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28 dicembre 2009 1 28 /12 /dicembre /2009 07:58







Barabbah
V. Ricordi di gioventù





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24 dicembre 2009 4 24 /12 /dicembre /2009 10:53



Barabbah

IV. Parole nella valle [2]











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BARABBA, L'eterno ingannato, 03



[Traduzione di Ario Libert]



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23 dicembre 2009 3 23 /12 /dicembre /2009 08:11



Barabbah

III. L'eterno ingannato









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[Traduzione di Ario Libert]



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22 dicembre 2009 2 22 /12 /dicembre /2009 15:27





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II. Parole nella valle








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20 dicembre 2009 7 20 /12 /dicembre /2009 15:11


Un regalo di Natale che spero i miei dieci lettori sapranno forse apprezzare, si tratta del frutto della collaborazione di due artisti anarchici, Steinlen, in questo blog un autore abbastanza noto, che illustra con quasi 200 disegni, il romanzo dello scrittore, del tutto ignoto nel nostro paese come quasi nel suo, Lucien Descaves, prolifico autore di racconti, romanzi ed opere teatrali su cui avremo modo di tornare.

Presentiamo oggi il primo capitolo di questo romanzo, intitolato Barabbah [Barabba]. Il titolo del capitolo è significativamente Natività e quindi si intona perfettamente al periodo di festa comandata. Non si tratta di una versione socialisteggiante della storia di Gesù incentrata su di un personaggio minore dei Vangeli, come potrebbe far pensare il titolo.  Il Cristo proletario di Descaves-Steinlen, è in realtà un sottoproletario nato da sottoproletari, una bella  carriera insomma, membro quindi della casta occidentale degli intoccabili.

La particolarità del romanzo sta nei suoi capitoli brevissimi ed illustrati magistralmente dal grande Steinlen, in cui il protagonista, Barabba, illustra la storia del barbone-messia, a partire dal terzo capitolo ed in ogni capitolo con numerazione dispari. I capitoli numerati con numerazione pari, tutti intitolati allo stesso modo e cioè Parole nella valle, riportano invece i detti aurei di questo anticristo-zarathustra. Il primo capitolo funge invece da presentazione dell'ambiente in cui si svolge la storia ed è incentrato sulla nascita del profeta nichilista Barabba, e della sua acclamazione da parte dei suoi naturali seguaci, i barboni che svegliati da uno strano richiamo si recano verso lo squallido rifugio comunale dove la madre avrebbe voluto trascorrere la notte.

Contiamo di poter tradurre i 28 capitoli del romanzo in un arco di tempo breve, in quanto il romanzo, che è del 1914, non è mai stato, comprensibilmente, edito in Italia, e questo grave torto a due grandi autori, soprattutto a Steinlen che morì, come è noto in assoluta miseria, non può che trovare risarcimento in quasto modo.





Barabbah


I. Natività




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BARABBA,  Parole nella valle, 02


[Traduzione di Ario Libert]



LINK all'opera originale.
BARABBAH. Paroles dans la vallée


LINK ad un'opera di Steinlen da: L'Assiette au Beurre del 1902:
Steinlen, La visione di Hugo
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19 dicembre 2009 6 19 /12 /dicembre /2009 08:52
NATALE

Visto il tradizionale clima natalizio pieno di ipocrisia e buonismo a profusione, malgrado la crisi conclamata e programmata ad arte, abbiamo deciso di festeggiare anche noi la sacra ricorrenza traducendo e presentando urbi et orbi, un antico numero di una gloriosa testata che semplicemente adoriamo ed a cui piaceva non poco chiamare le cose con il loro nome. Per l'epoca, il presente numero rappresentò senz'altro una vera manifestazione dello spirito autenticamente libertario della rivista nonché anche e soprattutto una dimostrazione generosa di quanto si poteva fare con l'arte al servizio della verità, anche se il mezzo era semplice, come non poteva non esserlo, una rivista di satira politica e sociale. Dobbiamo però anche doverosamente ricordare che L'Assiette au Beurre, a modo suo, era l'equivalente, nel proprio genere letterario e campo artistico, di una vera e propria mostra d'arte settimanale le cui sale erano costituite dalle sue esplosive e coloratissime pagine.



















La sacra festività celebrata in un ambiente molto mondano












I festeggiamenti si sono trasformati in un'orgia.




















 











Una grande folla tende le braccia verso una meta agognata: un medaglione di pasticcio di fegato d'oca (foie gras)












Il Natale degli uomini è diverso da quello degli animali.





















Adorazione del bambin Gesù affiancato dal bue e l'asino e sormontato da una banconota da venti franchi










Il Natale bretone


















14



















L'accompagnatore di Babbo Natale, Père Fouettard (padre fustigatore), rimuncia al suo lavoro per... sovralavoro.
















[Traduzione di Ario Libert]


Link all'opera originale:

Noel
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1 dicembre 2009 2 01 /12 /dicembre /2009 20:38

1936 / 1939, banconote e moneta stampate durante la guerra civile spagnola.

 

Su questa pagina vi presentiamo differenti tipi di moneta edita dalle collettività autogestite nella Spagna repubblicana e rivoluzionaria. Il grafismo- spesso malaccorto- riprende i temi e le idee di manifesti già famosi.

Se le sigle CNT e FAI sono le più numerose, su alcuni biglietti, possiamo constatare delle giustapposizioni sbalorditive: la bandiera rossa (falce e martello) su dei biglietti siglati (CNT); una stella rossa, ecc. 

Alcuni biglietti sembrano colorati a matita, da bambini... La diversità delle regioni e delle città di emissione conferma che la trasformazione sociale che fu all'origine di questi biglietti era molto profonda e molto estesa.
                        



     



     


   












                

          



             







































 

 

 


















[Traduzione di Ario Libert]

LINK al post originale:

1936/1939, Les billets et la monnaie édités pendant la guerre civile en Espagne 

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30 novembre 2009 1 30 /11 /novembre /2009 14:33
Camille Pissarro (1830-1903)

Camille Pissarro, Autoritratto



Alla fine del XIX secolo, le idee anarchiche ebbero un'influenza notevole non soltanto nel mondo operaio ma anche negli ambienti letterari ed artistici. Numerosi furono gli scrittori ed i pittori che si entusiasmarono per l'idea di rivoluzione sociale. Per alcuni non fu che una moda, essi abbandonarono  il loro ideale quando raggiunsero successo e fortuna. Ma altri restarono fedeli tutta la vita all'anarchismo. Tra costoro, troviamo Camille Pissarro.

Pissarro nacque a Saint-Thomas, una delle isole dell'arcipelago delle Isole Vergini nelle Antille che allora apparteneva alla Danimarca. Suo padre era un commerciante ebreo di origine portoghese. Pensava che suo figlio gli sarebbe successo negli affari ma Camille approfitta della visita a Saint-Thomas del pittore danese Fritz Melbye per seguirlo nel Venezuela. Si inizia alla pittura dei paesaggi, della flora e della fauna.

Nel 1855, a Parigi, segue senza trovarvi molto interesse i corsi alle Belle arti. È allievo di Corot ed è influenzato dal realismo di Copurbet. Nel 1857, all'Accademia Svizzera, incontra i futuri impressionisti Monet, Renoir e Cézanne che diventano suoi amici.

Nel 1870, la guerra l'obbliga a fuggire in Inghilterra. Lascia dietro di sé 1500 tele che saranno distrutte dalla soldataglia. I quadri di Constable e Turner lo influenzano. Di ritorno in Francia, dipinge a Louveciennes (vicino a Saint-Germain-en Laye) ed a Pontoise, spesso con Cézanne. La sua pittura è sempre più aerea, vicino a quella di Monet. I suoi quadri presentano la vita ed i lavori degli abitanti del villaggio.

Ai giorni nostri, molte persone si precipitano in massa ad ogni nuova esposizione impressionista. Ma all'epoca l'intolleranza verso la novità era incredibile. Nel 1874, Monet, Pissarro, Sisley, Renoir, Cézanne e Degas organizzano un'esposizione. Tutta la stampa li ridicolizza. Le Figaro scriveva soprattutto: "È appena stata aperta un'esposizione che si dice sia di pittura... 5 o 6 alienati, tra cui una donna, si sono dati appuntamento. Questi sedicenti artisti prendono una tela, del colore e delle spazzole, gettano a caso qualche tono e firmano il tutto". Per derisione, sono qualificati come impressionisti. Tre anni più tardi, rivendicheranno fieramente quest'appellativo.


Malgrado l'interesse di alcuni mercanti d'arte e di collezionisti, è difficile vendere delle tele. Pissarro deve fornire un lavoro enorme per far vivere la sua famiglia (ha sette bambini). Spesso, non può comprarsi il materiale per dipingere. La sua situazione materiale non migliora che a partire del 1879. Nel 1884, mentre risiede a Eragny-sur-Epte (Oise), un'esposizione delle sue opere riporta un grande successo negli Stati Uniti.

A quest'epoca, Pissarro è già sensibile alle idee anarchiche. Se preferiva la Repubblica ad un eventuale restaurazione monarchica, le sue lettere ci mostrano che non si faceva alcuna illusione sugli uomini politici. È disgustato dalla società borghese che lo ha rifiutato in quanto artista d'avanguardia. Rifiuta l'autorità ed esalta l'individuo. L'anarchismo gli permette di esprimere la sua propria concezione della bellezza. La lettura delle opere di Kropotkin, Proudhon e Grave l'hanno convinto della necessità della rivoluzione sociale. A livello tecnico, si avvicina per un breve periodo a Seurat e Signac (anch'egli anarchico) e adotta il principio della divisione sistematica (puntinismo o neo-impressionismo). Malgrado numerose critiche, a partire dal 1890, le sue esposizioni riportano un grande successo ed il valore dei suoi quadri sale.

Non si troveranno dichiarazioni anarchiche nella pittura di Pissarro; non amava le scene di genere. La sua opera si compone soprattutto di paesaggi, di qualche ritratto e nature morte. Il suo tratto è minuto, la luce è densa e scarlatta. Dopo il 1890, ha realizzato anche delle vedute prospettiche di siti urbani (Parigi e Rouen). Il modo di vita contadino gli sembra vicino al suo ideale anarchico. I villaggi ed i campi sono una rappresentazione dell'Utopia. È un mondo che bisogna proteggere per la società futura prima che non sia distrutto dall'industrializzazione.

Pissarro è più un anarchico di idea che d'azione. Ha comunque partecipato al Club dell'arte sociale accanto a Rodin, Grave, Pouget e Louise Michel. È un sostenitore dell'arte per l'arte: "Tutte le arti sono anarchiche! quando è bello e ben fatto!". Non è favorevole all'arte a tendenza sociale. Contrariamente a ciò che ha scritto Kropotkin in La conquista del pane, non pensa che sia necessario essere contadino per rendere in un quadro la poesia dei campi. Vuole rendere partecipi i suoi simili alle emozioni più vive. Una bell'opera è una sfida al gusto borghese. Pissarro è un ottimista che vede un avvenire anarchico vicino, in cui le persone, sbarazzatesi delle idee religiose e capitaliste, potranno apprezzare la sua arte.

Nel 1890, realizza per due delle sue nipoti un albo di 28 disegni sommari eseguiti con la penna che contrastano con la sua pittura ma ci mostrano chiaramente quali erano le sue opinioni: Intitolato Les turpitudes sociales [Le turpitudini sociali], quest'albo rappresenta in modo violento il denaro, la borsa, il capitale, la religione, il padronato, la schiavitù salariale, la miseria, la fame ed il suicidio. Vi si nota l'influenza di Daumier e di Zola. La speranza è rappresentata da una scena di barricata e da un disegno in cui un vecchio filosofo guarda il sole sormontato dalle lettere della parola anarchia. Quest'albo è una condanna senza appello ad una società che respinge i poveri e gli artisti.

 

Pissarro non è un uomo violento ma comprende le ragioni degli attentati anarchici. Dopo l'assassinio del presidente Carnot da parte di Caserio, come Octave Mirbeau o Bernard Lazare, resta alcuni mesi in Belgio per sfuggire alla repressione. Incontrerà Elisée Reclus e Emile Verhaeren. Il suo sostegno morale e finanziario verso le vittime è importante. Aiuta i bambini di anarchici imprigionati, Emile Pouget ed i compagni italiani in esilio. Cancella regolarmente i debiti dei giornali di Jean Grave La Révolte e Les Temps nouveaux.

Il suo amico Jean Grave aveva fondato Les Temps nouveaux nel 1895. Questo giornale uscirà sino al 1914. Numerosi artisti favorevoli alle idee anarchiche vi collaboreranno: Luce, Cross, Signac, Van Rysselberghe, Aristide Delannoy, Vallotton, Steinlein... Pissarro darà soltanto tre litografie ma il suo sostegno finanziario è regolare. Spinge i suoi figli Lucien, Georges e Rodo, tutti artisti, a inviare loro disegni. Dà anche delle opere per le tombolate organizzate per rimpinguare le casse del giornale.

Durante l'affare Dreyfus, si batte contro l'ingiustizia e l'antisemitismo a fianco di Octave Mirbeau e di Maximilien Luce ma si inimica con Degas e Renoir che hanno scelto il campo avverso.

L'opera di Pissarro è riconosciuta universalmente. I suoi quadri valgono oggi delle fortune. I numerosi libri che gli sono stati dedicati non parlano sempre delle sue idee anarchiche. Nella città di Pontoise esiste un Museo Pissarro che rende omaggio al pittore che lavorò nella valle dell'Oise tra il 1866 ed il 1883 e la fece conoscere a Cézanne, Van Gogh e Gaugin. Il museo non possiede che un solo quadro di Pissarro ma il suo fondo si compone di numerosi disegni e incisioni dell'artista. Si può anche vedere delle opere dei figli di Camille Pissarro e di artisti che hanno dipinto tra Pontoise e L'Isle-Adam.


Felip Equy


 [Traduzione di Ario Libert]


Link:
Camille Pissarro 1830-1903

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14 novembre 2009 6 14 /11 /novembre /2009 13:35

 





Blum in azione... contro la Spagna liberale e operaia


Prima pagina di Le Monde Libertaire del dicembre del 1936, da cui è stato tratto questo articolo.



di: Louis Lecoin

Da: Le libertaire - 11 Dicembre 1936


"Mentre Hitler e Mussolini inviano carri armati e armi a Franco, Blum e i socialisti ci inviano ambulanze e bende".
                                                                                                       J. Rosell (CNT FAI)



 




Conosciamo i fatti: Companys che era stao pregato dalla CNT, dall'UGT, dalla Fai e dal PSUC di recarsi presso il popolo di Parigi, non ha potuto compiere la sua missione, il governo francese del fronte popolare essendovisi opposto. Ci tengo a redigere ora una relazione di tutti gli incidenti concernenti l'organizzazione del nostro ultimo meeting al Velodromo d'Inverno di modo che né Blum né i suoi sottoposti possano avere la possibilità di attenuare attraverso menzogne l'odiosità del loro comportamento. Avevo pensato che l'arrivo di Companys, nelle condizioni progettate, doveva assumere, un'estrema importanza sia dal punto di vista popolare sia diplomatico e che il criminale blocco dei "pacifisti" all'acqua di rose non sarebbe sopravvissuto forse agli effetti della nostra manifestazione. Insisto nel credere che l emie previsioni non erano assurde ed i commenti fatti intorno al nostro meeting- di fatto sabotato dall'assenza di Companys- lo dimostrano ampiamente.

Sono contro la guerra, l'ho già provato all'occasione e lo proverò ancora.

Ma sono anche contro il blocco che soffoca una rivoluzione e fa massacrare il fiore di una nazione da tutta la feccia internazionale.


Un manifesto di solidarietà con la spagna antifascista del Comitato per la Spagna Libera. Le scritte recitano dall'alto in basso: "I Miliziani hanno freddo"; "Donne! Madri francesi! Aiutate l'esercito della libertà!"; "Portate o spedite indumenti, farmaci, viveri al Centro di Rifornimento delle Milizie Antifasciste di Spagna".


Non voglio salvare i "marocchini" dei ministri del Fronte Popolare tradendo gli interessi dei lavoratori spagnoli, mancando a questo primo compito dell'internazionale anarchica che ci comanda di correre in aiuto degli anarchici spagnoli il cui numero, forza, valore nella lotta, la saggezza nell'amministrazione economica, impongono al mondo intero almeno il rispetto se non l'entusiasmo.

Sono contro la guerra, ma non voglio che con la paura della guerra ci si mantenga nell'inazione più deleteria e che ci si interdica di prendere parte alla lotta che si svolge accanto a noi, al di là dei Pirenei.

Crepi il governo Blum, me ne frego! Ma che vivano i nostri compagni spagnoli, che vivano intensamente!



È in questo stato di spirito che, incaricato dal Comitato Spagna Libera, ho organizzato la manifestazione del 6 dicembre. Ciò non significa che abbia agito imprudentemente, né che non abbia preso tutte le precauzioni per evitare gli scogli che potevano sbarrare la strada di Parigi.

Lo si giudicherà.

Ho, più di quindici giorni prima del meeting, avvisato del suo svolgimento e del luogo, il partito socialista, il partito comunista, tutte le personalità (e molte altre) che ho considerato come oratori, nessuno mi ha fatto la minima obiezione, nessuno mi ha detto che la partecipazione di Companys comportava degli inconvenienti.

Dieci giorni prima del 6 dicembre, dei giornali hanno annunciato, alcuni in prima pagina, il nostro meeting senza che il governo mostrasse la minima reazione. Eppure conoscevano gli organizzatori del meeting poiché al momento della preparazione di quello di Ottobre, li avevano chiamati alla presidenza del consiglio per chieder loro di abbandonare i loro progetti di allora.

Mi decisi dunque di andare a Barcellona a prevenire il presidente Companys che la strada di Parigi era libera. Prima ottenni che l'ambasciatore di Spagna a Parigi, mi ricevesse. Esposi a quest'ultimo il senso della manifestazione del 6 dicembre. Volete, gli dissi ancora scrivere al presidente del consiglio di Francia ed al suo ministro agli affari esteri allo scopo di chieder loro un'audienza per il Signor Companys quando sarà a Parigi?

L'ambasciatore mi confermò che l'avrebbe fatto.

Potevo con più precauzione, preparare l'arrivo in Francia del Presidente Companys?

Potevo, poiché la manifestazione era diretta contro il blocco, contro la politica criminale del governo Blum, potevo chiedere a quest'ultimo di prenderla sotto la sua tutela?

Chi mi rimprovererà di non essermi preparato affatto a questo gioco in cui ero sicuro di perdere? È soltanto il venerdì mattina del 4 dicembre che fui messo a corrente delle intenzioni del governo e che vidi svolgersi la manovra.



ARMI PER LA SPAGNA ANTIFASCISTA


Il Signor Moch è stato incaricato di eseguire la macchinazione, fu aiutato da persone della Generalità. Appresi dal Signor Moch che il governo avrebbe interdetto il nostro meeting, che avrebbe piuttosto fatto arrestare il Signor Companys alla frontiera che lasciar parlare al Velodromo d'Inverno il presidente della Catalogna. Alla stessa ora, Companys era informato dal console di Francia a Barcellona delle buone disposizioni nei suoi confronti dal governo del Fronte popolare.

Companys ebbe il coraggio di partire lo stesso.

Arrivando alla frontiera, vi trovò dei poliziotti, delle guardie mobili ed un prefetto che gli comunicò che non poteva entrare in Francia che alla condizione di fermarsi a Tolosa e non proseguire verso Parigi soltanto dopo il 6 dicembre.

Companys ebbe la dignità di tornare indietro.

Perché il Signor Blum fece 48 ore prima della tenuta del nostro meeting questa sporca operazione?

Non c'è bisogno di essere un indovino per capirne le ragioni.

Venerdì e sabato un dibattito aveva luogo alla Camera dei deputati sufgli avvenimenti di Spagna e le loro conseguenze internazionali. Il Signor Blum temeva che i comunisti non votassero per lui e desiderando recuperare al centro-destra ciò che temeva di perdere all'estrema sinistra, diede delle indicazioni al Signor Flandrin interdendo a Companys il suo soggiorno.

E si vorrebbe in alcuni ambienti pacifisti che dovremmo essere in estasi davanti alla politica di Blum, andiamo!

E alcuni compagni anarchici esitano a lanciarsi nella difesa della rivoluzione spagnola perché il Signor Blum, i suoi agenti, la sua stampa vanno gridando in ogni luogo che impediscono la guerra. Poveri ingenui!

Ma non saremo ingannati, noi.


Noi marceremo sino in fondo contro il fascismo spagnolo, contro il fascismo internazionale e contro il governo francese i cui  negoziati mettono in pericolo allo stesso tempo la pace nel mondo e la rivoluzione iberica.

 

Louis Lecoin


 

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Caricatura di Léon Blum di Levine




[Traduzione di Ario Libert]


LINK al post originale:
Blum en action... contre L'Espagne liberale et ouvrière


LINK a post di argomento pertinente:
Mika Etchebéhère. Sorella mia, mio capitano
Mika Etchebéhère, da: La mia guerra di Spagna, 1977
9 luglio 1936, La vera storia delle Olimpiadi popolari di Spagna del 1936
I taxi di Barcellona, da: "Le Libertaire" del 12 luglio 1946
DOCUMENTI. 1936/1939, banconote e altre monete edite durante la guerra civile in Spagna




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12 novembre 2009 4 12 /11 /novembre /2009 15:37

 

I TAPINOFAGI *

 

 

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- La legge Bérenger ha un inghippo la cui imprudenza ha fatto trecento vittime!... 

- Mi ha formalmente promesso di non ricominciare più...

 

 

 

[Il senatore Bérenger fece votare i testi istituenti la libertà condizionale e la sospensione condizionale della pena nel 1885.]

 

 

 

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- Cosa! Fate bancarotta e non potete fornire una cauzione per la vostra libertà provvisoria?:..

 

 

 

 

 

 

 

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- La giustizia eguale per tutti!... Non dubitano di nulla questi utopisti!

 

 

 

 

 

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- Nulla è più divertente quanto la faccia di un accusato che attende il verdetto.

 

 

 

 

 

 

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- Non ho che venti minuti per il mio treno!...
A domani il vostro non luogo a procedere, amico mio.

 

 

 

 

 

 

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- Un irregolare... Un essere entrato nella società senza corrispondente legale... un figlio naturale!...

 

 

 

 

 

 

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- Ma, mio buon amico, la giustizia ne ha fatta di strada dopo Salomone!...

 

 

 

 

 

 

 

 

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- Il suo ardente patriottismo e la sua pietà esemplare gli varranno sicuramente delle circostanze attenuanti.

 

 

 

 

 

 

 

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- Ho conosciuto vostro padre... È per lui che ho pronunciato la mia prima arringa presso l'assise... Non abbiamo avuto fortuna, quel giorno!

 

 

 

 

 

 

 

 

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- Non si tratta che di assolvere gli innocenti o di condannare i colpevoli, il primo venuto compirebbe le nostre funzioni.

 

 

 

 

 

 

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- All'infuori di noi, del clero e dell'esercito, non vedo che delle nullità. 

 

 

 

 

 

 

 

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* I divoratori di umili

 

 

[Traduzione di Massimo Cardellini]

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  • : Storia e documentazione di movimenti, figure e teorie critiche dell'esistente storico e sociale che con le loro azioni e le loro analisi della realtà storico-politica hanno contribuito a denunciare l'oppressione sociale sollevando il velo di ideologie giustificanti l'oppressione e tentato di aprirsi una strada verso una società autenticamente libera.
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