avvenire


la-revue-anarchiste-cover.jpgÈ molto stupefacente vedere quanto siano poco conosciute al di fuori della Russia, la situazione attuale e le condizioni nelle quali si trova questo paese. Anche delle persone intelligenti, soprattutto tra gli operai, hanno le idee più confuse per quel che riguarda la Rivoluzione russa, il suo sviluppo e la sua situazione attuale sia politica sia economica e sociale. Se giudichiamo la Russia e gli avvenimenti che vi si sono svolti dopo il 1917, questo giudizio sarà molto incompleto, se non erroneo; benché la maggior parte delle persone prendano partito e parlano a favore o contro la Rivoluzione ed i bolscevichi, quasi nessuno possiede una conoscenza esatta e chiara dei fattori essenziali che vi si rapportano. In generale, le opinioni espresse - favorevoli o altre - sono basate su delle informazioni molto incomplete di cui si può contestare l'autenticità, e che sono spesso interamente false, informazioni riguardanti la Rivoluzione russa, il suo sviluppo e l'aspetto attuale del regime bolscevico. Ma le opinioni sostenute sono per la maggior parte, non soltanto fondate su dei dati imprecisi o falsi, ma anche oscurati - e a dir il vero snaturati - da sentimenti amichevoli, pregiudizi personali ed interessi di classe. In fondo è una profonda ignoranza che, sotto una forma o un'altra, caratterizza l'atteggiamento della grande maggioranza delle persone verso la Russia e gli avvenimenti di Russia.

 

berckman--Manifestazione-di-soldati-a-Pietrogrado--febbraio.jpg

E tuttavia, la comprensione della situazione russa è di vitale importanza per il progresso ed il benessere futuro del mondo. Non si insiste mai troppo su questo punto. È dalla giusta valutazione della rivoluzione Russa, dal ruolo stato svolto dai bolscevichi e altri partiti e movimenti politici e delle cause che hanno portato alla presente situazione, in breve è dall'intera comprensione di tutto il problema che dipendono gli insegnamenti che trarremo dal grande avvenimento storico del 1917. Questi insegnamenti informeranno nel bene o nel male l'opinione e l'attività di una gran parte dell'umanità. Detto altrimenti, i cambiamenti sociali dell'avvenire - il lavoro e gli sforzi rivoluzionari che li precedono e li accompagnano - saranno profondamente influenzati dalla comprensione popolare di ciò che è realmente accaduto in Russia.

 

berckman--1917-Pietrogrado--assemblea-dei-soviet.jpg

È generalmente ammesso che la Rivoluzione Russa sia l'avvenimento storico più importante dopo la grande Rivoluzione Francese. Sono anche incline a credere che dal punto di vista delle sue conseguenza potenziali, la Rivoluzione del 1917 è il fatto più significativo nella storia di tutta l'umanità. È la sola Rivoluzione che aspirava de facto alla Rivoluzione sociale Mondiale; è la sola che ha presentemente, abolito il sistema capitalista su tutto un territorio ed ha cambiato da cima a fondo tutte le relazioni sociali esistenti sino ad allora. Un avvenimento di una così grande magnificenza umana e storica non deve essere giudicata dallo stretto punto di vista della parzialità. Nessun sentimento personale né pregiudizio dovrebbe deformare l'atteggiamento degli individui. Innanzitutto, ogni fase della Rivoluzione deve essere studiata con cura, senza espedienti né pregiudizi, tutti i fatti essere considerati senza pregiudizio, perché possiamo farci un'opinione giusta e precisa. Credo, ne ho la ferma convinzione, che soltanto, tutta la verità per quel che riguarda la Russia, può essere di immenso profitto.

 

berckman--L-esercito-del-governo-provvisorio-spara-sui-man.jpeg

Sfortunatamente, ciò non è stato sino ad ora il caso, tranne qualche eccezione. Era del tutto naturale che la Rivoluzione Russa provocasse da una parte, l'antagonismo più strenuo e la difesa più appassionata dall'altra. Ma, la parzialità, da qualunque parte si manifesti, non è un giudice obiettivo. A dir il vero, la più odiosa menzogna così come delle ridicole storie favolose riguardanti la Russia sono state sparse e continuano ad esserlo, ancora oggi. Non possiamo, naturalmente, meravigliarci che i nemici della Rivoluzione russa, e della Rivoluzione in generale, e allo stesso modo i reazionari e i loro agenti, abbiano inondato il mondo con delle disinformazioni più velenose degli avvenimenti che succedono in Russia. Su di essi e la loro informazione, non ho più bisogno di spendere delle parole: è da tanto tempo che essi sono screditati agli occhi delle persone oneste ed intelligenti.

 

berckman--Assemblea-degli-operai-nella-fabbrica-Putilov-di-.jpg

È triste constatare che sono i sedicenti amici della Russia e della Rivoluzione Russa che hanno fatto più male alla Rivoluzione, al popolo Russo e ai migliori interessi delle masse di lavoratori del mondo con il loro zelo senza moderazione non tenendo conto della verità. Qualcuno per ignoranza, ma la maggior parte di quest'ultimi coscientemente e intenzionalmente hanno mentito con insistenza e passione, in contraddizione con tutti i fatti, con la falsa nozione che fa loro credere che così essi “aiutano la Rivoluzione”. Delle ragioni di “espedienti politici”, di "Diplomazia bolscevica”, di “necessità del momento” che essi allegavano e spesso dei motivi di considerazioni meno altruistiche, li hanno fatti agire in questo modo; essi hanno ignorato del tutto le sole considerazioni legittime di un onesto uomo, di un vero amico della Rivoluzione Russa, e dell'emancipazione dell'uomo - così come della storia veridica - che è il rispetto della verità. Vi furono degli uomini onorevoli, che furono delle eccezioni, sfortunatamente in piccolo numero e la cui voce si è quasi sempre persa nella passione delle interpretazioni scorrette, delle falsità e degli eccessi. Ma la maggior parte di coloro che visitarono la Russia mentirono del tutto sulla situazione di questo paese, - lo ripeto deliberatamente. Alcuni mentirono perché non sapevano nulla, perché non avevano avuto il tempo necessario né una vera occasione per studiare la situazione, di apprendere i fatti. Essi effettuarono dei viaggi, a volo d'uccello, trascorrendo dieci giorni a Mosca, non conoscendo la lingua, non vivendo mai a contatto diretto con la vita reale del popolo, non ascoltando e non vedendo altro ciò che dicevano e mostravano loro i ciceroni ufficiali interessati che li accompagnavano ovunque.

Pietrogrado--18-Giugno-1917.jpg

In molti casi, questi “storici della Rivoluzione” erano dei veri incompetenti, ingenui, sino al ridicolo. Essi erano così poco familiarizzati con tutto ciò che li circondava, che spesso non avevano il minimo sospetto che il loro affabile “interprete”, così avido di “mostrare e spiegare tutto”, era in realtà un membro del gruppo degli “uomini di fiducia”, specialmente designati per “guidare” i visitatori importanti. Molti di questi visitatori hanno successivamente parlato e scritto abbondantemente sulla Rivoluzione Russa con poca conoscenza eancor meno comprensione. Ve ne sono stati altri che avevano il tempo e l'occasione necessari, e qualcuno di essi tentarono realmente di compiere uno studio serio della situazione, non unicamente per i pettegolezzi della stampa. Durante il mio soggiorno di due anni in Russia, ho avuto l'occasione di incontrarmi personalmente con quasi tutti i visitatori stranieri, con le missioni dei sindacati e quasi tutti i delegati d'Europa, d'Asia, d'America e d'Australia, che si riunivano a Mosca per assistere al Congresso Internazionale comunista e al Congresso Rivoluzionario dell'Industria, che si tennero laggiù l'anno scorso. La maggior parte di loro potevano vedere e comprendere ciò che accadeva nel paese. Ma era, veramente, una rara eccezione che essi avessero una visione abbastanza netta e abbastanza coraggio per comprendere che soltanto tutta la verità poteva servire nel miglior modo gli interessi della situazione.

il-Generale-Kornilov--agosto-1917.jpg

Tuttavia, i diversi visitatori della Russia si preoccupavano, in generale, estremamente poco della verità, ed erano sistematicamente tali quando cominciarono ad “illuminare” il mondo. Le loro asserzioni sfioravano frequentemente un'idiozia criminale. Pensate, ad esempio, a George Lansbury (pubblicista del “Daily Herald” di Londra), che riporta che le idee di fratellanza, eguaglianza e di amore predicate da Gesù di Nazareth erano in corso di realizzarsi in Russia e che allo stesso tempo Lenin deplorava “la necessità del comunismo militare” imposto dall'intervento e dal blocco degli Alleati. “Considerate l'eguaglianza” che divideva la popolazione russa in 36 categorie, seguendo la razione ed i salari ricevuti. Un altro inglese, noto scrittore, esclamava enfaticamente che tutto sarebbe andato bene in Russia, se non vi fosse stata ingerenza da parte esterna... mentre interi distretti dell'Est, nel Sud e in Siberia, alcuni per estensione più vasti della Francia, erano in rivolta armata contro i Bolscevichi e la loro politica agraria. Altri scrittori lodavano il libero regime dei Soviet, mentre 18.000 dei suoi figli giacevano morti a Kronstadt, per aver lottato per la vittoria del libero regime dei Soviet.

 

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Ma perché dilungarsi su queste prostituzioni letterarie? Il lettore si ricorderà facilmente la folla di “pere” che negarono con forza l'esistenza stessa delle cose che Lenin cercava di spiegare come ineluttabili. So che molti dei delegati e altre persone credettero che se la situazione reale della Russia fosse conosciuta all'estero, si potrebbe forzare la mano ai reazionari d interventisti. Tuttavia, questa credenza non necessitava della rappresentazione della Russia come un vero Eldorado del lavoro. Ma il tempo in cui sarebbe potuto sembrare inopportuno parlare esplicitamente della situazione russa, è passato da mol. Questo periodo è terminato, relegato negli archivi della Storia con l'introduzione della “nuova politica agraria”. Ora è giunto per noi il tempo di trarre gli insegnamenti della Rivoluzione e di ricercare le cause del suo fallimento. Allo scopo di evitare gli errori che essa ha commesso (Lenin dice francamente che essi sono stati numerosi), e affinché possiamo adottare le sue migliori linee, dobbiamo conoscere tutta la verità sugli avvenimenti della Russia.

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È per questo che considero l'attività presente di alcuni lavoratori e altri uomini come positivamente criminale e un tradimento dei veri interessi dei lavoratori del mondo. Mi riferisco a quegli uomini e donne, di cui alcuni erano delegati ai congressi che ebbero luogo a Mosca nel 1921, e continuano sempre a propagare le “amabili” menzogne sulla Russia, e abusano le masse con delle rappresentazioni fantasiose delle condizioni di lavoro in questo paese e cercano anche di indurre i lavoratori di altri paesi a emigrare in massa in Russia. Essi rafforzano la spaventosa confusione mentale già esistente nello spirito del popolo, ingannano il proletariato con dei falsi rapporti riguardanti il presente e delle vane promesse in un prossimo avvenire. Continuano ad abusare gli spiriti sostenendo la pericolosa illusione che la Rivoluzione è sempre viva e dispiega un'attività continua in Russia. È una tattica delle più spregevoli. È, naturalmente molto facile per un leader americano dei lavoratori, giocando sull'elemento radicale, redigere dei rapporti entusiastici sulla condizione dei lavoratori russi, i quali sono mantenuti, a spese dello Stato al “Lux”, l'hotel più lussuoso in Russia. In verità, può affermare che non “si ha bisogno di denaro”, perché riceve tutto ciò che egli desidera, senza alcuna spesa? Sì, perché il Presidente dell'unione americana degli operai degli aghi non dovrebbe sostenere che gli operai russi godono interamente della libertà di parola? Ha cura di non menzionare che soltanto, i Comunisti e i loro “fedeli” vadano a parlare, mentre il distinto “visitatore” indaga sulle condizioni nelle fabbriche.

Che la Storia possa perdonarli... Io non posso farlo.

 

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Alexander Berckman


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[Traduzione di Ario Libert]

 

 

LINK all'opera originale:

La Revue Anarchiste, n° 4

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20 marzo 2011 7 20 /03 /marzo /2011 07:00

 

 

 

PROUDHONIANA

 


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di CHAM


ALBO DEDICATO AI PROPRIETARI

 

 

 

 

proudhoniana--17.jpgIl signor Proudhon mentre richiede la sua cauzione


Il prestatore. -Chiedo una garanzia per i 24.000 franchi che vi ho prestato.
 

Il signor Proudhon. -Vi lascio in garanzia le vostre proprietà che considero come mie.

 


 

 

 


proudhoniana--18.jpg Riunione di azionisti

 

-Dite, signor gerente che il giornale va di bene in meglio, e ci richiedete dei fondi sempre più spesso?...

 

-Diamine! lo scopo del nostro giornale è di distruggere la proprietà; più il giornale rovina i suoi azionisti, più marcia verso il proprio scopo!


 

 

 

 

 

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Azionista andato a riscuotere il suo dividendo

 

-Signore sono proprietario di un'azione.

 

Il cassiere -Sciagurato, la proprietà è un furto; andatevene immediatamente, altrimenti mando a chiamare la guardia!


 

 

 

 

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-Sciagurato, non aprire il tuo giornale... forse sono i sigilli che gli hanno messo!

 


 


 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

 

 

LINK all'opera originale:

Proudhoniana

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16 marzo 2011 3 16 /03 /marzo /2011 13:50

George Grosz


Grosz_Eclipse-of-the-sun_1926.jpg Disegni contro l'ordine costituito

 

 


 

 

 

pillars-of-society-by-george-grosz.jpgI Pilastri della Società, 1926

di Felip Equy 
  
George Grosz fu un disegnatore ed un pittore tedesco poi americano. Testimone della prima Guerra mondiale, della sconfitta della rivoluzione in Germania poi dell'ascesa del nazismo, ha realizzato dei disegni che rappresentano un violento attacco contro l'ordine costituito. Ha espresso nella sua arte il suo odio per il militarismo, il clero e la borghesia. La sua influenza sui caricaturisti oggi è innegabile. I suoi disegni sono spesso utilizzati in ricerche e documenti a scuola per illustrare la storia della Germania tra il 1918 ed il 1933.

Grosz.Suicidio.1916.jpg

   Il Suicidio, 1916.

È nato a Berlino nel 1893. Trascorre la sua infanzia in Pomerania. Segue degli studi artistici all'Accademia reale di Dresda poi a Berlino. Il suo primo disegno è pubblicato nel 1910. Nel 1913, viaggia a Parigi dove incontra il pittore Jules Pascin. È volontario nel 1914 ma è riformato per motivi di salute nel 1915. È reintegrato nel 1917 e finirà la guerra in diversi centri ospedalieri. Molti dei suoi disegni mostrano i campi di battaglia con le loro distruzioni, morti e prigionieri.

George-Grosz--guerra--1920.jpg

 

 Nel 1916, rifiutando il nazionalismo germanico, trasforma il suo nome Georg in George e il suo cognome Gross in Grosz. Parla inglese per provocazione. Le sue influenze sono molteplici. I suoi inizi sono segnati dallo Jungendsil (Art Nouveau). Ritroviamo il futurismo italiano con il suo dinamismo e la sua qualità visionaria in un'opera come La Città (1916). Poi è il periodo dadaista con dei fotomontaggi e dei collage per delle pubblicazioni satiriche che egli anima.


Grosz.metropolis.jpg

La Città, 1916
 
 L'espressionismo è in seguito molto presente, soprattutto in Ecce Homo, una raccolta di acquerelli antireligiosi ed antimilitaristi. Dopo il 1924, la sua pittura è stata qualificata come verista nel senso della Nuova Oggettività.

George-Grosz--Noske--.jpgNoske beve alla morte della giovane rivoluzione
 
Difende la Rivoluzione sovietica ed aderisce al KPD (Partito comunista tedesco) nel 1918. Lo schiacciamento della rivoluzione tedesca radicalizza i suoi disegni. Tra le opere di quest'epoca, possiamo citare Noske beve alla morte della giovane rivoluzione (1919), Operai giudicano l'esercito sotto un ritratto di Karl Liebknecht, (1919), Germania, racconto d'inverno, (1917-1919).

grosz101.jpgGermania, un racconto d'inverno

 

Al centro di questo quadro, oggi perduto, un grosso borghese tedesco, il sigaro tra le labbra legge il suo giornale. Sotto di lui sono rappresentati i tre pilastri della società: l'esercito, la Chiesa, la scuola. È aggrappato alla sua forchetta e coltello, intorno a lui il mondo vacilla. Un marinaio rivoluzionario ed una prostituta completano questo quadro. 

I guaritori della fede (tratto dalla raccolta Gott mit uns, 1920), rappresenta uno scheletro che si presenta davanti al consiglio di revisione. Tutti gli ufficiali presenti lo dichiarano idoneo per l'esercito.


Gesundbeter.jpgI guaritori della fede

L'omaggio a Oskar Panizza (1917-1918) è realizzato secondo il principio del collage. Il colore dominante è rosso sangue. Il quadro rappresenta una processione allucinante di figure disumanizzate. In primo piano, tre figure simbolizzano la sifilide, l'alcolismo e la peste. La morte trionfa al centro della composizione. La follia della razza umana ricorda Bosch e Bruegel. Oskar Panizza era psichiatra e scrittore maledetto. Fu condannato per blasfemia e crimine di lesa maestà. Dal 1904 verrà internato in manicomio sino alla morte.

grosz85cv.jpgOmaggio a Oskar Panizza

Dada è nato a Zurigo nel 1916. Il movimento giunge a Berlino nel 1918. George Grosz è uno dei primi rappresentanti. Realizza con John Heartfield (1891-1968) un fotomontaggio intitolato Dadamerika. Le opere, scritti e manifestazioni collettive sono influenzate dal movimento rivoluzionario marxista ma con il poeta Franz Jung, a Berlino.

dadamerika.jpg
Dadamerika (con John Heartfield) 

Dada presenta anche delle tendenze anarchiche o nichilistiche. La prima serata Dada è organizzata nell'aprile 1919 nella sala della Nuove Secessione. Il poeta e scrittore Richard Huelsenbeck (1892-1974) pronuncia il primo manifesto Dada di cui è il principale autore. Afferma il cosmopolitismo del movimento così come l'opposizione di ogni tendenza etica o estetica.

Durante gli incontri Dada, gli spettatori erano coperti di insulti. Si veniva regolarmente alle mani e bisognava richiedere alla polizia l'aitorizzazione prima di organizzare una nuova riunione. Tutto era volto in derisione. Anche le divergenze tra artisti si regolavano sulla scena. Un giorno, fu organizzata una gara tra una macchina per cucire manovrata a George Grisz ed una macchina da scrivere azionata a Walter Mehring. George Grosz fu nominato Propagandada. Berlino fu ricoperta da manifesti con deigli slogan come "Dada ist da!", "Dada siegt", "Dada! Dada über alles", "Dada ist sinnlos", (Dada non significa nulla). Dada rappresenta un nichilismo totale: il nulla, il vuoto, il buoco. Nel 1919 e nel 1920 compare la rivista Der Dada.

dada-siegt-.jpg

Nel 1920, George Grosz, John Heartfield e Raoul Hausmann organizzano la prima Fiera internazionale Dada.


dada-messe.jpg
Essa ha luogo alla Galleria Otto Burchard. Sul soffitto era agganciato un generale impagliato con una testa di porco, opera di Rudolf Schlichter. Un cartello segnalava che era stato "impiccato dal popolo". 174 opere sono presentate: disegni, collage ed oggetti, testi Dada e politici. Vi si vedranno opere di Max Ernst e di Otto Dix. La galleria verrà chiusa per ordine della polizia e condannata ad una multa.

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Prima fiera Dada, Berlino 1920

Nel 1922, trascorre sei mesi sei mesi nella russia sovietica con lo scrittore danese Martin Andersen-Nexø. Incontra brevemente Lenin ed altri dirigenti. Dopo essere stato affascinato dalla Rivoluzione, il bilancio del suo viaggio è piuttosto deludente. Non trova nulla di positivo nella Russia del 1922. La fame, la burocrazia, le distruzioni sono onnipresenti.  Abbandona il PC nel 1923 ma continua a fornire dei disegni ai suoi giornali. Vi si vedono dei borghesi obesi ed osceni, dei militari grotteschi ed arroganti. Nel 1927, Sacco e Vanzetti è un disegno di attualità che rappresenta la Statua della libertà coperta di sangue e brandente una sedia elettrica. È una denuncia delle condanne a morte dei due anarchici italiani.

circe--1927.jpgCirce, 1927.

Il suo pessimismo è presente dietro una perfezione gelida alla De Chirico. Il Ritratto del mio amico Max Hermann-Neisse (1925) lo rappresenta crudelmente come uno gnomo rannicchiato nella sua poltrona benché fu suo difensore durante durante un processo.

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Ritratto del mio amico Max Hermann-Neisse, 1925

Nel 1928, Erwin Piscator aveva messo in scena il libro di Jaroslav Hašek, Le avventure del bravo soldato Chveik. Dei disegni di George Grsz erano proiettati sullo sfondo della scena. Una parte di loro saranno ripresi nella raccolta intitolata Retro-piano. Questa pubblicazione gli valse una condanna a due mesi di prigione e 2.000 marchi di multa per blasfemia, ma sarà prosciolto in appello due anni dopo. Vi si vede un Cristo crocifisso con una maschera a gas e stivali militari, la croce minacciava di cadere, la didascalia era: Tienila ferma e continua a servire.

 


inri-grosz.jpgCristo con la maschera a gas

Nel 1921, un primo processo gli era valso un'amenda di 300 marchi per insulto all'esercito nella raccolta Gott mit uns.


gott-mit-uns.jpg
Nel 1924, era stato condannato a 6.000 marchi per oltraggio ai costumi a causa della raccolta Ecce Homo in cui descriveva la vita privata della borghesia.

ecce-homo.jpg
Nel 1930 disegna un mascellaio che accarrezza un animale scuoiato. Le sue visceri sono poste in primo piano come i colori di un pittore sulla sua paletta dei colori.

macellaio.jpg
 Emigra alcuni giorni prima dell'avvento di Hitler al potere. Il regime nazista gli ritira la nazionalità tedesca e le sue opere troveranno posto privilegiato nell'esposizione sull'arte degenerata nel 1937.


la-minaccia--1934.jpgLa Minaccia, 1934

Il suo talento di caricaturista è molto apprezzato negli Stati Uniti. Invitato dall'Art Students League di New York, vi dà dei corsi di disegno. Disegna per dei giornali poi crea la sua propria scuola. Assumerà la nazionalità americana. Ma è troppo ammirativo per essere critico e la sua arte avvizzisce. I suoi quadri diventano più calmi e sereni. Continua tuttavia con i suoi disegni sull'attualità: campi di concentramento, calvario dello scrittore anarchico Erich Mühsam, avvento di franco al potere in Spagna.

coppia-newyorchese--1935.jpgCoppia newyorchese, 1935


arresto-di-muhsam.jpgL'arresto di Erich Mühsam


hitler-all-inferno--1944.jpgHitler all'inferno, 1944


Nel 1946, scrive la sua autobiografia Un piccolo sì ed un grande no. Si tratta di una narrazione piena di umorismo e di spontaneità. Non risparmia i membri dell' intelligentsia berlinese che ha conosciuto come Heinrich Mann o Bertolt Brecht. Ritrova tuttavia la sua veemenza precedente. Rappresenta dei vegliardi armati di forchette rotorte che continuano la guerra.

GeorgeGroszLejosalSurlabellaEspaa19.jpgLejos, al Sur, la bella Espana

Nel 1946, Il pozzo è un'evocazione allucinata dell'Europa in rovina. Nel 1950, la serie degli Uomini bastoni è una visione da incubo della crescita demografica.

The-agitator.jpg


I suoi disegni si beffano anche dei costumi della sua patria di adozione. Nel 1958, Cookery School (La scuola di cucina o la Valle delle salsicce) è una serie di collage grotteschi con delle immagini provenienti da riviste e pubblicità. È una critica della società dei consumi americana. Quest'opera anticipa la pop art.

George_Grosz__Ecce_1576403b.jpg

Dopo diversi viaggi in Europa, decide nel giugno 1959 di installarsi a Berlino. Il mese seguente, rientrando da una serata di abbondanti bevute, muore in seguito ad una caduta dalle scale della sua cantina.


battersby.jpg

Der-Madchenhandler--1918.jpg
Felip Equy


George-Grosz--12-.jpg

[Traduzione di Ario Libert]


GeorgeGrosz5.jpg

 

 

sonniges-land.jpg

 

 

LINK al post originale:
George Grosz, des dessins contre l'ordre établi

 

 

LINK a due opere originali di George Grosz:

Das Gesicht der Herrschenden

 

Mit Pinsel und Schere

 

  
LINK ad un documentario sulla vita e le opere di George Grosz a puntate:

George Grosz, Ennemi of the State 01 di 10

 
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13 marzo 2011 7 13 /03 /marzo /2011 07:00

 

PROUDHONIANA

 


proudhoniana00cham_0007.jpg

 

di CHAM


ALBO DEDICATO AI PROPRIETARI

 


 

 

 

 

 

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Un nemico della proprietà contrastato nei suoi progetti.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Un torneo sociale.

 

-Fermatevi, cavaliere, chiedo la rivincita ad otto giorni!

 

[Notare la parola "communisme" scritta trasversalmente sullo scudo di "Proudhon"].

 


 

 

 

 

proudhoniana--15.jpgAspetto dell'Assemblea nazionale mentre il cittadino Proudhon sviluppa le sue ideuzze.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

proudhoniana--16.jpg

Il cittadino Proudhon fermato sulla sua strada.

 

 

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

 

LINK all'opera originale:

 Proudhoniana

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11 marzo 2011 5 11 /03 /marzo /2011 07:00

Abbiamo accennato in vari saggi già apparsi all'interno del presente blog alle culture gilaniche neolitiche basate su rapporti egualitari e funzionali tra i sessi, privi di apparati statuali e quindi eserciti e ignoranti in fatto di violenza e quindi guerre, ecc. 

In attesa di ulteriori approfondimenti, vasti ed esaustivi, di natura teorica e storiografica, riteniamo doveroso porre in risalto le aree in cui queste culture, caratterizzate dal culto della dea madre, dal modo di produzione agricolo e da un vasto e fiorente commercio su scala internazionale, lasciarono i loro segni più profondi. 

Dopo Creta minoica, l'isola di Malta merita senz'altro attenzione per la quantità e qualità dei reperti archeologici a dir poco impressionanti.

 

Malta dea dormiente

  Dea Dormiente dall'isola di Malta

 

 



Templi megalitici dell'isola di Malta

 

 

di Kathy Dauthuille 

 

L'isola di Malta è soprattutto conosciuta per i suoi cavalieri ma poco per i suoi templi. Infatti l'isola di Malta e la piccola isola di Gozo posta a lato, possiedono sette templi megalitici; attualmente diciasette siti raggruppano trentatré vestigia in totale.

  

Questi templi sono i più antichi del mondo e datano dell'età del bronzo. Il tempio di Ggantija (che vuol dire gigante) si trova sull'isola di Gozo e data al 3600 a. C., in fondo ad una camera si trovano delle strutture tabulari. Non molto distante un circolo di pietre (resti di un ipogeo).


 

   Tempio di Ggantija. © Photo K. Dauthuille

 

Il tempio di Tarxien data al 3500 a. C., vi si trovano bassi rilievi a spirale, la parte bassa di un astatua di dea (dalle forme generose, forse una statua della fecondità).

 

Tempio di Tarxien. © Photo C. Dauthuille

  

Il tempio di Hagar Qim che data al 2600 a. C., possiede un muro di cinta ciclopico e Mnajdra che data al 3500 a. C., mostra delle poret monilitiche, sono dei templi dalle strutture colossali, si può trovare in un muro una pietra di 6,60 m pesante 20 tonnellate.

 

 



Tempio di Hagar Qim. © Photo K. Dauthuille

  

  

  

    

 Tempio de Mnajdra. © Photo K. Dauthuille  

 

Questi templi (edificati spesso tre alla volta) hanno in comune il fatto di essere edificati in cammere elissoidali che hanno il contorno delle statue della fertilità; infatti, sovrapponendo i contorni  della statua e del tempio, questi coincidono. Sono dei santuari dotati di absidi. Quello di Mnajdra è edificato in modo tale che i raggi del sole levante entri nel corridoio centrale.

 

 

Pianta del tempio di Mnajdra. © Photo K. Dauthuille

 

 

 

 

Troviamo degli altari e dei "passaggi di oracolo".

 

 

Altare. © Photo K. Dauthuille


 

 

Passaggio di oracolo. © Photo K. Dauthuille

 

Parallelamente alle enormi statue della fecondità, si sono ritrovati nell'ipogeo di Hal Saflieni una statuetta in terracotta rappresentante una enorme signora addormentata, vestita con una gonna pieghettata in basso. Si potrebbe pensare che questa statuetta era legata al rito del "sogno lucido" praticato un tempo nelle "sale di incubazione".

dea-di-malta-III-millennio.jpg

 

Sono dei luoghi impressionanti per la loro forma e per il loro simbolismo.


 

Dea di Skorba

 

 

Il resto del tempio maltese più antico sarebbe un muro di grandi pietre secche erette nel neolitico sul sito di Skorba. Datante al 5200 a. C., sarebbe dunque anteriore di 700 anni alla prima costruzione megalitica continentale il Cairn di Barnenez nel finisterre (da 4500 a 3500 a. C.), di 1200 anni rispetto agli allineamenti di Carnac (4000 a. C.), di 2400 anni rispetto al cerchio di Stonehenge (dal 2800 al 1100 a. C.) e 2600 anni prima delle piramidi d'Egitto (da 2600 al 2400 a. C.).

 

Malta--idoli-gemelli-dall-ipogeo-di-Xaghra.jpg

Idolo gemello dall'ipogeo di Xaghra

 


 

 

  

[Traduzione di Ario Libert] 

 

 

LINK al post originale:

Les temples mégalithique de l'ile de Malte 

 

 

LINK pertinenti:

James DeMeo, Le origini e la diffusione del patrismo in Saharasia, 01 di 02

Serge Papillon, La teoria dei Kurgan

Ricercatori libertari. [Marija Gimbutas]

C'era una volta l'isola di Creta, da: "Planète non-violence", 2004

 

LINK ad un documentario You Tube su Malta megalitica:

  


 

 [2]; [3]; [4]; [5];

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8 marzo 2011 2 08 /03 /marzo /2011 10:11
Margaret Michaelis


michaelis-margaret.jpg
Una fotografa anarchica
di Felip Equy

michaelis--Barcellona--3.jpgL'opera fotografica di Margaret Michaelis è stata a lungo una sconosciuta. Non è che dopo la sua morte nel 1985 che delle esposizioni sono state presentate al pubblico, in particolare all'Australian National Gallery di Canberra nel 1988 e nel 2005 e all'Istituto di  Valencia di arte moderna a Valencia in Spagna nel 1998. La sua vita fu movimentata. Le sue migliori fotografie furono realizzate in Spagna durante un breve periodo (1932-1937). I suoi fotomontaggi sono una molto bella illustrazione di quest'epoca agitata.

Margaret Gross è nata nel 1902 in una famiglia ebraica di Dzieditz in Austria (oggi Dziedzice ad un centinaio di chilometri da Cracovia in Polonia). Studia fotografia all'Istituto di arti grafiche e di ricerca a Vienna, Diventerà copista, ritoccatrice e realizzerà delle fotografie pubblicitarie e di moda in alcuni studi a Vienna, Praga e Berlino.

michaelis Rudolph, 1932
Rudolf Michaelis

Nel 1929, incontra Rudolf Michaelis (1907-1990) che sposerà nel 1933. Nato a Lipsia, è anarcosindacalista sin dalla sua adolescenza. Fa parte della FAUD (Unione dei lavoratori liberi di Germania). Lavora al Museo di Stato di Berlino in cui restaura delle antichità del Vicino Oriente. Partecipa anche a delle spedizioni (Uruk in Irak per sei mesi nel 1932 e 1933). Nel 1928, ha frequentato Buenaventura Durruti durante il suo passaggio a Berlino. Rudolf è il leader della GFB (Corporazione dei bibliofili libertari), ramo culturale della FAUD.

faud_sacco.jpg
Manifestazione della FAUD a favore di Sacco e Vanzetti

Margaret Michaelis apre la sua attività commerciale di fotografie a Berlino nel 1931 (Foto-gross). Nel 1932, parte in viaggio per Barcellona. Il suo albergo è nel cuore del quartiere più miserabile, il Barrio Chino. Le sue foto sono prese di nascosto con la Leica: Gitani, marinai, giocatori di carte, bambini, musicisti di strada. La diffidenza regna nel quartiere, è presa per un'informatrice della polizia e deve rifugiarsi nel suo albergo presso i suoi compatrioti tedeschi.

michaelis--1932.jpgScrive un testo su questa esperienza. "Fu un pomeriggio pieno di emozione. Arrivò un suonatore di fisarmonica che si sedette davanti alla pensione e cominciò a suonare. Poco dopo tutti i bambini di Mediodía lo avevano circondato. Una triste e terribile immagine. Le statistiche suppongono che tra il 90 ed il 95% dei bambini del Barrio Chino soffrono di sifilide. Numerosi bambini con il naso appiattito, calvi, ciechi,con delle stampelle. Era il volto oscuro di Barcellona. Il Barrio Chino è la vergogna di tutta la Catalogna. I bambini sono una denuncia silenziosa". E le sue foto, mal inquadrate, deformate sono egualmente una virulenta critica sociale.

margaret--AC--gatepac.jpgCon l'avvento di Hitler al potere, la situazione diventa insostenibile per gli Ebrei e gli anarchici. Rudolf aveva partecipato clandestinamente al congresso dell'AIT (Associazione internazionale dei lavoratori) ad Amsterdam nel 1933. Le sue attività antifasciste ed il suo rifiuto di riconoscere l'ordine nuovo provocano il suo licenziamento. Verrà imprigionato per cinque settimane e liberato grazie all'intervento del direttore del museo. Margaret sarà anch'essa arrestata in seguito ad una curiosa storia di furto di libri nella libreria della FAUD. Margaret e Rudolf si esiliano e scelgino Barcellona come destinazione. Ritrovano altri membri della FAUD che formano il DAS (Deutsche Anarcho-Sindikalisten). Quest'ultimi hanno allora pochi contatti con i loro compagni spagnoli. Essi non parlano né il catalano né lo spagnolo e vivono nella miseria. Sono sospetti agli occhi delle autorità. In questo difficile contesto, Rudolf e Margaret si separano nel 1934.

margaret--D-aci-e-d-alla.jpgMargaret Michaelis apre il suo studio nel 1934  (foto-studio che diventerà in seguito foto-elis) Lavora per gli architetti di avanguardia del GATEPAC e realizza delle fotografie per la loro esposizione Nova Barcelona. Esse appaiono nelle riviste AC (documentos de actividad contemporánea) e D'aci D'alla. Il GATEPAC aveva un progetto di risanamento del Barrio Chino che non sarà mai realizzato. Le foto di Margaret Michaelis sono dei documenti sociali. Sono piene di energia, le persone accettano la sua presenza e continuano le loro attività senza preoccuparsi della macchina fotografica. I suoi punti di vista sono insoliti: inquadrature dall'alta, inquadrature dal basso, composizioni grafiche. Le strade sono viste dall'alto degli immobili, gli immobili dal basso della strada.

michaelis--Barcellona.jpgPer il loro stile, esso possono essere collegate alla corrente della Nuova fotografia che fu rappresentata in Germania ed in URSS durante gli anni 20 e 30. Le case sono sporche, le facciate decrepite, gli interni poveri e poco adorni, i cortili interni sono pieni di rifiuti. I bambini sono sempre malati. La situazione sanitaria è catastrofica. Nelle riviste, le sue fotografie sono accompagnate da grafici, da statistiche e da poani che accentuano la drammatizzazione. Un fotomontaggio rappresenta una figura mascolina "degenerata" del quartiere su una una vista aerea della città.

michaelism-Barcellona--2.jpgUn altro montaggio rappresenta un bambino dalla testa ritorta visto dall'alto sulla parte destra della pagina, la parte sinistra è un testo accompagnato da statistiche sulla densità della popolazione e la mortalità. Delle frecce collegano le due parti. Nel 1935, realizza delle foto per un'esposizione (Barcelona futura) che deve aver luogo a Buenos Aires. Accompagna l'architetto Josè Luis Sert ed il pittore Joan Mirò in Andalusia, le foto del viaggio sono pubblicate in AC. Pubblica dei lavori pubblicitari in Crónica e D'aci D'allà. Fotografa i quadri di Mirò.

michaelis--Barcellona--4.jpgNel 1936, per rispondere al colpo di Stato fascista, la rivoluzione scoppia in Catalogna. Rudolf è delegato del Gruppo Erich Müsham che integrerà la Colonna Ascaso, gli anarchici tedeschi e spagnoli si avvicinano infine. Il DAS integra la Federazione locale dei gruppi anarchici di Barcellona. Rudolf partecipa all'occupazione del Club tedesco, rifugio di nazisti. Margaret effettua un viaggio a Valenzia in Aragona con Emma Goldman, Hans-Erich Kaminsky, la sua compagna Anita Garfunkle e Arthur Lehning, segretario dell'AIT. Essi visitano le nuove collettività rurali. Margaret fotografa i contadini e fa un magnifici ritratto di Emma Goldman senza i suoi famosi occhiali con uno sguardo inflessibile ed una certa gravità. Alla fine dell'anno, fotografa il funerale di Durruti.

michaelis--Barcellona-5.jpgMargaret Michaelis lavora nel 1937 per il Commissariato di propaganda della Generalita di Catalogna. Le sue foto ci mostrano la vita quotidiana a Barcellona.Effettua dei servizi sulla sanità pubblica, l'aiuto all'infanzia, l'industria. Le foto sono pubblicate in Nova Iberia, SIAS, poi Armas y letras  e sono probabilmente utilizzate nelle publicazioni anarchiche. Sono delle fotografie documentario, esse sono descrittive, sono fatte rapidamente e non sono ritoccate.

michaelis--bambini-profughi-allo-stadio-Montjuic-con-maestr.jpgNel Barrio Chino, fotografa senza nascondersi come nel 1932, i clienti dei bar e ristoranti. È allo stesso tempo cliente e fotografa e compone a volte delle scenette (un ladro ruba la borsa di una cliente in piena discussione). Le sue foto del Barrio Chino sono utilizzate dal sindacato socialista UGT. Alcune foto di Margaret sono visibili in una pubblicazione franchista Homenaje de Cataluña liberada a su caudillo. Inutile specificare che Margaret non ha mai dato il suo consenso e che si tratta di un furto.

michaelis--funerali-di-Durruti--193605.jpgMargaret Michaelis, Funerali di Durruti, novembre 1936

 

La situazione è tesa in Catalogna. gli stalinisti arrestano Rudolf diverse volte. Margaret lascia la Spagna alla fine del 1937. Dopo un passaggio per la Francia, fa visita ai suoi genitori in Polonia nel 1938. In questa occasione, fotografa il ghetto ebraico di Cracovia, ultima immagine senz'altro...  Ottien un visto per la Gran Bretagna poi per l'Australia. Giunge a Sidney nel 1939. Rudolf aveva integrato l'esercito repubblicano e preso la cittadinanza spagnola. Dopo la sconfitta, passa in Francia poi ritorna clandestinamente in Spagna. Arrestato, rimarrà in carcere sino al 1944.


michaelis--mercato-di-Cracovia--1938.jpg

Margaret Michaelis, Mercato al ghetto di Cracovia, 1938.

 

In Australia, Margaret Michaelis addotta un profilo basso. Gli emigranti di lingua tedesca erano mal visti e sorvegliati. Nasconderà sino alla fine della sua vita le foto realizzate in Spagna. Le teneva in alta stima ma non le mostrava e non ne parlava. Evitava senz'altro di parlare di quest'epoca che aveva preceduto l'Olocausto che fece sparire la sua famiglia.


goldman--ritratta-da-michaelis--1936.jpgMargaret Michaelis, Ritratto di Emma Goldman, 1936.

 


Nel 1940, apre il PMichaelis--Portrait-of-Lyndall-Barbour.jpeghoto Studio. Le fotografie che realizza sono dei ritratti di studio convenzionali che non hanno nulla a vedere con i suoi lavori precedenti. Il suo lavoro è unicamente alimentare: fotografa degli artisti, dei danzatori e degli scrittori e abbandona ogni fotografia di esterni.

Michaelis--1952--danza-ragazzo-indiano.jpgLo Studio chiuderà nel 1952 a causa di problemi di vista di Margaret. Nel 1960, sposa Albert George Sachs e lavora con lui nel suo commercio di quadri e di vetri a Melbourne. Pratica la pittura ed il disegno amatoriale.

Si interessa allora alla psicologia di Jung ed al buddismo. Fa visita a Rudolf nel 1967 che vive con la sua famiglia a Berlino Est e rimarrà in corrispondenza con lui sino al 1975. Muore nel 1985, i suoi archivi scritti e fotografici sono dati alla National Gallery d'Australia.

 

michaelis--autoritratto-1948.jpgMargaret Michaelis, Autoritratto, 1948

 

michaelis--Chapple--Margaret---1950.jpegMargaret Michaelis, Ritratto di Margaret Chapple, 1950.


 

Michaelis--03.jpg

 


Felip EQUY

 

 

[Traduzione di Ario Libert]


LINK al post originale:

 Margaret Michaelis, une photographe anarchiste 

 


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6 marzo 2011 7 06 /03 /marzo /2011 07:00

 

 

PROUDHONIANA

 


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di CHAM


ALBO DEDICATO AI PROPRIETARI

 

 

 

 

 

 

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L'ex catechismo repubblicano

 

L'stitutore. -Rispondete, monello, il popolo francese è un popolo libero?

 

Lo studente piangendo. -Ma, signore lo vedete che non è così, perché mi si obbliga di andare a scuola.

 

 

 

 

 

 

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-Jean Pierre sa meglio il catechismo di te, mi ha risposto subito che la famiglia non esiste.

 

-Ci credo, è un bastardo!

 

 

 

 

 

 

 

proudhoniana--11.jpg

Il rientro a scuola



-Non voglio abbracciarti, papa, non sei che un proprietario, un ladro!

 

 


 

 

 

 

proudhoniana--12-copia-1.jpg

 

-Come! anche voi avete il pregiudizio della famiglia? ... Sciagurati, dovreste vergognarvi!

 

 



[Traduzione di Ario Libert]
 


LINK all'opera originale:

Proudhoniana

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Presentazione

  • : La Tradizione Libertaria
  • : Storia e documentazione di movimenti, figure e teorie critiche dell'esistente storico e sociale che con le loro azioni e le loro analisi della realtà storico-politica hanno contribuito a denunciare l'oppressione sociale sollevando il velo di ideologie giustificanti l'oppressione e tentato di aprirsi una strada verso una società autenticamente libera.
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