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8 luglio 2012 7 08 /07 /luglio /2012 05:00

1936 - 1939. Il cinema durante la rivoluzione Spagnola

cinema-Nuestro-Culpable.jpg

Né Hollywood, né Mosca!

 

 

La sfida era di realizzare dei lungometraggi tecnicamente comparabili agli americani e superiori per il loro contenuto ai film sovietici.

P. A. Paranagua


di Wally Rosell

 

Il cinema documentario e di finzione era già un'arma di propaganda ben prima del 1936, è dunque del tutto naturale che sin dal luglio 1936, le forze politiche e sindacali si sono impdronite di questo strumento.

I sindacati- soprattutto la CNT- produrranno più di 230 documentari di attualità e cortometraggi di finzione e circa 25 lungometraggi. 



AURORA DE ESPERANZA. Film drammatico del 1937. Durata 57 minuti. Regia: Antonio Sau; Sceneggiatura: Antonio Sau; Musica: Jaime Pahissa; Interpreti: Félix de Pomés, Enriqueta Soler, Pilar Torres, Ana María Campoy. Film di ispirazione anarchica sulla disperata situazione della classe operaia e l'inizio della Revoluzione sociale. 


Le storie di lungometraggio della guerra di Spagna non mancano né di originalità, né di qualità, eppure non sono rimaste nella storia del cinema, al contrario dei film sulla rivoluzione Russa, soprattutto quelli di Eisenstein. È vero che la maggior parte della produzione cinematografica sovietica è stata realizzata dopo il 1921, e cioè alla fine della rivoluzione Russa: La corazzata Potemkin è stata realizzata nel 1925 e Ottobre nel 1929. Per la Spagna del 1936, è l'inverso. La maggior parte della produzione data agli anni 1936-1939. È tempo di riscoprila.

Barrios bajos è un film drammatico del 1937, della durata di 90'. Regia di Pedro Puche e interpretato da José Álvarez, Matilde Artero, Baltasar Banquells, Esperanza Barrero, José Baviera, Rosita de Cabo, Ernesto Campoy, Modesto Cid, Federico Gandía, Eduardo Garro.

 

La maggior parte dei documentari sui diversi punti del "fronte", danno una parte eguale ai combattimenti e all'attività sociale e culturale delle collettivizzazione libertarie.

Alcuni lungometraggi non sono stati terminati che dopo la liberazione della Francia (tra gli altri La speranza, girato nel 1938, finito nel 1945), altri sono rimasti sepolti negli archivi franchisti per quarant'anni. 

 

Esistono alcuni film in cui finzione e documentario si intrecciano: in Castilla se liberta, un attore "professionista" recita il ruolo di Buenaventura Durruti a fianco di Cipriano Mera che interpreta se stesso come personaggio.

 

Allo stesso modo delle altre industrie, è l'insieme della filiera "cinema e teatro" che è socializzato dai sindacati CNT e UGT:

- L'apparato di produzione con la compagnia SIE-Film (Barcellona) o le società "Spartacus" e SUICEP a Madrid.

- Gli studi di Montjuich (Barcellona) sono controllati dalla CNT.

- La distribuzione con il controllo di 200 sale a Barcellona e a Madrid. 

 

 

Documentario sull'attività della Colonna Aguiluchos della FAI (Durruti) sul fronte di Aragona durante i mesi di luglio e agosto 1936.

 

A Barcellona, la commissione tecnica del sindacato (CNT - SIE film) è diretta da Miguel Espinar, (bigliettaio del cinema Ramblas) e Marcos Alcón. Stabilisce in via Caspe i suoi uffici, uno studio, tre sale di montaggio e una piccola sala di proiezione.

Il sindacato instaura l'eguaglianza sociale. 

 

 In Spagna, un ladro si fa derubare dalla sua amante che fugge con il bottino dei milioni. Il ladro si fa giudicare colpevole e imprigionare. Dietro le sbarre il ladro si fa corteggiare a voler bene perché tutti pensano che egli ha nascosto il denaro e pensa di poterglielo far confessare.

 

I guadagni settimanali sono divisi in modo egualitario (e in funzione di un coefficiente legato alle ore lavorate) tra:

- attori, tecnici, proiezionisti, musicisti, ciclisti (che trasportano le bobine di sala in sala),

- Ai militanti del sindacato partiti per i fronti;

- "uomini" e "donne".

Un'altra parte degli introiti è ridistribuita prioritariamente ai rifugiati (una clinica è controllata dal sindacato) o alla scuola primaria dei figli di salariati dello spettacolo (Grupo escolar de Espectaculos publico). I biglietti d'ingresso sono stampati con il timbro sindacale bicolore (roso e nero). Le mance, le rivendite di biglietti, gli impresari... sono vietati.

cinema-Barrios_Bajos.jpeg

 

Gli abitanti di Barcellona vanno al cinema nelle sale Mikhail Bakunin (Coliseo); Francisco Ferrer y Guardia; sulla via Durruti (vecchia Gran Via) si trova la sala Durruti, la sala Francisco Ascaso è situata in via Vergara.

A Madrid il sindacato unico, lo SUICEP [1]- è cogestito dalla CNT e dalla UGT.

Dopo maggio 1937, il sindacato di Barcellona continuerà la sua opera malgrado le direttive del comitato nazionale della CNT e la passione distruttrice del ministro comunista della Generalitat della Catalogna, Juan Comorera, che vuole imporre la produzione sovietica e sradicare un'attività di propaganda autogestionaria che gli sfuggono.

Quest'attività avrà delle ripercussioni nel mondo del cinema internazionale. Eroll Flynn (con altri: Duke Ellington, Clark Gable, Marlene Dietrich) verrà a sostenere i suoi compagni e compatrioti arruolati nelle brigate internazionali. Un gruppo di artisti antifascisti newyorchesi produrrà qualche film di propaganda:

- Tierra de Espana (Spain Earth 1937), film di ispirazione comunista, diretto dall'Olandese Joris Ivens, i commenti sono di Ernest Hemingway e con la collaborazione di Orson Welles;

- Avec la Brigade Abraham Lincoln che raggruppava una parte dei combattenti nord-americani.

 

A Los Angeles, Hollywood non potrà sbarazzarsi dei suoi buon sentimenti (lotta contro il fascismo) e delle pressioni del capitalismo, risultato: uno o due melodrammi "all'acqua di rosa".

In Messico (unico paese che si rifiutò di riconoscere il governo di Franco) alcuni documentari saranno realizzati sulla necessità di accogliere i rifugiati che arrivano con i battelli.

In Francia, nella Belle équipe viene fatta un'allusione agli avvenimenti spagnoli. I documentari,i servizi giornalistici e i lungo metraggi prodotti dalla CNT serviranno per moltissime serate di sostegno alla Spagna antifascista. Nel 1936-1937, la SIA organizza molte decine di "proiezioni private" nella periferia parigina richiamando tra le 500 alle 1000 persone ogni volta. Queste riunioni permettono di raccogliere dei fondi, ecc.

 

cinema1.jpg

Biglietto d'ingresso per il cinema Paris a Barcellona

 

Tra i registi libertari conosciamo pochi compagni, tra di essi:

Armand Guerra, il cui vero nome è José Estivalis Calvo.

Nato a Valenza, il 4 gennaio 1886. Il suo passaggio al seminario ne fa un ateo convinto. Anarchico a 20 anni, parte per la Francia e partecipa alla creazione di La Coopérative du cinéma du peuple [La Cooperativa del cinema del popolo], fondata dalla CGT francese, per la quale realizza diversi film di cui due sono stati ritrovati alla cineteca di Parigi: Le Vieux Docker e La Commune. Regista, è anche attore nei suoi film. Durante gli anni 20, lavora a Berlino, allora capitale del cinema europeo, per gli studi dell'U.F.A. a Babelsberg sino alla sua espulsione nel 1932. Di nuovo in Spagna, registra la cronaca della sua propria esperienza, i suoi articoli raccolti costituiscono un punto di vista originale sul conflitto spagnolo: À travers la mitraille [2].

 

cinema2.jpg

 

Questo libro racconta i primi mesi della guerra e della rivoluzione in Spagna. Il 18 luglio, Armand Guerra raggiunge i locali della CNT di cui è membro allo scopo di prendere i suoi ordini: deve terminare il suo film per non far diventare disoccupati i lavoratori assunti per girare il film. Non appena terminato le scene mancanti, parte con una equipe di compagni per riprendere gli inizi della guerra.

 

cinema-armand_guerra.jpg  Armand Guerra

 

Nell'estate del 1936, realizza il suo ultimo film, Carnes de fieras prima di combattere per il fronte. Il 10 marzo del 1939, spossato, muore a Parigi. Lascia sua moglie e sua figlia, sole nella capitale. La cappa di piombo delle storie ufficiali franchiste e stalinista aggira del tutto questo percorso esemplare.

 

   Carne de Fieras (Carne di belve), 1936, di Armand Guerra. Film prodotto dalla CNT.

 

Adrien Porchet, cineasta svizzero.

 

Partecipa alla realizzazione di numerosi servizi giornalistici e documentari sui combattimenti e le realizzazioni in Aragona. Alla sconfitta del campo antifascista, ritorna in Svizzera e cede una parte dei suoi archivi al quotidiano statunitense Hérald Tribune. Narra i suoi ricordi a Michel Froideveaux nel 1981: Cinéaste sur le front d'Aragon [Cineasta sul fronte d'Aragona], [3].

Per Emmanuel Larraz [4], la produzione libertaria è contrassegnata da un violento antoclericalismo, l'esaltazione della dignità operaia, la coscienza che nel 1936 si svolgeva in Spagna la sorte dell'Europa e di tanto in tanto da un senso dell'unorismo assente in altre produzioni "politiche".

Durante la dittatura, i legami tessuti durante gli anni "rossi e neri" serviranno alla resistenza interna della CNT. Le sale cinematografiche erano uno dei rari luoghi a non poter essere visitati dalla polizia franchista, esse servivano da luogo di transito e consegna di materiale di propaganda (soprattutto per i fratelli Sabate).

Dopo la sconfitta, la "guerra di Spagna" ha ispirato molti lungometraggi: l'Espoir (titolo del libro di Malraux iniziato nel 1937); Mourir à Madrid documentario stalinista realizzato da F. Rossif (1966); Pour qui sonne le Glas; Land et Freedom (Ken Loach); Libertarias (film spagnolo ispirata al movimento Mujères Libres 1996); L'Ombre Rouge di J.-L. Comolli (l'azione si svolge nel 1937 in Francia); Et vient l'heure de la vengeance che si ispira alla storia di Francisco Sabate.


Sul lato documentari e archivi,  Un autre Futur , film in quattro parti di Richard Prost che traccia la storia della CNT dall'inizio del XX secolo alla morte di Franco. Ortiz, un général sans dieu ni maître: una lunga intervista di uno dei membri del gruppo Nosotros (Ariel Camacho, Phil Casoar, Laurent Guyot). Infine NO Pasaran, album souvenir (Henri François Imbert) un documentario sceneggiato sulla base di una decina di cartoline postali.


cinema-castilla_libertaria.jpg Manifesto per un film prodotto dalla SUICEP: Castille libertaire.

 

 

Wally Rosell

 

 

[Traduzione di Ario Libert]

 

 

NOTE

 

[1] SUICEP: Sindicato Único de la Industria y Espectáculos Públicos; e FRIEP: Federación Regional de la Industria Cinematográfica y los Espectáculos Públicos.

[2] Eglise-Neuve-d'Issac Fédérop, 1996; traduzione Vincente Estivalis-Ricart.

[3] Discorso raccolto da Michel Froidevaux (Edition Noir), questo testo è disponibile al Cira, al Cda e sul sito internet Increvables anarchistes.

[4] Emmanuel Larraz, Le cinéma espagnol des origines à nos jours.

 

LINK al post originale:

 

1936-1939: Le cinéma pendant la uerre d'Espagne

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Published by Ario Libert - in Cinema libertario
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