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24 giugno 2009 3 24 /06 /giugno /2009 15:05



Rudolf Rocker 1873/1958



Rudolf RockerRudolf Rocker, una delle figure più importanti del movimento anarchico tedesco, è nato il 25 marzo 1873 a Mayence, in Renania. Perde il padre nel dicembre del 1877 e sua madre si risposerà nel 1884. Dopo la sua morte nel febbraio del 1887, il suo patrigno lo mette in orfanotrofio cattolico, da cui scappa ben presto.
  
 Grazie ad uno zio, vecchio amico e ammiratore di Johann Most, si interessa molto presto al socialismo e diventa rilegatore come lui (e suo fratello maggiore Philip). Raggiunge l'S.P.D., il Partito socialdemocratico tedesco) e rapidamente l'opposizione dei "giovani", ma ne è escluso nell'autunno del 1890 per aver attaccato verbalmente uno dei capi locali del partito. Rimane malgrado ciò attivo nei circoli socialisti, organizza dei gruppi di lettura e distribuisce lui stesso delle pubblicazioni socialiste e anarchiche proibite.
  

 Nell'agosto del 1891, si reca a Bruxelles per partecipare al congresso socialista internazionale e vi incontra Karl Höfer,l'organizzatore della distribuzione del materiale di propaganda anarchica in Germania. Sotto la sua influenza, diventa anarchico.

 

Nel dicembre del 1892, dopo aver organizzato una riunione di disoccupati, sfugge ad un arresto (e all'esercito, durante la stessa occasione) e si reca a Parigi. Diventa immediatamente attivo nei movimenti socialista e anarchico tedesco ed ebraico, tentando di unire e di organizzare dei gruppi e gruppuscoli spesso in contrato tra di loro.

La repressione poliziesca che segue all'assassinio del presidente Sadi Carnot ad opera di Sante Caserio, lo spinge ad abbandonare Parigi per Londra dove giunge il 1° gennaio del 1895. Resterà in Inghilerra, malgrado alcune interruzioni, sino al 1914. Pubblica nel 1898 a Liverpool, dietro richiesta di amici ebrei e senza conoscere ancora lo yiddish (che imparerà con l'aiuto di Milly Witkop, diventata sua compagna), un giornale anarchico ebraico: Dos Fraye Vert [La Parola Libera]. In seguito gli verrà richiesto di diventare caporedattore do Arbeiter Freund (L'Amico degli operai), giornale socialista poi anarchico in lingua yiddish, pubblicato a Londra dal 1885.

Per renderlo completo, lancia, sul modello del supplemento letterraio di Les Temps Nouveaux un mensile, Germinal [1900-1909].

È all'origine della creazione della Federazione dei gruppi anarchici ebraici del Regno Unito e della Francia, e riesce anche ad organizzare in sindacato i sarti ebrei dell'East End di Londra.

Quando la Prima Guerra mondiale inizia, critica severamente la posizione del suo amico Kropotkin (Manifesto dei sedici), benché ritenga la Germania prussiana come il primo responsabile della catastrofe. Il 2 dicembre 1914, è arrestato ed internato (Milly Witkop è internata il 28 luglio 1916) e non sarà liberata che all'inizio del 1919. Bloccato alla frontiera tedesca, resta quasi un anno in Olanda prima di poter recarsi a Berlino dopo la rivoluzione del novembre 1918.

 

È all'origine della trasformazione dell'Associazione dei sindacati liberi (a struttura locale) in organizzazione  anarco-sindacalista, la Freie Arbeiter Union Deutschlands (FAUD), di cui redige la dichiarazione di principi (1919), ed è anche il promotore dell'Associazione dei lavoratori (AIT 1921-1922), in opposizione all'Internazionale comunista ed all'Internazionale sindacale rossa.

Sino all'inizio del 1933, è uno dei propagandisti più attivi di lingua tedesca, in Germania così come negli Stati Uniti ed in Canada, dove compie delle lunghe visite. Subito dopo l'avvento al potere dei nazisti, abbandona la Germania e si reca negli Stati Uniti. Qui vede la pubblicazione del suo capolavoro Nazionalismo e Cultura, e continua la sua attività di propagandista anarchico e sindacalista, soprattutto durante la guerra civile spagnola. Nel corso della Seconda Guerra mondiale, prende fermamente parte per gli Alleati arguendo che, contrariamente al 1914, si tratta ora di sistemi radicalmente differenti e che la lotta contro il fascismo giustifica di dover sostenere gli Stati democratici.

Continuò a scrivere abbondantemente per la stampa anarchica (soprattutto in yiddish e in spagnolo) e redasse le sue Memorie.


Morì a New York nel settembre del 1958.           

 


H.B.

 

 

 

LINK:
Rudolf Rocker 1873 - 1958

 

 

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23 giugno 2009 2 23 /06 /giugno /2009 07:11
Pëtr Alekseevič Kropotkin
 

Pëtr Alekseevič Kropotkin fotografato da Nadar a Parigi.

 

Pëtr Alekseevič Kropotkin provenne da una famiglia della nobiltà russa. Sua madre è una donna dolce ed amata da tutti per la sua grande bontà. È molto stimata dalla servitù e fu un modello per i suoi figli per quel che concerne la tolleranza, il rispetto altrui e l'interesse per le cose intellettuali.

Kropotkin, dall'età di 15 anni, e per cinque anni, sarà ospite della scuola dei Paggi. Ne uscirà sergente, posto invidiato perché il sergente diventava  il paggio di camera personale dell'imperatore. Questo posto lasciava prevedere un'ascesa rapida e sicura in seno alla corte. Kropotkin visse dunque a fianco di Alessandro II e poté farsi un'idea precisa di quel che accadeva nel suo ambiente. Ciò non fece che confermare le sue impressioni e lo disgustò per sempre della vita del cortigiano.

Nel 1860, Pëtr Kropotkin pubblicò la sua prima opera rivoluzionaria.

Quest'ultima, manoscritta, è destinata a tre dei suoi compagni: A quest'età, cosa potevo essere, se non un costituzionale? E il mio giornale mostrava la necessità di una costituzione per la Russia. 

Nominato ufficiale, è il solo a scegliere un reggimento poco conosciuto e lontano dalla capitale. Parte dunque per la Siberia coma aiuto di campo del generale Koukel. Quest'uomo, dalle idee radicali, aveva nella sua biblioteca le migliori riviste russe e le collezioni complete delle pubblicazioni rivoluzionarie londinesi di Herzen.

Inoltre, aveva conosciuto Bakunin durante il suo esilio e poté raccontare a Kropotkin molti dettagli sulla sua vita. La sua prima spedizione importante è la traversata della Manciuria, alla ricerca di una strada collegante la Transbaikalia alle colonie russe sull'Amur.

L'anno successivo intraprende un lungo viaggio per trovare un accesso di comunicazione diretto tra le miniere d'oro della provincia di Yakutsk e la Transbaikalia. Questa scoperta, di cui Kropotkin non esita a dire che fu ll suo principale contributo scientifico, è presto seguita dalla teoria della glaciazione e del disgelo.

Avendo lasciato l'esercito, entra all'università di San Pietroburgo nell'autunno del 1867. Per cinque anni, il suo tempo è interamente assorbito dagli studi e le ricerche scientifiche. Alla morte di suo padre, decide di recarsi nell'Europa occidentale. L'Associazione internazionale dei lavoratori (AIT), di cui aveva già sentito parlare, lo attira.

Arrivato a Zurigo, aderisce ad una sezione dell'Internazionale, poi si reca nel Giura in cui l'attività libertaria è intensa. A Neuchâtel, incontra James Guillaume che diventerà uno dei suoi migliori amici. A Sonvilliers, si lega d'amicizia conAdhemar Schwitzguebel. Questi diversi contatti lo segneranno, così come il comportamento degli operai giurassiani per i quali ha una grande ammirazione.

Di ritorno in Russia, Kropotkin diventa un propagandista infaticabile e, per due anni, percorre i quartieri popolari di San Pietroburgo travestito da contadino, sotto il nome di Borodin. È arrestato nel 1874 e condotto alla fortezza Pietro e Paolo, da cui evade grazie all'aiuto di sua sorella e si rifugia in Inghilterra.

Kropotkin in un disegno dell'artista libertario Clifford Harper

Il desiderio di agire sugli avvenimenti spingono Kropotkin a ritornare in Svizzera. Nel dicembre del 1876, soggiorna a Neuchâtel dove incontra Malatesta e Cafiero che progettano per l'anno seguente un'insurrezione in Italia. Si stabilisca nel Giura e comincia per lui un periodo di intensa attività.

Si reca ovunque ciò si renda necessario, a Verviers (Belgio), a Ginevra, a Vevey dove incontra Elisée Reclus. Nel giugno del 1877, Kropotkin e Paul Brousse fondano "Avant-garde", giornale internazionale, per effettuare una propaganda verso la Francia. Nell'autunno del 1877, partecipa al congresso di Verviers che sarà l'ultimo congresso internazionale di tendenza bakuniniana.

Dopo un breve soggiorno a Ginevra, parte per la Spagna dove rimane meravigliato dall'insediamento dell'anarchia. È al ritorno di questo viaggio che fa la conoscenza di Sophie Ananief, con la quale trascorrerà il resto dei suoi giorni.

Nel 1879, Kropotkin edita un giornale per la Federazione giurassiana. È così che nasce "Le Révolté" che assumerà nel 1887 il nome di "La Révolte" e, infine, si intitolerà "Les Temps Nouveaux", nel 1895.

Nel 1885, si reca a Clarens per raggiungere Elisée Reclus che gli chiede di collaborare, per la parte russa, alla sua gigantesca opera Géographie universelle [Geografia universale]. È qui che egli ha anche scritto l'opuscolo Aux jeunes gens [Ai giovani].

Al suo ritorno, viene espulso dalla Svizzera a causa dell'assassinio di Alessandro II. Nel 1882, si reca in Francia dove è arrestato insieme ad altri sessanta anarchici. Kropotkin e tre dei suoi compagni sono condannati a cinque anni di prigione, gli altri condannati a pena da uno a quattro anni. Durante questi anni di prigionia, Kropotkin dà ai suoi compagni dei corsi di cosmografia, di geometria, di fisica... e quasi tutti imparano una lingua straniera.

Non potendo rimanere in Francia, la coppia decide di risiedere a Londra. Non sanno che rimarranno per trenta anni in Inghilterra dove il movimento anarchici inglese non ha smesso di crescere. La signora Charlotte Wilson, membro della società Fabiana, diventa a poco a poco una seguace di Kropotkin. Nel 1885, Henry Seymour lancia il giornale individualista "The anarchist". Nell'Est End a Londra, gli ebrei anarchici fanno apparire nella stessa epoca un giornale in yiddish, "L'amico dei lavoratori".

Il gruppo Freedom, creato da poco, composta da Kropotkin e da sua moglie, dalla signora Wilson, dal dottor Burns Gibson e da uno o due altri compagni, lancia in ottobre il primo numero di "Freedom". La "Morale anarchica" appare nel 1890, seguito due anni dopo da "La conquista del pane". Dopo una serie di conferenze, in Canda, sui depositi glaciali in Finlandia e sulla teoria della struttura dell'Asia, si reca negli Stati Uniti dove tiene dei convegni sull'anarchismo.

Grazie al denaro raccolto nel corso di due convegni a New York, John Edelman può far apparire il primo giornale anarchico comunista in lingua inglese negli Stati Uniti.

Nel 1905, la prima rivoluzione in Russia lo entusiasma, partecipa a Londra a due riunioni organizzate a questo proposito. Nel 1911, scrive per il nuovo giornale degli esiliati russi "Rabotni Mir" che diventerà nel 1913 l'organo della Federazione comunista anarchica.

Jean Grave gli rende visita nel 1916 ed i due uomini discutono della loro comune posizione a proposito della guerra. Decidono di redigere un testo che prende il nome di "Manifesto dei sedici".

Nel maggio del 1917, Kropotkin prende la decisione di ritornare in Russia. Si imbarca dunque e ovunque giunga, malgrado le precauzioni per viaggiare in incognito, è accolto calorosamente. Rifiuta indignato, il ministero che gli propone Kerenskij e, quando Lenin è padrone della situazione, reitererà il suo rifiuto di partecipazione al governo.

Denunciare incessantemente la dittatura che si instaura e dopo continue angherie da parte dei bolscevichi, muore a Dmitrov circondato dai suoi più fedeli amici.

Il suo seppellimento sarà l'ultima grande manifestazione libera in URSS.

 

Didier Roy

 

[Traduzione di Ario Liber]

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23 maggio 2009 6 23 /05 /maggio /2009 09:11
Prensentiamo un nostro primo lavoro di traduzione adatto a far conoscere una figura singolare di anarchico individualista: Zo d'Axa, di cui offriremo anche traduzioni di opere giornalistiche e letterarie sue nonché di saggi sulla sua figura e  sulle riviste ed attività giornalistiche. Tutto ciò ovviamente per contribuire a renderlo un po' più noto anche nel nostro paese in cui egli è assolutamente un emerito sconosciuto.
Zo  d'Axa





Béatrice Arnac d'Axa

Zo d'Axa nato nel 1864, da una famiglia alto borghese discendente del navigatore Gallaud de la Pérousse, nipote del fornitore di latte del Principe imperiale, figlio di un alto funzionario della Ferrovia di Orléans, studente dell'École centrale des arts et manufactures, in seguito ingegnere del municipio di Parigi. Suo zio, veterinario, incaricato dell'acquisto di stalloni arabi per il re Luigi Filippo, scrisse nel 1833 una relazione pittoresca dei suoi viaggi in Africa. Sua sorella, Marie, scultrice, molto erudita, trascorrerà molti anni in Oriente ed nel Tibet Proibito dove viaggerà vestita da uomo in compagnia di uno sherpa. Pubblicherà nel 1929 una storia del buddismo, premiato dall'Académie française, che sarà un'autorità in materia.

Dopo studi mediocri al Collège Chaptal, Zo d'Axa frequenta l'accademia militare di saint-Cyr. Eccellente cavaliere e schermidore, si arruola a 18 anni, avido di cambiamenti, nei cacciatori d'Africa. Diserta presto portando con sé la moglie del capitano! Rifugiatosi a Bruxelles, si dedica al giornalismo alle "notizie del giorno", poi diventa per un po' segretario del teatro dell'Alcaza e poi dell'Eden. Rifiutando di "fare carriera" in Belgio, ma dopo avervi pubblicato un saggio poetico Au Galop (Al Galoppo), risiede a Roma, frequenta villa Medici, dove incontra dei pittori dell'epoca: Vanutelli, Montald, Biséo, ecc., per i quali poserà spesso. Diventa il cronista attratto dal giornale L'Italie, responsabile della critica d'arte. Nel 1889, l'amnistia gli permette di rientrare in Francia dopo otto anni di assenza e di viaggi costellati da molte avventure sentimentali; è un ardente!

Negli anni 90, l'anarchismo non può che svilupparsi. La povertà, la miseria sono grandi. Il popolo non è ancora anestetizzato dalle droghe, gli inquinamenti ed altre fascinazioni erotico-politico-frivole e televisive che saranno le delizie dei loro nipoti. La mano manipolatrice del potere non si è ancora abbattuta pesantemente sullo spirito umano. Le idee corrono ancora sorrette dal coraggio e dall'individualità. Zo d'Axa ne diventerà con forza uno dei suoi rappresentanti. Dà senza contare. Ci mostra l'anima del movimento. Senza essere anarchico, lo dirà egli stesso al tribunale dopo una condanna, sta semplicemente dalla parte della vittima, per l'innocente, per quello che soffre, per la giustizia, per la verità. Ultimo "moschettiere", "paladino sviato", la sua sensibilità, la perfetta padronanza della sua scrittura ci trascina, ancora oggi, a rivivere in una visione cinematografica queste pagine della nostra storia recente. Riesce a commuoverci con degli avvenimenti dimenticati...

Perquisizioni, arresti, imprigionamenti, non spezzeranno mai, al contrario, la sua energia e la sua azione. Con parole violente ma misurate, perfezionista (è capace di rifare 10 volte una frase!) in L'Endehors, il suo primo giornale, libertario e letterario, massacra letteralmente la società dall'alto in basso, senza pietà. L'En Dehors è presto perseguitato, il gestore Matha, l'autore Lecoq e d'Axa sono condannati. È la sua prima condanna. Nello stesso periodo Ravachol è arrestato. Egli lancia una sottoscrizione per i figli dei detenuti, distribuisce il denaro alle famiglie. Lo si arresta per associatore a delinquere! Il fatto di aiutare delle famiglie bisognose di persone compromesse dimostra una complicità... Imprigionato a Mazas, rifiuta di rispondere agli interrogatori o di firmare qualunque cosa. Lo si mette in isolamento. Niente visite. Niente avvocato. L'Endehors continua ad uscire. I suoi collaboratori sono suoi amici... È in una cantina vicino al boulevard Rochechouart che si è installata la redazione. C'è un organo ed a volte la compagna di Zo d'Axa, Beatrice Salvioni, viene a suonarlo.

La repressione continua. I redattori di La Révolte e di Père Peinard sono anch'essi a Mazas così come altri anarchici. In capo ad un mese, Zo d'Axa è posto in libertà provvisoria. "La nostra povera libertà, sempre provvisoria..." egli dirà. Mazas non calma nulla, la prigione è l'argomento decisivo, più virulento che mai, riprende le sue lotte. Un articolo di Jules Méry, giudicato offensivo per l'esercito, gli vale nuove persecuzioni. Esasperato, parte per Londra. Incontra Charles Malato, Matha, Louise Michel, che fu amica di suo nonno, Darien, Pouget, Malatesta, i pittori Luce, Pissaro, Whistler. Dopo alcuni mesi, parte per l'Olanda con una truppa di musicisti ambulanti. A Rotterdam, si fa reclutare su una chiatta che lo porta a Mayence attraverso il Reno. Vivra otto giorni nella Foresta Nera con dei boscaioli. Poi si reca a Milano dove capita in mezzo ad un processo contro gli anarchici. È arrestato in piena notte, alle tre. Gli si mettono le manette per condurlo a piedi al commissariato. Si rifiuta di camminare e dice ai poliziotti: "Portatemici di forza!". Zo d'Axa è espulso dall'Italia.

A Trieste, si imbarca per il Pireo con dei disertori italiani. Organizzano insieme una rivolta a bordo, "era seme di rivoltosi, ci si intendeva...", disse. Arriva in Grecia e dorme tra le rovine del Partenone. L'Oriente lo affascina. Desidera recarsi a Costantinopoli. La città lo incanta, Arrestato e poi rilasciato, abbandona Costantinopoli per Jaffa dove arriva il primo gennaio 1893. È arrestato, guardato a vista per alcune settimane. Evade durante un temporale, si rifugia al consolato del Regno Unito, per principio inviolabile, che sarà violato contro ogni regola diplomatica per riprenderlo. Incatenato è imbarcato sulla nave La Gironde" per Marsiglia. È posto ai ferri. Al suo arrivo, Zo d'Axa trascorre alcuni giorni nella prigione di Marsiglia. Trasferito a Parigi, trascorre 18 mesi a Sainte Pélagie come politico, avendo rifiutato di firmare una domande di grazia. Nel luglio del 1894 è liberato.

Pubblica De Mazas à Jérusalem (Da Mazas a Gerusalemme) che ha scritto in prigione. Successo; critiche unanimi; ci si inchina di fronte al valore e la personalità dell'opera. Jules Renard, Laurent Tailhade, Octave Mirbeau, Lucien Descaves, Georges Clémenceau, Jean de Mitty, Adolphe Retté che dice di lui "questo anarchico fuori dall'anarchia", rendono omaggio a Zo d'Axa. Indifferente agli elogi come all'infamia, i suoi collaboratori dispersi o rinnegati, ricoperto di debiti, il suo giornale muore, tace e viaggia... sino all'Affare Dreyfus. Si è a favore o contro. Quando si è coinvolto nell'affare Dreyfus, era per la giustizia, contro l'esercito, molto più che per Dreyfus stesso. Lucido, Zo d'Axa afferma: "se questo signore non fu un traditore, fu un capitano; passi..."

Il suo nuovo giornale, La Feuille, appariva "in ogni occasione". Occasioni, ve ne erano! Steinlen, Luce, Anquetin, Willette, Hermann-Paul, Léandre, Couturier lo illustrano. Vi si tratta dell'attualità del 1898 e 1899. Nessuno è risparmiato, dall'alto in basso della scala sociale. Quando si intenerisce , è per i bambini delle colonie penitenziarie. Sarà all'origine dell'abolizione dei carceri minorili. Durante le elezioni il candidato di La Feuille, un asino, portato in giro per Parigi, susciterà scandalo. Il giorno dello scrutinio, Zo d'Axa percorre la citta su di un carro trainato dall'asino bianco. Boulevard du Palais, la polizia ferma la processione che si è ingrossata di una folla numerosa e allegra. È portato alla canile municipale; chiasso; Zo d'Axa ha l'ultima parola lasciando l'asino: "La cosa non ha più importanza, ora è un candidato ufficiale!".

1900. Zo d'Axa ne ha abbastanza. Ha detto quel che aveva da dire, senza illusioni, parte di nuovo. America del Nord, del Sud, Cina, Giappone, India, Africa. refigurando il "grande reportage", invierà delle serie di articoli ad alcuni giornali in cui emergerà sempre l'assetato di giustizia. Negli Stati Uniti, andrà a visitare la vedova di Bresci che uccise il re italiano Umberto I e vivrà tra gli indiani. Ritornando, molti anni dopo, vivrà a bordo di una chiatta a seconda del caso del suo umore, dei fiumi e dei canali. Si ferma un giorno a Marsiglia e vi rimarrà sino alla sua morte volontaria e deliberata. È disincantato, ha fatto il giro del mondo, ha trovato ovunque gli uomini "cavernosamente" malvagi. Ha taciuto per 20 anni.

Molti di coloro che lo ritenevano un dilettante hanno cambiato e tradito la causa umanitaria. Lui non è cambiato e non cambierà. È refrattario a tutti i miraggi. Quello della rivoluzione sovietica "che andrà a vedere da vicino" non lo convincerà affatto. Ha creduto soltanto, un tempo, all'individuo. La sua dirittura idealista, quasi malaticcia non gli permette di integrarsi nella società così come è. Nel 1921 un errore giornalistico gli offre l'occasione di fare una messa a punto in un articolo rimasto famoso, pubblicato in Le Journal du Peuple [Il giornale del popolo]; sempre magistrale nella scrittura, aristocraticamente asociale. Perché le nostre società ed i nostri regimi sono malvagi, ci saranno sempre degli uomini molto forti, molto arditi, molto coraggiosi, molto altruisti e quasi sempre stranamente sconosciuti, per erigersi, peini di coscienza e di volontà, credendi o non credenti, per affrontare il marciume... Per amore della verità, su cui essi non gettano alcun velo quando esce dal pozzo.
 

Béatrice Arnac d'Axa


[Traduzione di Ario Libert]


LINK al post originale:
Nota biografica su Zo d'Axa presente sul sito dell'Istituto Internazionale di Storia Sociale di Amsterdam.


LINK interni:
Tre articoli di Zo d'Axa del 1898 e tratti dal suo giornale La Feuille presenti sul sito dell'Istituto di Storia Sociale di Amsterdam.
Saggio di Raymond Bacholet concernente la rivista fondata da Zo d'Axa La Feuille (1897-1899), tratto dal sito Caricatures et caricature.
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