Storia e documentazione di movimenti, figure e teorie critiche dell'esistente storico e sociale che con le loro azioni e le loro analisi della realtà storico-politica hanno contribuito a denunciare l'oppressione sociale sollevando il velo di ideologie giustificanti l'oppressione e tentato di aprirsi una strada verso una società autenticamente libera.
Max Stirner
L'uomo e la sua vita
Max stirner è uno degli scrittori più importanti del movimento anarchico di cui si parla molto senza averlo mai letto e spesso per giudicarlo superato; malgrado ciò rimane uno dei filosofi di base tra coloro il cui pensiero è il più ricco e alla nostra epoca egli acquisisce un'importanza profonda. Cercherò di presentarla, di analizzarne i termini del suo pensiero e di evidenziarne l'essenziale per il tempo presente.
Bisogna innanzitutto situare l'uomo. Max Stirner il cui vero nome è Johan Kaspar Schmidt, Stirner vuol dire soltanto "grande fronte, nacque nel 1806 in Germania a Bayreuth in una famiglia modesta; mediocre studente, terminerà gli studi nel 1939 a Berlino senza ottenere la totalità dei diplomi a cui ambiva. Per il momento trova lavoro come professore in un collegio per ragazza borghesi. Il giorno, questo professore insegna la filosofia alle signorine e la sera si trasforma per recarsi in un caffè, luogo di riunione della società dei "Liberi".
Questi "Liberi" sono persone strane, umanisti e rivoluzionari da sala interna delle osterie; essi reclamano la libertà per l'uomo e passano il loro tempo a discuterne cercando allo stesso tempo di far del loro meglio per vivere liberamente. Stirner sarà tra loro più uno spettatore che un attore; fumando un grande sigaro solo lusso della sua vita misera, ascolta le discussioni dei suoi compagni. Tuttavia, non ascolta soltanto, pensa e scrive anche e nel 1843, pubblica la sua opera più importante L'Unico e la sua proprietà. È subito gloria, è letto, commentato e discusso. Di colpo, si presenta come il grande teorico della libertà senza concessione.
Vuole, da quel momento, vivere per la sua opera e sposarsi con un'adepta dei "Liberi".
Mal gliene viene, la gloria apparsa di colpo di colpo svanisce veloce e vivrà con difficoltà, divorzierà e morirà dimenticato in miseria nel 1856. Questa vita non è esaltante come quella di un Bakunin o di un Kropotkin ed è certamente questa la causa della mancanza di interesse per Stirner. Se la vita è abbastanza mediocre, le cose stanno diversamente per l'opera e soprattutto per L'Unico e la sua proprietà. Tutto il suo pensiero rivoluzionario e costruttivo di Stirner è contenuto in quest'opera.
L'Unico e la sua proprietà
Questo libro è formato da due parti opposte. Nella prima Stirner affronta ciò che aliena l'Uomo, lo sottomette, lo subordina. Nella seconda riprende ogni termine della prima per ricostruire in funzione della libertà più assoluta dell'individuo. Questa seconda parte è d'altronde la migliore dell'opera e prova soprattutto senza alcuna contraddizione che Stirner è un costruttore e non un Nichilista. Ma vedremo questo più da vicino studiando qualcuna di queste alienazioni e la loro riappropriazione.
Le alienazioni
Lo Stato, è una delle prime e delle più importanti alienazioni di cui tratta Stirner. Egli ci mostra che tutte le forme assunte dallo Stato sono coercitive e opprimono l'Uomo, anche, lo Stato liberale quando proclama la libertà e il bene dell'umanità. Inoltre, è soprattutto a questo Stato democratico e liberale che Stirner si riferisce. Questo Stato reclama una partecipazione dell'Uomo avente per base un buon sentimento: il civismo è l'idea che lo Stato è tutto, che è l'uomo per eccellenza e che il valore dell'individuo come uomo derivi dalla sua qualità di cittadino.
Anche se questo Stato democratico afferma di avere per solo scopo la libertà dell'uomo, limita di fatto la sua iniziativa creandogli dei doveri: "servire è essere liberi, il servitore obbedisce ed ecco l'Uomo libero! Ecco una rozza assurdità". Non bisogna farsi illusioni, l'ideale dello Stato non è la realizzazione degli individui, ma il suo livellamento in una certa mediocrità che deve accontentare il massimo numero di uomini, per questo ognuno deve fare molte concessioni alla comunità ed in definitiva, l'ideale dello Stato è... un ordine ragionevole, una condotta morale, una libertà moderata e non l'anarchia, l'assenza di leggi, l'individualismo.
Così nello Stato liberale la ragione regna e la persona soccombe. La cosa più grave non è soltanto l'asservimento contro cui è sempre possibile lottare, ammesso il fatto che l'autorità diventa, nello Stato democratico, ipocrita ed impersonale... colui che li schiaccia (le persone libere) si chiama lo Stato, la legge però mai questo o quell'altro...
L'autorità allora sono tutti e nessuno allo stesso tempo, il poliziotto, il precettore, il servizio militare obbligatorio, ecc. Stirner pone qui in evidenza ciò che proviamo oggi. Chi non ha avuto a trattare con qualche amministrazione e vessato non ha trovato di fronte che una responsabilità diffusa diluita, è sempre il capoufficio vicino che ha dato l'ordine.
Il liberalismo sociale
L'Uomo vive in società, Stirner lo constata senza difficoltà, tuttavia, ci mostrerà in cosa questa società è coercitiva anche quando essa proviene da un'essenza liberale. Innanzitutto egli mostra che gli uomini in una società liberale sono dipendenti gli uni dagli altri, giunge alla conclusione che il valore dominante di questa forma di società è il lavoro la cui ricchezza sparisce e vediamo apparire una forma di soggezione, il lavoro: Se il comunista vede in te un uomo ed un fratello, non è che per il suo modo di vedere delle domeniche... Se tu fossi uno fannullone, non riconoscerebbe in te l'Uomo, vedrebbe un uomo pigro da correggere e catechizzare per convertirlo alla credenza che il lavoro è il destino e la vocazione dell'uomo.
La società possiede tutto e gestisce il lavoro in funzione dei bisogni degli uomini; ricercare la libertà in una forma centralizzata e possessiva ci porta una nuova autorità, quella della società, gli siamo debitori di tutto, tutto va e viene da questa nuova entità: la società da cui abbiamo tutto è un nuovo padrone, un nuovo fantasma, un nuovo essere supremo che ci impone servizio e dovere. Queste due alienazioni, lo Stato liberale e la società liberale sono tanto più pesanti in quanto partono da un buon sentimento, da un sentimento umanitario e giungiamo a scoprire la peggiore delle alienazioni quella che le incorona tutte il liberalismo umanitario.
Il liberalismo Umanitario
L'umanesimo vuole portare l'uomo al suo grado più alto di perfezione, perché non si preoccupa che dell'uomo in generale e di quel che rappresenta e può diventare. Sparita la religione, l'umanesimo crea un nuovo dio avente come forma l'uomo perfetto. Stirner affronta questa aberrazione che è la più importante, la sottomissione dell'individuo ad un uomo ideale, in questo, tutto quel che ognuno di noi è nella sua originalità sparisce per tentare di somigliare all'immagine che ci si dà dell'uomo ideale. "Come l'umanitario non lascia più all'individuo nulla di privato o di esclusivo né pensiero privato né stupidità privata, finisce con il lasciarlo completamente nudo perché il suo odio assoluto e fanatico del privato non permette al suo sguardo alcuna tolleranza, dal momento che ogni privato è essenzialmente inumano.
L'umanesimo che subordina l'uomo ad una certa immagine ben precisa, nega così ogni originalità all'individuo, questo ci promette un universo concentrazionario del tipo di quello di 1984 di George Orwell.
Così come lo prova Stirner, l'individuo si trova maltrattato, sottoposto ad un certo numero di potenti alienazioni: lo Stato, la società, l'umanesimo, tuttavia, l'individuo, ha bisogno della società, di una organizzazione e di un ideale per vivere. Ora vedremo cosa intende proporre Stirner affinché l'individuo viva del tutto libero.
La riappropriazione
La mia potenza, le mie relazioni. Stirner ha dimostrato che lo Stato è sempre, qualunque forma esso assuma, costrittivo per l'individuo, ma che la vita in società resta lo stato naturale dell'uomo e che bisogna trovare un'organizzazione che lasci l'individuo libero da ogni costrizione.
Paul Chauvet - groupe libertaire Louise Michel [Gruppo libertario Louise Michel]
Alcuni aforismi da L'Unico:
[Traduzione di Ario Libert]
Link:
Stirner, da: Increvables Anarchistes