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8 maggio 2012 2 08 /05 /maggio /2012 05:00

MAGGIO 1937

 

Barcellona-maggio-1937.-Difesa-centrale-telefonica.jpg Barcellona maggio 1937. Barricata nel centro storico
contro l’aggressione comunista alla Centrale Telefonica.

 

Controrivoluzione stalinista a Barcellona


di René Berthier

"Gli avvenimenti di maggio 1937 a Barcellona sono esemplari per più di un motivo. Essi si riducono ad un'idea principale: come lo stalinismo ha utilizzato l'antifascismo per liquidare la rivoluzione sociale. Per realizzare questo obiettivo, era indispensabile liquidare il movimento anarco-sindacalista. Ma in quel momento, questo movimento, che aveva dato impulso ad un vasto movimento di collettivizzazioni nell'industria, nei trasporti, nell'agricoltura, era troppo potente, troppo popolare per essere attaccato frontalmente. Bisognava ricominciare ad isolarlo prendendosela con il POUM, piccolo partito marxista ma che era su posizioni rivoluzionarie, in cui si trovavano alcuni trotskisti [1].
L'occasione era troppo propizia. In Germania, Stalin aveva fatto vincere il nazismo sacrificando il partito comunista tedesco per liquidare la socialdemocrazia. Ogni movimento che si richiamava alla classe operaia non controllato da Mosca doveva essere liquidato. Stalin minacciava una campagna contro gli "hitlero-trotskisti", il POUM fu dunque nella linea di tiro dei comunisti spagnoli che esigevano in modo assoluto la sua dissoluzione.
Nin.jpg
Fecero in modo di eliminare Andrès Nin dal governo della generalità di Catalogna, il 13 dicembre 1936, se non con la complicità, per lo meno l'accordo della direzione della CNT, che non sembrò rendersi conto che ciò, aggiunto ad innumerevoli altre manovre, contribuiva ad isolare la Confederazione ogni volta un po' più ed a renderla più vulnerabile di fronte allo stalinismo. Gli stalinisti erano già riusciti ad eliminare i militanti del POUM da ogni responsabilità nell'UGT: ora quest'ultime erano, prima della sua egemonizzazione da parte degli stalinisti, un alleato naturale della CNT... a condizione che vi fossero all'interno degli elementi sufficientemente radicali per favorire questa alleanza.

UGT.jpgCosì, quando la CNT ottenne che i due partiti marxisti si ritirassero dalla generalità lasciando posto alla sola UGT, è di fatto il partito comunista che aveva di fronte ad essa. L'UGT, che i comunisti controllavano, era letteralmente diventata l'organizzazione della piccola borghesia e del padronato [2]. Gli avvenimenti di maggio 1937 sono dunque esemplari dell'incomprensione della direzione confederale ad afferrare i rapporti di forza, a capire la natura reale dello stalinismo e del suo ruolo contro-rivoluzionario, quando la massa dei lavoratori sosteneva la CNT.

 

Comunismo spagnolo? 

I comunisti spagnoli rappresentavano poca cosa prima della guerra civile e non poterono svilupparsi che attirando ad essi i contadini agiati opposti alla collettivizzazione, la piccola borghesia, molti funzionari della polizia, dei militari. La spina dorsale del movimento comunista spagnolo, sostenuto da Mosca, offriva la sua esperienza organizzativa a degli strati sociali i cui interessi coincidevano, in quel momento, con gli interessi della politica internazionale di Stalin.

Quest'ultimo non poteva accettare l'idea di una rivoluzione proletaria che si sviluppasse al di fuori del suo controllo e su basi radicalmente differenti della rivoluzione russa. Partecipando al governo e praticando l'infiltrazione delle richieste del potere, i comunisti acquisirono dunque una potenza sproporzionata rispetto alla loro base sociale. I comunisti, sostenuti dalla piccola borghesia nazionalista catalana, si esprimevano apertamente contro le collettivizzazioni il che è un paradosso strano, sapendo che in Russia essi avevano imposto la collettivizzazione forzata dell'agricoltura con la violenza più inaudita, facendo milioni di morti...

Nell'ottobre 1936, un comunista è nominato ministro all'approvvigionamento, posto in precedenza occupato da un anarchico. I comitati operai di approvvigionamento, creati dagli anarchici e che funzionavano efficacemente, sono sciolti. La distribuzione dell'alimentazione, assicurata dal sistema della vendita diretta dei prodotti organizzata dai comitati dei sindacati è restituita al commercio privato. I prezzi aumentano, provocando la penuria. Il malcontento della popolazione cresce, ma i comunisti accusano gli anarchici. Le forze della polizia- guardia civile e guardie di assalto- erano state dissolte e sostituite con delle "pattuglie di controllo". Ma la polizia sarà rapidamente ricostituita, controllata dagli stalinisti. Lo stesso processo era accaduto, il 10 ottobre 1936, con la militarizzazione delle milizie, di cui i comunisti erano ardenti sostenitori.

la-batalla-09-05-1937censure.jpgLa Battalla del 1° maggio 1937 descrive la composizione sociale ed il modo di reclutamento della polizia controllata dai comunisti: "hanno concentrato in Catalogna una parte del formidabile esercito dei carabinieri, che erano stati creati a scopi contririvoluzionari, reclutandola tra gli elementi del partito comunista sprovvisti di educazione politica, tra gli operai non appartenenti ad alcuna ideologia ed anche tra i piccolo borghesi declassati, che avevano perso ogni speranza nella possibilità di recuperare la loro posizione..."

Un'offensiva è lanciata contro la libertà di espressione.

La censura diventa sempre più importante, compresa la censura politica. Un meeting CNT-POUM è vietato il 26 febbraio 1937 a Tarragona. Il 26 marzo 1937, i libertari si oppongono ad un decreto che dissolve le pattuglie di controllo, che proibisce il porto d'armi per i civili e l'affiliazione politica o sindacale delle guardie e degli ufficiali di polizia e che dissolve i consigli di operai e soldati, il che equivale alla liquidazione del potere reale della Confederazione, elemento motore delle milizie, padrona della strada e delle fabbriche.

Di fatto, le pattuglie di controllo non restituiscono le armi, al contrario, i militanti escono in strada e disarmano le forze di polizia regolari, che resistono, vengono scambiati colpi di fuoco. La misura di soppressione delle pattuglie di controllo  era stata presa in accordo con i consiglieri anarchici della Generalità, che furono criticati dalla loro base e ritirarono il loro appoggio al decreto.

La crisi sarà risolta dalla formazione di un nuovo governo, identico al precedente.

Gli scontri armati proseguono.

 

I FATTI

Giornate-di-maggio.jpgLa provocazione del 3 maggio 1937 fu dunque lo sbocco di una lunga serie di scontri il cui obiettivo era, per gli stalinisti, la liquidazione della rivoluzione sociale, la liquidazione dei libertari come forze egemoniche nella classe operaia catalana, la restaurazione del potere della borghesia debitamente pilotata dai consiglieri tecnici del GPU [3].

Cosa accadde quel giorno? Lunedì 3 maggio 1937, la polizia comunista tenta di assumere il controllo della centrale telefonica di Barcellona che è sotto il controllo CNT-UGT, ma la cui maggioranza degli impiegati è alla CNT. I miliziani presenti prendono le loro armi e resistono violentemente, con successo. Un'ora dopo i miliziani della FAI e dei membri delle pattuglie di controllo arrivano in rinforzo.

Le fabbriche si fermano. Le armi escono dai nascondigli. Le barricate si innalzano.

L'insurrezione si estende a tutta la città.

FAI-CNT-Transporte.jpgIl governo- con i suoi rappresentanti anarchici! è di fatto assediato dalla forza popolare. Si tratta di un'autentica risposta spontanea ad una provocazione stalinista. Il comitato regionale della CNT e della FAI si accontenta di esigere la destituzione di Rodriguez Sala, Comunista, commissario dell'ordine pubblico di Barcellona. Come se Sala potesse essere qualcosa al di fuori delle forze che si trovavano dietro di lui.

Come il 19 luglio 1936 quando i fascisti hanno tentato di prendere il potere, sono, alla base, i comitati di difesa confederali CNT-FAI che organizzarono la controffensiva popolare, ma questa volta contro il parere della direzione della CNT. Il giorno successivo, martedì 4 maggio, la battaglia dura tutta la giornata. La rapidità della reazione dei miliziani della CNT-FAI e del POUM contro la polizia è stata stupefacente, tanto più che è stata terribile l'accanimento della polizia pilotata dai comunisti. Questa crisi rivela un acuto conflitto all'interno stesso del campo repubblicano.

Era in gioco la sorte della rivoluzione sociale.

Mentre i proletari si battevano nelle strade contro la reazione interna al campo repubblicano, gli stati maggiori mercanteggiavano: bisognava formare un nuovo governo. I dirigenti dell'UGT e della CNT lanciano appelli per il cessate il fuoco. I ministri anarchici del governo centrale appoggiano questa iniziativa, ma Companys, presidente della generalità, rifiuta di destituire Rodriguez Salas.

GarciaOliver.jpgGarcia Oliver, ministro anarchico del governo centrale, dirigente della CNT ma anche della FAI, fa un discorso ridicolo in nome dell'unità antifascista, chiama a deporre le armi: "tutti coloro che sono morti oggi sono miei fratelli, mi inchino davanti a loro e li abbraccio", compresi senza dubbio gli stalinisti ed i poliziotti. Oliver accredita anche l'idea che la battaglia che ha avuto luogo non era che un incidente di percorso nel campo repubblicano, mentre era un autentico combattimento di classe, il progetto dei comunisti essendo di ristabilire tutti gli attributi dell'ordine borghese: proprietà privata, potere centralizzato, polizia, gerarchia. Evita l'obiettivo di questa battaglia, che si riassumeva nell'alternativa: proseguimento della rivoluzione sociale o restaurazione dello Stato borghese.

Nella notte dal 4 al 5 maggio, i mercanteggiamenti al palazzo della generalità continuano.

 Federica MontsenyI comunisti vogliono erodere un po' più di potere ai comitati operai e devono affrontare i lavoratori in armi. Il loro obiettivo: schiacciare definitivamente la rivoluzione. È inevitabile constatare che i dirigenti anarchici sono superati dagli avvenimenti. Alla radio, si succedono tutti per chiamare i combattenti a deporre le armi: Garcia Oliver, Federica Montseny, entrambi della CNT e FAI, e gli altri. Companys esige come prerequisito ad ogni accordo che i lavoratori si ritirino dalla strada. Il giorno dopo, mercoledì 5 maggio, la battaglia è più violenta ancora della vigilia. La Gare de France, occupata dagli anarchici, è presa d'assalto dalla guardia civile; gli impiegati della centrale telefonica si arrendono alle guardie d'assalto. Il governo catalano dà le dimissioni. Le divisioni anarchiche del fronte propongono di venire a Barcellona, ma il comitato regionale della CNT comunica loro che non ce n'è bisogno. La sera, nuovi appelli chiedono agli operai di abbandonare le barricate e rientrare a casa loro. Il malcontento aumenta nelle fila della CNT-FAI.

Numerosi militanti strappano le tessere. Una parte importante delle gioventù libertarie, numerosi comitati e gruppi di base nelle imprese e nei quartieri si oppongono alla posizione conciliatrice e di corta veduta della direzione del movimento libertario catalano.

Gli "Amici di Durruti" propongono la formazione di una giunta rivoluzionaria che doveva sostituire la generalità. Il POUM doveva essere ammesso in questa giunta "perché si è posto dalla parte dei lavoratori". Essi rivendicano la socializzazione dell'economia, lo scioglimento dei partiti e del corpi armati che hanno partecipato all'aggressione, la condanna dei colpevoli. Queste posizioni sono denunciate dal comitato regionale della CNT. Il gruppo sarà più tardi escluso dalla CNT.

 losamigosdedurrutiGli "Amici di Durruti" non erano, malgrado il loro nome, dei sopravvissuti dei gruppi Los Solidarios o Nosotros di cui Durruti aveva fatto parte. Era un piccolo gruppo formato da irriducibili ostili alla militarizzazione delle milizie, alla partecipazione della CNT al governo, e diretto dai faisti Carreno; Pablo Ruiz, Eleuterio Roig e Jaime Balius. Accusato di essere al traino del POUM e di essere costituiti da anarchici bolscevizzati, questo gruppo ebbe un debole impatto e la sua esistenza fu breve, perché non si vedono più dopo l'estate del 1937.

spagna--01.jpgCiò non toglie nulla al fatto che alcune (non tutte, siamo ben lungi da ciò) delle posizioni che prese a un certo momento abbiano potuto essere degne di essere prese in considerazione. Le critiche che essi facevano all'apparato dirigente della CNT non erano infatti infondate.

Ad esempio, il Comitato nazionale della CNT, durante una conferenza dei delegati il 28 marzo 1837, chiese la sottomissione di tutti gli organi di stampa della Confederazione alle direttive del Comitato nazionale. La proposta non fu adottata che con un voto di maggioranza. La minoranza decise di non tener conto del voto. È incontestabile che si era sviluppato uno strato di dirigenti specializzati alla CNT, senza alcun controllo della base, e una gerarchizzazione autoritaria dell'organizzazione, compresa alla FAI.

La direzione del POUM in questo affare non è essa stessa esente da critica.

Andrès Nin tenta di frenare l'ardore dei militanti; uno strano appello del comitato esecutivo del POUM propone allo stesso tempo di sbarazzarsi del nemico e di iniziare una ritirata. Il 5 maggio sarebbe stato il punto culminante della battaglia. Il mattino, il governo dimissione, la sera si riforma.

Camillo_Berneri.jpgBerneri, una delle figure dell'opposizione rivoluzionaria, è assassinato dai comunisti, così come un altro militante italiano, Barbieri. La mattina del 6 maggio, si constata un certo sbandamento presso i combattenti, delusi e disorientati dall'atteggiamento della direzione regionale della CNT.

Presto le barricate abbandonate sono rioccupate. La direzione della CNT rinnova i suoi appelli alla clama. La lotta è terminata ma nessuno torna al lavoro, i combattenti restano sul posto. Nella notte dal 6 al 7 maggio, i dirigenti della CNT-FAI reiterano le loro proposte: ritiro delle barricate, liberazione dei prigionieri e degli ostaggi. Il mattino del 7, il governo accetta le proposte di cessate il fuoco.

La sconfitta del movimento insurrezionale segnerà l'inizio di un regresso terribile delle conquiste dei primi mesi della rivoluzione. L'impresa dello stalinismo, appoggiandosi sugli strati sociali più ostili alla rivoluzione in campo repubblicano, si affermerà.

Gli assassinii di militanti rivoluzionari per mano degli stalinisti raddoppiano. Sin dall'estate del 1937 le truppe del comunista Lister entreranno in Aragona per tentare di liquidare attraverso il terrore le collettività agricole libertarie e restituirle ai precedenti proprietari.

36cnt paysanL'adesione delle masse contadine alle collettivizzazioni era tale che il tentativo di Lister si conclude con una cocente sconfitta. "Né voi, né noi abbiamo lanciato le masse di Barcellona in questo movimento. È stato una risposta spontanea ad una provocazione dello stalinismo. È ora il momento decisivo per fare la rivoluzione. O ci poniamo alal testa del movimento per distruggere il nemico interno o il movimento fallisce e saremo distrutti. Dobbiamo sceghliere tra la rivoluzione o la controrivoluzione". [Alternativa proposta dal POUM, nella notte del 3 maggio, rifiutata dalla direzione della CNT, e riportata da Julian Gorkin] [4].


Se si dovesse ripresentare


collettivizzazioni, 01Sarebbe tuttavia un grave errore affrontare la questione in termini di "tradimento" della direzione della CNT in rapproto ai suoi obbiettivi. Il bilancio sereno della confederazione e delle posizioni dei suoi dirigenti durante la guerra civile resta ancora da fare pressi i libertari. Bisogna far presente che la rivoluzione spagnola non era la rivoluzione russa.

Si può considerare quest'ultima come l'ultima rivoluzione del XIX secolo in termini di mezzi tecnici posti in opera. La rivoluzione spagnola è stata la prima del XX secolo, con l'uso  dei blindati, dell'aviazione, della radio, ecc.

POUM-Socorro-Rojo.jpgÈ stata il terreno  di prova della Germania hitleriana per la seconda guerra mondiale. In Russia, lo Stato era in decadenza, tutte le forze sociali opposte alla rivoluzione erano in in stato di issoluzione. L'intera società russa era in stato di dissoluzione, dopo molti anni di una guerra terribile. È questa situazione che ha permesso a un piccolo gruppo di uomini - qualche migliaio nel 1917- di prendere il potere. L'estremo grado di organizzazione e di disciplina di questo piccolo gruppo di uomini non può da solo spiegare l'efficacia della sua azione, il che non toglie nulla al genio strategico di Lenin, ad ogni modo all'inizio. 
La società spagnola non presentava questo stato di decadenza.Le forze sociali presenti erano precisamente caratterizzate e ancorate nei loro modi di vita. La borghesia spagnola, e in particolare la borghesia catalana, era potente, influente. Delle numerose classi intermedie fungevano datampone e sposavano tantro più le idee dell aclasse dominante in quanto temevano la proletazizzazione. Una tale situazione non esisteva in Russia.

collett, 04La rivoluzione proletaria in Spagna ha dovuto far fronte a degli avversari altrimenti più temibili di quelli ai quali i rivoluzionari russi si sono scontrati, perché le potenza capitaliste occidentali, dopo la prima guerra mondiale, erano anche loro stremate dalla guerra, e i corpi di spedizione da essa inviati, erano minati dalle diserzioni.

I libertari spagnoli hanno dovuto affrontare contemporaneamente i fascisti, gli stalinisti e i repubblicani. Era molto. La rivoluzione russa ha avuto luogo in un perioodo di affondamento generale, in cui le potenze, sul piano internazionale, suscettibili di combatterla erano esse stesse esautite da quattro anni di guerra terribile.

La rivoluzione spagnola al contrario ha avuto luogo in un periodo di ascesa di forze reazionarie di una potenza mai viste - il nazismo in Germania, il fascismo mussoliniano - che hanno sostenuto senza riserva con le loro armi il fascismo spagnolo.

barricade_barcellona.jpgTra queste forze reazionarie figurava lo stalinismo, di cui i marxisti rivoluzionari che accusavano la CNT di tutti i mali sono se non direttamente, per lo meno intellettualmente responsabili. Se i libertari lo avessero voluto, essi avrebbero potuto facilmente liquidare i comunisti nel maggio 1937, e il comitato regionale, in una certa misura, aveva ragione di sostenere che non aveva bisogno di dislocare le divisioni anarchiche dal fronte [5].

barcellona_maggio1937.jpgI miliziani di Barcellona e della regione, gli operai insorti, i comitati di difesa dei sobborghi sarebbero ampiamente bastati al compito. Ma la situazione si sarebbe limitata alla Catalogna, perché a Madrid la CNT non era prevalente. La direzione della CNT non voleva rischiare di ritrovarsi sola di fronte a una coalizione fascio-stalino-repubblicana. Inoltre, ragionare su un fenomeno di trascinamento nella classe operaia spagnola, che in un grande slancio di entusiasmo, avrebbe sostenuto i libertari catalani, era un rischio che la Confederazione non ha voluto assumere.



MAGGIO_barcellona.jpg

 

La Spagna sarebbe esplosa in molti blocchi antagonisti, diventando facile preda per i franchisti. C. M. Lorenzo ha senz'altro ragione di dire che un "trionfo dell'anarchismo spagnolo che comportasse l'affondamento della legalità repubblicana avrebbe provocato di sicuro contro di esso la formazione di una coalizione internazionale comprendente l'Unione sovietica (soppressione dio ogni aiuto in armi e in munizioni), gli Stati occidentali democratici (riconoscimento immediato del governo fascista, blocco economico)". [7]. Il movimento operaio internazionale, e in particolare il movimento operaio francese ampiamente influenzato dagli stalinisti, avrebbero sostenuto una rivoluzione anarchica in Spagna che si fosse opposta con le armi ai comunisti spagnoli? Certo, i libertari si sono ad ogni modo trovati di fronte a una coalizione fascio-stalino-repubblicana...

La domanda, in queste condizioni- che è facile da porre sessanta anni dopo- è: non era forse meglio tentare il colpo?

È facile, quando si vive costantemente "in pieno delirio di identificazione con la rivoluzione russa", come dice Carlos Semprun-Maura, quando ci si trascina dietro uno schema di rivoluzione che si limita alla presa del Palazzo d'Inverno, di rimproverare ai libertari spagnoli di non averlo fatto. Possiamo, oggi, rimproverare ai libertari di aver fatto una cattiva analisi al contempo della natura dello stalinismo e di quella del repubblicanesimo borghese.

 

Siamo oggi, confusi dalla loro ingenuità [7]: sono i soli ad aver svolto onestamente il gioco dell'antifascismo. Erano i soli autentici antifascisti. Erano i soli il cui obiettivo prioritario reale era la liquidazione del fascismo in Spagna senza precondizionare uest'obiettivo al loro monopolio del potere.

In nome dell'unità antifascista, la CNT, maggioritaria in Catalogna, ha accettato in tutti gli organi decisionali una rappresentazione infinitamente minore di quella corrispondente ai suoi effettivi reali, in cambio dellam sua buona fede... I libertari hanno fatto, tragicamente e a loro spese, la prova che l'antifascimo senza la rivoluzione sociale non ha alcun senso. Essi hanno dimostrato che la liquidazione del fascismo non può essere fatta con l'alleanza con un altro fascismo - lo stalinismo-, né con la borghesia repubblicana.

È una lezione che vale ancora oggi.


 

René Berthier

 


 

[Traduzione di Ario Libert]


LINK al post originale:

 

 Contre-révolution stalinienne a Barcelonne

 

 



NOTE


[1] Il POUM (partito operaio di unificazione marxista), fondato nel 1935, aveva tra i 3.000 e i 5.000 aderenti prima della guerra civile (1 milione per la CNT). Qualificata a torto come trotskista, compreso dai trotskisti di oggi (che l'hanno un po' recuperato, soprattutto dopo il film di Ken Loach), aveva rotto con Trotski e la IV Internazionale. L'atteggiamento della CNT in rapporto al POUM si spiega in parte perché le relazioni tra le due organizzazioni non erano mai state buone, Joaquin Maurin aveva accusato la Confederazione di tutti i mali.

[2] Vi furono anche degli scioperi che opposero degli operai della CNT e del loro padrone dell'UGT, o degli scontri armati tra contadini collettivisti della CNT e piccoli proprietari dell'UGT…

[3] L'"aiuto" sovietico, pagato ad altissimo prezzo dai repubblicani spagnoli, era condizionato alla presenzad di "consiglieri" militari sovietici che instaurarono una Ceka che provvide all'esecuzione di numerosi militanti rivoluzionari. (Citato da C. M. Lorenzo, Les Anarchistes espagnols et le pouvoir, p. 266, Le Seuil. Cfr. anche J. Gorkin, Les communistes contre la révolution espagnole, Belfond, p. 59-60).

[4] La prova a posteriori che gli anarchici avrebbero potuto senza difficoltà liquidare fisicamente i comunisti sin dal maggio 1937 si trova negli avvenimenti del marzo 1939 a Madrid, durante i quali la CNT realizzò ciò che avrebbe forse dovuto fare sin dall'inizio. Il 2 marzo Negrin esegue un vero colpo di Stato e pone i comunisti a tutti i comandi militari importanti. La CNT decise allora di regolare i suoi conti con lo stalinismo schiacciando le truppe comuniste. Dal 5 al 12 marzo 1939, il IV corpo d'armata anarchico (150.000 uomini) comandati da Cipriano Mera schiacciò i I, II e III corpo d'armata comunista (350.000 uomini). Secondo testimonianze orali, tutti gli ufficiali comunisti al di sopra del grado di sergente furono fucilati. La natura di classe del partito comunista spagnolo è ben descritta in queste affermazioni di C. M. Lorenzo: "Sembra che si produsse allora un vero affondamento del Partito comunista. L'innumerevole massa di persone che avevano aderito a questo partito per odio alla Rivoluzione, per paura, per amore dell'"ordine", per opportunismo politico, per arrivismo, non aveva alcuna vera formazione ideologica, nessuna conoscenza del marxismo. Tutte queste persone abbandonarono il Partito non appena lo videro in cattive condizioni e i comunisti si ritrovarono nello stesso stato in cui erano all'inizio della Guerra civile un pugno di quadri senza contatto reale sulla popolazione. Il Partito comunista ebbe a favore delle circostanze un gonfiamento assolutamente artificiale; fu un organismo mostruoso dai piedi d'argilla". [C. M. Lorenzo, Les Anarchistes espagnols et le pouvoir, éditions le Seuil, p. 327].

[5] C. M. Lorenzo, Les Anarchistes espagnols et le pouvoir, éditions le Seuil, p. 267.

[6] Solidaridad obrera del 21 gennaio 1937 evoca in termini lirici l'arrivo, la vigilia, della prima nave sovietica trasportante farina, zucchero e burro, qualche tempo dopo che i comunisti catalani avevano provocato la penuria e il rincaro dei prodotti alimentari liquidando i comitati operai di approvigionamento (7 gennaio), fornendo il pretesto per accusare gli anarchici di essere i responsabili della penuria: "Tutto un popolo vibrava a causa del profondo significato umano delal prima visita di un altro popolo. La sensibilità rendeva tributo alla solidarietà. Questo messaggero del proletariato russo ha apportato in Spagna alcune tonnellate di prodotti alimentari, offerta delle sue donne alle nostre, amabili carezze dei piccoli Orientali ai bambini d'Iberia...".

[7] Il quotidiano della CNT avrebbe potuto precisare che questi prodotti erano acquistati a prezzo altissimo e a prezzo d'oro dai Sovietici, così come lo saranno le armi, per la maggior parte vecchie, consegnate alla Spagna e distribuite in modo molto selettivo.




 

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Published by Ario Libert - in Fascismo rosso
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