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17 ottobre 2010 7 17 /10 /ottobre /2010 14:15

  

B. Traven

 

  

  

di Martine-Lisa Rieselfeld

  

 

 

traven-copia-1La mia vita mi appartiene, soltanto i miei libri appartengono al pubblico. Ecco come si esprimeva B. Traven, l'uomo dai molteplici pseudonimi: Ret Marut, Hal Croves, Traven Torsvan, Bruno Traven, Arnold, Barker, Otto Feige, Kraus, Lainger, Wienecke, Ziegelbrenner.

Traven è nato a Chicago, Illinois, il 5 marzo 1890, da genitori svedesi. Ha trascorso la sua infanzia in Germania dove ha cominciato a scrivere dei testi anarchici con il nome di Ret Marut. Pubblica occasionalmente degli articoli nella rivista anarchico "Der Ziegelbrenner" [La Fornace] tra il 1917 ed il 1922. Ma Traven è costretto a fuggire dalla Germania sotto la minaccia di una condanna a morte lanciatagli contro dai Corpi franchi di Baviera alla fine della prima guerra mondiale, dopo la sconfitta della Repubblica dei consigli.

Scompare per un certo periodo per ricomparire in una prigione inglese (crimine sconosciuto). Avendo abbandonato Londra, un uomo che si faceva chiamare B. Traven, invia dei manoscritti all'editore tedesco Das Buchengild [La Gilda dei Libri].

Traven condivide le idee socialiste ed anarchiche. Si trova appassionatamente  dalla parte dell'uomo comune. Il capitalismo e la burocrazia rendono una vita decente impossibile. Scrive sulla giustizia sociale, la crudeltà e l'avidità in uno stile teso, pieno di sospensione. L'idea anarchica rimane nel cuore della sua opera, illustrando l'oppressione della libertà individuale dal potere schiacciante dello Stato. I suoi primi romanzi presentano dei vagabondi alla ricerca di un lavoro o che avendo trovato un'occupazione temporanea, sono colpiti dal sistema di sfruttamento su scala mondiale.

I libri di Traven sono stati tradotti in più di trenta lingue, venduti in più di 25 milioni di copie e sono presenti nel programma di lettura nelle scuole messicane.

traven deathship08Nel 1926 vine pubblicato il suo romanzo Das Totenschiff [La nave dei morti]. È un successo immediato. Albert Einstein avrebbe detto di voler portare questo libro  su un'isola deserta. Il protagonista, un marinaio americano, G. Gales, si ritrova senza documenti d'identità ad Anversa in Belgio, negli anni 20. Respinto da una frontiera all'altra, rischiando la prigione e la morte per la mancanza di questi documenti che confermino la sua esistenza, il marinaio prende coscienza di essere cancellato dalla mondo. Il personaggio di G. Gales, riappare in Der Wobbly[I raccoglitori di Cotone], del 1926, poi in Die Brücke im Dschungel [Il ponte nella giungla] del 1928, tutti di ispirazione autobiografica. Il nome dell'avventuriero americano ricorda quello di Linn A. E. Gale, l'editore del Gale’s International monthly for revolutionary communism. Quand gli IWW (Industrial Workers of the World) hanno cominciato le loro attività in Messico nel 1918, Gale divenne una delle figure di prua.brucke1929_150.jpg 

 

Treasure-Sierra-Madre.jpgPoco dopo la dittatura di Porfirio Diaz, Traven abita in una piccola casa, El Parque Cachu, non lontano da Acapulco, in Messico, dove vivrà per trentaquattro anni. Redigerà il suo secondo romanzo The Treasure of the Sierra Madre [Il tesoro della Sierra Madre] durante questi anni messicani. In Indios (1931), rappresenta la corruzione e lo sfruttamento dei poveri e mostra gli effetti di un regime di brutalità pur informando sul modo di vita degli Indios rurali in Messico. Questo libro fa parte di un ciclo di romanzi sulla Rivoluzione messicana tra 1910 e 1912. Tra il 1931 ed il 1940, Traven pubblicherà sei novelle interattive, Mahogany, conosciute come la sua "serie sulla giungla". La simpatia provata per gli Indios del Chiapas l'incoraggia ad imparare il loro dialetto maya.

Traven scrive poco dopo il 1940. Acquisisce un passaporto messicano con il nome di Traven Torsvan, nato a Chicago il 3 maggio 1890. Sposa nel 1957 la sua traduttrice Rosa Elena Lujan. Si erano incontrati nel 1930 in occasione di un concerto del violinista Jascha Heifetz. Dieci anni dopo, Rosa Elena è assunta per aiutare Traven nella traduzione in spagnolo di uno scenario adattato da uno dei suoi romanzi.

Il Tesoro della Sierra Madre sarà portato sullo schermo da John Huston nel 1948. Lo scenografo invitò molte volte lo scrittore a venire sui luoghi delle riprese, ma Traven declinò regolarmente l'invito. Un giorno, un tale chiamato Hal Croves chiese di vedere Huston, presentandosi portatore di un alettera redatta da Traven. In questa, Lo scrittore di diceva impossibilitato di spostarsi, perché malato, ma che Hal Croves sarebbe stato in grado di rispondere a tutte le domande. John Huston sospettò questo Croves essere Traven (aveva notato un leggero accento, non tedesco ma certamente europeo) e rivelerà la verà identità del suo interlocutore nel 1969, dopo la morte di Traven, quando appariranno delle fotografie del celebre anonimo.

Traven--Chersi.jpg morì il 26 marzo 1969 a Mexico City. Le sue ceneri furono trasportate nel Chiapas e disperse sopra il Rio Jataté. Durante tutta la sua vita, aveva vegliato gelosamente (quasi patologicamente) a preservare il suo anonimato. Ma chi potrebbe biasimarlo, visto le sue esperienze traumatiche vissute in Germania ed in Inghilterra?

Alla sua vedova Rosa Elena Lujan, verrà richiesto di rivelare la sua vera identità, tra i B. Traven, Ret Marut, Hal Croves, etc. Dichiarerà in un'intervista accordata il 25 giugno 1990 al New York Times: "Mi aveva autorizzato, quando fosse morto, di far sapere che era stato Ret Marut. Mai avrei dovuto parlarne prima della sua sparizione. Aveva paura di essere estradato. Allora, anch'io, ho mentito, perché volevo proteggere mio marito".

Nel suo testamento, Traven certificò che si chiamava Traven Torsvan Croves, nato a Chicago nel 1890 e naturalizzato cittadino messicano nel 1951.

So ora che la mia patria è classificata in fascicoli, l'ho vista sotto forma di funzionari abili a cancellare in me le ultime tracce di patriottismo. Dove dunque è la mia patria? La mia patria è là dove sono, dove nessuno mi disturba, dove nessuno mi chiede chi sono, da dove vengo e cosa faccio [La nave dei morti].

 

Martine-Lisa Rieselfeld

 

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Published by Ario Libert - in Profili libertari
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