Storia e documentazione di movimenti, figure e teorie critiche dell'esistente storico e sociale che con le loro azioni e le loro analisi della realtà storico-politica hanno contribuito a denunciare l'oppressione sociale sollevando il velo di ideologie giustificanti l'oppressione e tentato di aprirsi una strada verso una società autenticamente libera.
- Rifiuto di ogni forma di compromesso o di concessioni alle idee e ai movimenti reazionari, opposti ai diritti democratici e sociali, ostili all'eguaglianza uomini-donne, o fondati sulla pretesa superiorità di un paese, di una etnia o di una religione.
- Denuncia di ogni forma di totalitarismo, di burocrazia, di ogni confusione tra la messa in comune dei mezzi di produzione e la loro statizzazione, ogni illusione nella possibilità durevole di uno Stato provvidenza e, in modo generale, tutto ciò che contribuisce a prolungare l'esistenza della società di sfruttamento capitalista.
- Questa corrente si distingue con questa strategia del terzo campo dalle posizioni anti-imperialiste consuete dell'estrema sinistra, sostiene un rifiuto del capitalismo di Stato (una rivoluzione politica che non si prolungasse economicamente con la proprietà in comune e l'abolizione del salariato condurrebbe inevitabilmente ad una sconfitta come in Russia), e pone in primo piano la laicità e le libertà delle donne in un ambiente assalito dagli islamisti. Molte donne leader sono diventate inoltre loro propagandiste in Europa: Azar Majedi, Maryam Namazie, Houzan Mahmoud e Yanar Mohammed tra le più note.
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