Condividi l'articolo SAGGIO. Felip Equy. Gustave-Henri Jossot, da: "La Bouche de Fer".: Gustave Henri Jossot di Felip Equy ...
di Felip Equy
La sua formazione di pittore è abbastanza classica, ma si orienta
molto presto verso la caricatura. I suoi primi disegni sono pubblicati nel 1891 in giornali umoristici (Le Rire), letterari e artistici. Il suo stile originale verrà presto notato dai lettori
ed i critici. Un tratto spesso delimita gli oggetti ed i personaggi. Quest'ultimi sono schmatizzati all'estremo, i caratteri sono esagerati. I colori, dapprima tenui, diventano più violenti:
nero, bianco e rosso. Jossot non si rifà a nessuna corrente. Lui stesso si è richiamato al Medioevo romanico, è vero che certi suoi personaggi fanno pensare ai doccioni [gargouilles]. Si è
detto di lui che era un precursore dell'espressionismo. Le sue didascalie sono particolarmente curate: sono corte ed incisive.
Dal 1901 al 1904, Jossot se la prende nei suoi disegni con le istituzioni.
I preti, i militari, i poliziotti, i giudici, i genitori, i framassoni: tutti vengono colpiti per il loro ruolo, è un vero
gioco al massacro, tutte questi burattini vengono demoliti con una grande ferocità. A partire dal 1906, se la prende con l'individuo in ciò che ha di più mediocre: il pudore, l'onore, il
rispetto, l'alcolismo. Il lavoro di demolizione di Jossot è totalmente anarchico, ma lui stesso non rivendicava quest'etichetta: "Il mio ideale (sarebbe) di non averne affatto", "questa sacra
questione sociale è insolubile e lo resterà finché gli uomini rimaranno bestie e malvagi, il che può durare ancora molto tempo". I disegni di Jossot ignorano le lotte operaie, alla maniera di
Georges Darien o di Zo d'Axa: "Intendo vivere come un uomo libero", "il bisogno del caricaturista (consiste) nel seminare nei cervelli pensanti idee liberatrici", "il mio sogno: comprare una
casa (in cui) potrei a mio comodo fare dell'arte per ammazzare il tempo o aspettando che il tempo ammazzi me". Jossot è innanzitutto un osservatore sincero che rifiuta l'arrivismo e fugge
come l apeste i salotti parigini.
Benché non sia del tutto caduta nell'oblio, l'opera del caricaturista Jossot (1866-1951) meriterebbe una maggiore diffusione. I suoi
migliori disegni datano dell'inizio del secolo, ma i soggetti da lui trattati sono sempre di attualità ed il suo grafismo, sorprendentemente moderno all'epoca, non è ancora
invecchiato.
Dopo il 1907, le attività di Jossot non hanno più grande rapporto con l'anarchia. La sua figlia
unica è morta all'età di 11 anni, attraversa un periodo di depressione. Viaggia molto. Alla fine del 1911 risiede in Tunisia e non tornerà più in Francia. Stranamente, il vecchio
caricaturista anticlericale, dopo una crisi mistica, si convertirà nel 1913 all'Islam. Assumerà il nome di Abdul-I-Karim Jossot. Poiché è uno dei Rari Europei a vestirsi all'orientale, crea
un certo scandalo per le strade di Tunisi. Ha oramai abbandonato la caricatura, ma dipinge paesaggi, degli olii e degli acquarelli. Conserva un occhio critico: durante la Guerra 1914/18,
scrive sulle riviste pacifiste Le Bonnet Rouge (Il Berretto rosso); collabora anche ai giornali tunisini in cui denuncia i crimini del colonialsimo, ma in modo molto timido. Il suo
individualismo lo spinge sempre a rifiutare la lotta politica e la violenza. La sua conversione all'Islam era legata ad un rifiuto delle idee occidentali di lavoro e di progresso.Pensava di
trovare una religione senza culto, dogma e clero! Si stanca molto presto della preghiera del Venerdì alla Grande Moschea e comincia ad interessarsi al sufismo, una specie di libero pensiero
dell'Islam molto mal visto dai musulmani ortodossi. Constatando che i suoi sforzi per acquisire la fede erano vanio, verso il 1930 rompe con ogni forma di religione organizzata. Nel 1938,
pubblica un libro Le Foetus récalcitrant dove vi espone la sua definizione del caricaturista e propone un "vangelo"
della pigrizia. Trascorre gli ultimi anni della sua vita a Sidi Bou Said, un villaggio di pittori vicino a Tunisi e muori dimenticato.
[Traduzione di Ario Libert]
Link al post originale:
Jossot
Link interni:
Gustave-Henri Jossot, Il Credo
Gustave-Henri Jossot, Decorazioni
Gustave-Henri Jossot, Panurgismo
Gustave-Henri Jossot, La Doma
Gustave-Henri Jossot, Gli Ubriaconi
Gustave-Henri Jossot, Il Rispetto