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10 settembre 2014 3 10 /09 /settembre /2014 05:00

Mansoor Hekmat (1951-2002)

mansoor

Mansoor Hekmat, pseudonimo di Zhoobin Razani, il cui primo pseudonimo fu Nader

L'essere umano è il fondamento del socialismo. Il socialismè il movimentper restaurare la volontà cosciente dell'essere umano

M. Hekmat

 

Uno dei rari casi della sinistra iraniana a non sostenere l'orientamento islamico scaturito dalla Rivoluzione del 1978-79. Studente a Londra negli anni 70 dove era stato simpatizzante del Revolutionary Communist Group di David Yaffe, partecipa in Iran alla fondazione del Marxist Circle for Worker’s Emancipation e dell'Unione dei militanti comunisti (UCM, chiamata correntemente Sahand, 1978, che partecipa nel 1982 ad una conferenza della CWO "ultra-sinistra" a Londra) poi ad un rinnovamento del Partito comunista iraniano (1983, distinto dal Tudeh filo-sovietico che sostiene il regime di Khomeyni) con l'unificazione di Sahand con il gruppo curdoarmato ex-maoista Komala. Esce nel 1991 con i suoi amici da questo gruppo giudicato troppo "nazionalista di sinistra" [*] e fonda il Partito comunista operaio dell'Iran, che:

  • considera che non sono mai esistiti paesi socialisti, non avendo l'URSS e la Cina abolito il salariato e lo sfruttamento (se parla di capitalismo di Stato e considera che i bolscevichi erano limitati dalla cultura della II Internazionale, considera la Rivoluzione d'Ottobre come proletaria, tentando di costruire e difendere uno Stato operaio nei limiti storici del movimento reale dell'epoca. La lezione principale è soprattutto economica: se la classe operaia al potere non instaura la proprietà dei mezzi di produzione e non abolisce il salariato, il suo potere rimarrà provvisorio e sarà condannato alla sconfitta);

  • e che difende la laicità e i diritti delle donne, a partire da un'esperienza concreta dell'impostura del fronte anti-imperialista con la reazione teocratica (che i fedayin giustificavano con la teoria staliniana della rivoluzione per tappe come nella Cina degli anni 20).

Partecipa presto alla fondazione di un Partito comunista operaio dell'Iraq, i due partiti essendo sin dalle origini strettamente uniti. Rifugiato a Londra, Mansoor Hekmat muore di cancro nel luglio del 2002. I suoi sostenitori restano molto attivi nella diaspora iraniana e nel sindacalismo iracheno (si conosce meno bene il radicamento in Iran), le sue idee e la sua esperienza restano valide tra i sostenitori del “terzo campo” (né imperialismo USA, né islam politico) che si oppongono allo stesso tempo alla teoria della CIA della "guerra di civiltà" e quella del fronte anti-imperialista includente gli islamisti (che ha contaminato il trotskysmo occidentale).

 

NOTA

[*] Il Partico comunista dell'Iran da cui sono usciti gli hekmatisti esiste sempre, essenzialmente nel kurdistan iraniano dove ha ripreso l'appellativo Komala.

 

LINK al post originale:

Mansoor Hekmat

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3 settembre 2014 3 03 /09 /settembre /2014 05:00

Il comunismo operaio

mansoor.jpg


I partiti comunisti operai sono scaturiti da una corrente politica nata direttamente dall'esperienza della controrivoluzione iraniana e dal sostegno dato allora dal partito comunista Tudeh aKhomeiny e dalle guerre del Golfo, insieme al movimento dei consigli nel Kurdistan iracheno nel 1991, e al ruolo di borghesia intermediaria dei dirigenti islamici e nazionalisti Curdi nell'Irak occupato.

Essi sono la principale forza politica sia della sinistra iraniana in esilio che lotta contro la teocrazia per un regime socialista e laico, sia dell'opposizione civile nel caos iracheno (organizzandovi il Congresso delle libertà, l'Unione dei disoccupati e un'importante Federazione sindacale). Facendo riferimento a Mansoor Hekmat come al loro principaleteorico, innalzano la bandiera di un “terzo campo” di fronte all'imperialismo e l'islamismo. I loro principi sono:

  •  - Rifiuto di ogni forma di compromesso o di concessioni alle idee e ai movimenti reazionari, opposti ai diritti democratici e sociali, ostili all'eguaglianza uomini-donne, o fondati sulla pretesa superiorità di un paese, di una etnia o di una religione.

  • - Denuncia di ogni forma di totalitarismo, di burocrazia, di ogni confusione tra la messa in comune dei mezzi di produzione e la loro statizzazione, ogni illusione nella possibilità durevole di uno Stato provvidenza e, in modo generale, tutto ciò che contribuisce a prolungare l'esistenza della società di sfruttamento capitalista.

  • - Questa corrente si distingue con questa strategia del terzo campo dalle posizioni anti-imperialiste consuete dell'estrema sinistra, sostiene un rifiuto del capitalismo di Stato (una rivoluzione politica che non si prolungasse economicamente con la proprietà in comune e l'abolizione del salariato condurrebbe inevitabilmente ad una sconfitta come in Russia), e pone in primo piano la laicità e le libertà delle donne in un ambiente assalito dagli islamisti. Molte donne leader sono diventate inoltre loro propagandiste in Europa: Azar Majedi, Maryam Namazie, Houzan Mahmoud e Yanar Mohammed tra le più note.

 

LINK:

 Le communisme ouvrier

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  • : Storia e documentazione di movimenti, figure e teorie critiche dell'esistente storico e sociale che con le loro azioni e le loro analisi della realtà storico-politica hanno contribuito a denunciare l'oppressione sociale sollevando il velo di ideologie giustificanti l'oppressione e tentato di aprirsi una strada verso una società autenticamente libera.
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